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Atalanta, contro l’Inter a lezione di tango

Stasera e' sfida tra coppie argentine: da una parte Denis-Moralez, dall'altra Milito-Zarate. Andrea Losapio di tuttomercatoweb analizza i prossimi avversari della Dea.

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Il Loggione è il posto più economico del teatro. Chiamato – meno poeticamente – sottotetto, ovvero piccionaia. Una posizione comune alla stampa bergamasca allo stadio Atleti Azzurri d’Italia. Da qui il nome della rubrica che settimanalmente vedrà l’analisi, tra difetti e pregi, dell’avversario della Dea, a cura di Andrea Losapio, caporedattore di tuttomercatoweb.

Miguel Angel Zotto, uno dei più importanti ballerini di Tango di tutti i tempi, spiega come questo ballo "non sia maschio; è coppia. Cinquanta per cento uomo e cinquanta donna". Prendiamo a nostro uso e consumo questa frase per spiegare la sfida contro l’Inter. Una delle squadre più sudamericane del nostro campionato, vista la massiccia presenza in rosa di brasiliani, colombiani e argentini. Proprio quest’ultimi andiamo a prendere in esame, perché la sfida nella sfida – giocata a distanza per via della conformazione del campo – è quella fra le coppie Milito-Zarate e Maxi Moralez-Denis. Non me ne vogliano El Frasquito e Zarate Kid, però li considero come la donna nel Tango. Vitali, ma allo stesso tempo più leggeri, possono fare cambiare marcia all’incedere più compassato e lineare della figura maschile, siano essi Carrarmati o Principi. Retorica a parte, l’Inter non avrà in campo il grande ex Pazzini, che necessita di un po’ di riposo, mentre pare abbia ritrovato Wesley Sneijder a tempo pieno. L’olandese, attacco a parte, è probabilmente il vero sorvegliato speciale, considerata la tecnica sopraffina e la capacità di raccordare i due reparti avanzati con magici tocchi e verticalizzazioni impensabili. Nella partita con il Chievo c’è il suo zampino, anche se poi ci ha pensato Thiago Motta ad abbattere i clivensi. L’italobrasiliano partirà in panchina, perché il centrocampo a tre – oramai prerogativa dell’Inter di Ranieri, anche per dare più libertà d’azione allo stesso Sneijder – pare che abbia in Zanetti, Stankovic e Obi gli interpreti predestinati. Linea mediana quindi decisamente meno di qualità ma più di gamba rispetto a chi si accomoderà in panchina (con Motta c’è anche Cambiasso, oltre a Ricky Alvarez), anche per dare più copertura alla difesa. La peggiore fino all’ultima giornata, dove Julio Cesar si è regalato finalmente il secondo clean sheet – letteralmente foglio bianco, nel linguaggio calcistico d’Oltremanica rappresenta il portiere non subisce reti durante l’incontro – della stagione, il primo con vittoria annessa. Non è un caso che l’arrivo di Maicon abbia dato più sicurezza in fase difensiva, oltre che imprevedibilità in quella offensiva. Difesa centrale d’emergenza, perché l’unico sempre titolare è Lucio, mentre Chivu viene adattato dopo una buona carriera da terzino sinistro anche in virtù degli infortuni di Ranocchia e Samuel. Sinistra occupata dal nipponico Nagatomo, giocatore di sacrificio ma con una tecnica di base certamente inferiore agli altri. Importante, in questo senso, sfondare con Ezequiel Schelotto sul versante destro d’attacco, la corsia laterale che ha fruttato emozioni anche a Parma. Perché il Tango si balla in due, mentre il calcio si gioca in undici: troppo poco banale da ridurre a una ballo tra reparti offensivi.

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Commenti

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  1. Scritto da andrea losapio

    Sono un brutto giornalista.

  2. Scritto da bruno

    ma Sig. Andrea, Lei ha spodestato Passirani ?

  3. Scritto da Andrea Losapio

    Gentile bruno,
    nessuno spodesta nessuno, scrivo questa rubrica perché mi è stata proposta.
    Mi preme far notare altresì che qualcuno ha scritto il commento precedente a mio nome…