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Pensioni: 48 ore per trattare

Per tutto il giorno luned?? si sono rincorse voci su una trattativa fra maggioranza e opposizione per 'deporre' il Cavaliere e dare vita a un esecutivo a guida Letta.

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 In pochi ritengono che la notte porti consiglio. Il Consiglio vero, quello dei ministri, non è servito a dirimere il nodo per il quale era stato convocato, quella riforma del sistema previdenziale chiesta dall’Europa e bocciata da Umberto Bossi. "Tratto su tutto, non sulle pensioni di anzianità", avrebbe accennato in Cdm il senatùr. E così a sera Silvio Berlusconi, lo stato maggiore leghista e Giulio Tremonti restano a cena a Palazzo Chigi per cercare una soluzione che, al momento, non sembra all’orizzonte. Ma almeno si discute, dopo che nel primo faccia a faccia pomeridiano tra il presidente del Consiglio e Bossi il Carroccio è stato a un passo dalla rottura, fra minacce padane di non prendere parte alla riunione di Palazzo Chigi e il diktat ‘anti-dl’.
Il nulla di fatto di Palazzo Chigi, questa è la versione che fanno filtrare fonti ufficiali, non mette a repentaglio la missione in Europa prevista per mercoledì. In fondo, fa notare qualcuno, per interpretare le richieste europee si può tentare di presentarsi a Bruxelles con un "impegno serio" e un "calendario definito" delle misure che il governo intende prendere. Una road map che la Lega, si sottolinea, ha almeno accettato di discutere. E questo è il bicchiere mezzo pieno. In realtà nell’esecutivo lo scetticismo prevale e il niet del Carroccio preoccupa i ministri che hanno prima atteso per un’ora il summit ristretto Bossi-Berlusconi, poi preso atto del silenzio leghista durante la riunione di governo, infine ascoltato le parole inequivoche di Bossi. Una cosa è colpire "la nostra gente a cui abbiamo già chiesto tanto", avrebbe sottolineato il senatùr, altro intervenire sulle baby pensioni, quelle di invalidità e quelle d’oro. Al massimo, anticipando qualche finestra, ma certamente non lasciando passare una riforma organica.
Se la notte portasse consiglio, allora un Consiglio dei ministri già oggi potrebbe varare il sospirato provvedimento. "Siete tutti allertati", ha fatto sapere Gianni Letta, invitando tutti i membri di governo ad essere massicciamente presenti alla Camera nel pomeriggio. Perché non ci si può mica dimenticare del ‘rischio-Montecitorio’: il timore è che le tensioni sul nodo previdenziale possano ‘sfogarsi’ in Aula.
Per tutto il giorno si sono rincorse voci su una trattativa fra maggioranza e opposizione per ‘deporre’ il Cavaliere e dare vita a un esecutivo a guida Letta, o in seconda battuta Schifani o Monti. Eppure il premier sembra intenzionato a resistere e, dopo aver incontrato Giorgio Napolitano ed essersi trattenuto a lungo a colloquio con Giulio Tremonti, ha vergato una nota nella quale respinge al mittente le pressioni di alcuni leader europei, almeno quelle considerate improprie. Un modo anche per compattare la maggioranza. Lo dimostrano anche le parole spese in Cdm per ‘serrare i ranghi’. Berlusconi avrebbe puntato il dito contro quelli che considera pregiudizi anti-italiani e contro chi tenta di fare del nostro Paese un capro espiatorio, scaricando su Roma problemi da cui in realtà nemmeno altre capitali, Parigi in primis, possono sentirsi immuni. Secondo alcune fonti, inoltre, il Cavaliere sarebbe arrivato a ipotizzare che alcune richieste europee sarebbero così specifiche e talmente ‘circostanziate’ da sembrare ‘suggerite’ da un insider del mondo politico e economico italiano.

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Commenti

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  1. Scritto da claudio c.

    Basta parlare di pensioni! E come già detto da Bossi: “Abbiamo già dato!” Sono ben altri i problemi del Paese, e un Decreto Sviluppo non può, non deve soffermarsi su questa Riforma Previdenziale che, fra l’altro, ben poche risorse porterebbe alle casse statali. Occorrono quindi altri, nonchè interventi, nonchè quel senso di responsabilità che il premier evidentemente non possiede, nonchè quella autorità ora non riconosciuta dai partner europei. I sorrisini sono alquanto significativi.

  2. Scritto da Giulia

    Non è giusto fare cassa su noi lavoratori.Potrebbero,ad esempio, togliere le super liquidazioni di quei dirigenti in odore di mafia che non hanno saputo pareggiare i bilanci delle regioni o dei servizi pubblici,recando danno allo stato,e rimuoverli dall’incarico,far pagare chi continua ad evadere le tasse,inserire il redditometro per accertare l’evasione.

  3. Scritto da sergio

    e quando lavoreranno i giovani? a 50 anni, quando sarà abolito l’art. 18 e si potrà dare un calcio agli anzianotti che non renderanno più in catena di montaggio o in fonderia?
    già; bisogna fare cassa per non toccare i miliardari e l’evasione fiscale…

  4. Scritto da emilio fido

    Ragazzi, su via, e’ il vostro governo … e’ il vostro premier che vi chiede un altro piccolo sforzo. Con tutto quello che ha fatto per noi mi sembra il minimo che possiamo fare. Non vorrete mica recuperare i soldi dagli evasori fiscali o eliminare i privilegi della casta o le auto blu… su dai, siate sensati, non rattristatelo altrimenti al bunga bunga non rende piu’ !

  5. Scritto da Ma si rendono conto ?

    Pur di non fare uno straccetto di patrimoniale disposti a far lavorare obbligatoriamente gli italiani fino a 70 anni . Roba da matti. Non è un argomento intoccabile ma affrontarlo così è da fuori di testa.

  6. Scritto da mario59

    Ma cosa stanno facendo i sindacati….qua la faccenda si fa seria…quelli della mia generazione rischiano davvero di dover lavorare 50 anni prima di vedere la pensione…ricordiamoci che ci sono quelli che godono già da decenni le baby pensioni….ma che razza di uguaglianza c’è in questo paese.
    Ora basta… i soldi ci sono, Bossi se vuole evitare la capitolazione del suo partito, non potrà ancora una volta, chiudere un occhio per darla vinta al suo padrone.
    Tassa patrimoniale e basta.