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Privatizzare la Croce Rossa: i sindacati si mobilitano

Il decreto legislativo potrebbe essere discusso mercoledì prossimo. I sindacati che temono licenziamenti e la dismissione del patrimonio. Più cauto il commissario varesino

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Sindacati in stato di agitazione per il futuro di Croce Rossa. L’ente, infatti, potrebbe essere privatizzato, una decisione nell’aria ormai da parecchio tempo che potrebbe concretizzarsi già mercoledì prossimo 26 ottobre.

All’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri, c’è, infatti, la bozza di un decreto legislativo che mira a trasformare i comitati  provinciali e locali della Croce Rossa in associazioni di diritto privato con la creazione di un Comitato Centrale e di comitati regionali. 

In un comunicato, i sindacati FP CGIL, CISL FP, UIL PA, SINADI, FIALP CISAL, USB, UGL INTESA annunciano per mercoledì un presidio davanti a Palazzo Chigi: « L’intero provvedimento è strumentalmente motivato con la riduzione del debito ma non è in grado di  disegnare un servizio che garantisca almeno le stesse prestazioni oggi erogate.  Non è una riforma ma una operazione ragionieristica fatta in massima parte sulla pelle della cittadinanza  dei lavoratori e delle lavoratrici.  Si prevede che i dipendenti a tempo indeterminato in servizio presso gli attuali comitati locali e provinciali possano o rimanere con un contratto privato, oppure, se non riescono a ricollocarsi in altre pubbliche
amministrazioni, messi nelle liste di mobilità e poi licenziati.  E’ evidente che questa previsione è del tutto irrealistica e ai confini con l’insulto all’intelligenza dei lavoratori.  Si prevede il licenziamento per tutti i lavoratori precari alla scadenza del loro contratto di lavoro. Abbiamo sempre attaccato gli sprechi ovunque si annidassero ma una cosa è un progetto di riforma, un piano di rientro dal debito, una accurata gestione del patrimonio immobiliare che certamente non può essere una svendita, altra cosa è ridurre i compiti di assistenza e urgenza svolti in tutta Italia con la professionalità riconosciuta ai dipendenti della Croce Rossa ad una mera operazione contabile».

La lettura dei sindacati, però, non è condivisa dal Commissario della sezione varesina Bianchi : « È da tempo che si prospetta l’idea della privatizzazione e di bozze ne sono circolate tante. Io attenderei di conoscere l’effettivo testo approvato e non credo che ciò potrà accadere nei prossimi giorni. Tutto dipende dall’agenda di un Governo che, mi sembra, abbia altre priorità. Quando poi al posto di lavoro, io ritengo che i dipendenti avranno semplicemente un altro tipo di contratto. Ma il lavoro che si fa oggi dovrà essere fatto anche dopo, con le stesse professionalità. È chiaro, comunque, che prima si farà chiarezza sulla questione e meglio sarà per tutti».

 Il prossimo 4 novembre, scadrà la legge delega che doveva mettere mano alla ristrutturazione dell’Ente. Sul tavolo anche la dismissione del patrimonio : «Il Governo potrebbe decidere – paventano i sindacati – che l’immenso patrimonio della Croce Rossa può essere sacrificato sull’altare dei bilanci da sanare e che le migliaia di dipendenti possono essere ricollocati, magari negli enti locali che chiedono disperatamente lo sblocco delle assunzioni. Ma la posta in gioco, se possibile, è ancora più alta. Gli italiani si domandano cosa succederà in caso di terremoti e catastrofi naturali, chi interverrà nelle emergenze nazionali e, ancor più preoccupati, che ne sarà delle decine, centinaia di ambulanze che attualmente servono in modo egregio il territorio.

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