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Omicidio a Colognola, l’uomo resta in carcere e conferma il movente

Maurizio Ciccarelli, che ha ucciso la giovane moglie strangolandola, ha confermato: "Voleva un figlio, io no e ho avuto un raptus"

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Il giudice delle indagini preliminari ha confermato l’arresto di Maurizio Ciccarelli, 49 anni, il pregiudicato residente in via Ruspini, a Bergamo, che nel pomeriggio di venerdì 21 ottobre ha raggiunto la giovane moglie Romina Acerbis, 28 anni, in un appartamento di Colognola, e l’ha uccisa strangolandola. Di fronte al giudice Ciccarelli, origini napoletane, agli arresti domiciliari per furto, si è definitov "disperato", perchè ha perso "l’unica persona al mondo a cui volevo bene". Parole pesanti per chi ha commesso un omicidio venerdì, a mani nude, stringendo al collo la moglie fino a farle perdere la vita.
Lo strangolamento, questo è certo, sarebbe avvenuto al termine di una lite. Ma è il movente dell’omicidio a traballare, a non stare in piedi. Ciccarelli, di fronte al giudice, ha confermato che la lite è esplosa, per l’ennesima volta, perchè Romina Acerbis voleva un figlio da Ciccarelli, un figlio che chiedeva con insistenza. E quindi lui avrebbe reagito con un raptus improvviso e violento.
Si tratta di un movente che i familiari della giovane donna non hanno assolutamente confermato. 

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