BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Uccide la moglie e chiama la polizia “Aiuto, ho fatto una brutta cosa” fotogallery

Pregiudicato di 49 anni ai domiciliari lascia l'abitazione di via Ruspini e raggiunge la moglie, dalla quale era di fatto separato, in via Fermi. Strangolata a mani nude. La vittima è Romina Acerbis, 28 anni.

Più informazioni su

Quasi cinque ore dopo l’omicidio, attorno alle 21 di venerdì 21 ottobre, Maurizio Ciccarelli, pregiudicato di 49 anni, ha chiamato il 113. Poche parole, quasi un sos: "Ho fatto una brutta cosa, venite a prendermi". Era trascorso un pomeriggio da quella lite furibonda che aveva portato alla morte la moglie Romina Acerbis, 28 anni.
Nel pomeriggio, infatti, nella fascia oraria tra le 15 e le 16.30, Ciccarelli, originario del Napoletano e agli arresti domiciliari per un furto, era autorizzato poteva lasciare l’abitazione di via Ruspini che aveva condiviso con la moglie fino a qualche mese fa. E proprio a quell’ora ha raggiunto l’abitazione dei familiari di Romina, in un palazzina al civico 11 di via Fermi, a Colognola. Lì c’è stata una discussione, che si è trasformata probabilmente in una lite. In cucina Ciccarelli ha alzato le mani, ha stretto il collo di Romina Acerbis, sempre più forte, finchè la donna non è caduta a terra, priva di vita. Subito dopo, secondo la sua stessa confessione, ha portato il corpo sul letto. Quindi è tornato al suo appartamento di via Ruspini.
Lì Maurizio Ciccarelli ha atteso diverse ore, finchè ha chiamato il 113. "Ho fatto una brutta cosa, ho ucciso mia moglie". Dalla questura le volanti si sono recate immediatamente sia in via Ruspini, ha prendere il reo confesso, sia in via Fermi, dove è stato scoperto il cadavere della donna.
Poco dopo Maurizio Ciccarelli, che probabilmente stava preparando una valigia, è stato fermato e portato nel carcere di via Gleno. La salma di Romina Acerbis è stata portata alla camera mortuaria del cimitero di Bergamo. Restano molti dubbi sul movente dell’omicidio: secondo l’assassino la donna, nonostante si fossero lasciati (ma non c’erano in corso pratiche di separazione o di divorzio), voleva un figlio da lui. Richiesta alla quale l’uomo non aveva mai acconsentito. Una richiesta che, secondo lui, era motivo di continui litigi.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.