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Sfrutta l’uscita dai domiciliari e uccide la giovane moglie fotogallery

Maurizio Ciccarelli, 49 anni, pregiudicato, era autorizzato a lasciare l'abitazione dove era agli arresti tra le 15 e le 16,30. E' uscito, ha raggiunto l'appartamento della moglie e l'ha strangolata. La vittima ?? Romina Acerbis, 28 anni.

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Ha sfruttato l’ora e mezza in cui era autorizzato ad uscire di casa, dove si trovava agli arresti domiciliari. E in quell’ora e mezza ha raggiunto la giovane moglie, l’ha afferrata per il collo, l’ha strangolata a mani nude, uccidendola. Poi è tornato a casa e ha chiamato il 113, confessando l’omicidio. La polizia l’ha trovato mentre stava preparando una valigia, nel suo appartamento di via Ruspini 7, quello che aveva condiviso con la moglie, che invece è stata uccisa in un’altra abitazione, al primo piano di via Fermi 11, a Colognola.
La vittima è Romina Acerbis, 28 anni. Nel 2006 si era sposata con Maurizio Ciccarelli, 49 anni, pregiudicato e con numerosi precedenti di polizia, un uomo che dal 1997 entra ed esce dal carcere.
I telefoni della centrale operativa della questura di Bergamo sono squillati attorno alle 21 di venerdì 21 ottobre. "Ho fatto una brutta cosa, ho ucciso mia moglie" ha detto al telefono Ciccarelli. Gli agenti di polizia si sono fiondati sia all’abitazione dalla quale è partita la telefonata, in via Ruspini, sia nell’appartamento indicato dall’uxoricida, in via Fermi.
L’uomo è stato fermato, aveva giusto messo un po’ di indumenti in una valigia. Mentre a Colognola i poliziotti hanno trovato il corpo di una donna, ormai privo di vita, steso sul letto di un appartamento al primo piano. Il corpo di Romina Acerbis, impiegata, uccisa dal marito.
"L’ho strangolata a mani nude" ha detto lui. Una dinamica probabilmente confermata da un livido, dovuto ad uno sforzo, sulla mano destra di Ciccarelli, e da diverse escoriazioni sul collo della moglie. Lo strangolamento è avvenuto in cucina, la donna è caduta a terra. Poi il marito l’ha sollevata e l’ha portata sul letto, dove i poliziotti l’hanno trovata già morta. "Ho fatto una brutta cosa" ha ripetuto Ciccarelli ai poliziotti, senza mai apparire nervoso. Anzi, piuttosto freddo nel raccontare l’accaduto, nello spiegare di aver atteso quasi cinque ore dal momento dell’omicidio fino alla chiamata al 113.
Una dinamica piuttosto chiara, mentre sul movente dell’uxoricidio restano parecchi dubbi. Maurizio Ciccarelli e Romina Acerbis si erano sposati nel 2006 ed erano andati a vivere nell’appartamento di via Ruspini. Circa un anno e mezzo fa si erano di fatto separati, senza però avviare le pratiche formali per la separazione o per il divorzio. Lei era andata a vivere nell’appartamento di famiglia a Colognola, in via Fermi 11. Lui era rimasto nell’abitazione "matrimoniale". "Non vivevamo insieme ma voleva un figlio e io invece no", ha spiegato lui ai poliziotti. Spiegazione poco chiara, per un omicidio. Forse, in quell’appartamento di Colognola, Romina frequentava un altro uomo. Era sola al momento dell’aggressione, ma qualcuno in quell’appartamento viveva. Dalla polizia arriva una vaga indicazione: "C’erano alcuni familiari".

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