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Piccolo paese grande impegno Bianzano leader nella differenziata

Riorganizzata la raccolta dei rifiuti: nel giro di due anni si porta in discarica la met?? della met?? dell'immondizia.

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Introdurre, organizzare e realizzare una puntuale raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani ed il loro successivo trasferimento, diviso per singola tipologia, agli impianti di trasformazione e/o smaltimento, è stato difficile e impegnativo per tutti, sia per l’Amministrazione comunale che per i cittadini di Bianzano, ma alla fine la buona volontà ed il grande senso civico dei cittadini hanno dato gli immancabili frutti, il più eclatante dei quali è stato l’evolversi della quantità di rifiuto secco (l’indifferenziato) pervenuto annualmente al Centro di Raccolta gestito dal Comune: dai 105.000 Kg del 2009 si è passati ai 62.000 Kg del 2010 fino ai 28.000 kg nel 2011 (stima avvalorata dai dati reali dei primi 10 mesi). Ciò significa che nel giro di 2 anni la metà della metà dei rifiuti prodotti dai 606 abitanti è andato alla discarica!
Ma andiamo con ordine e raccontiamo la storia di questo piccolo ma caparbio e intraprendente paesello che ha fatto una rivoluzione nel settore rifiuti piazzandosi in brevissimo tempo tra i paesi più ricicloni d’Italia, con grande soddisfazione e orgoglio di tutta la popolazione. L’iniziativa è partita dall’esplicita volontà del nuovo Consiglio Comunale, insediatasi a giugno 2009, di ridurre le spese per la gestione dei rifiuti e migliorare il funzionamento del C.D.R.. Dopo un laborioso e dettagliato studio della situazione il primo grande passo è stato fatto con l’istituzione del controllo sul C.d.R. 24 ore su 24, la stesura ed approvazione in Consiglio del regolamento per la raccolta dei rifiuti solidi urbani, la redazione ad hoc e distribuzione gratuita dell’opuscolo esplicativo contenente consigli e chiarimenti sulla raccolta differenziata, l’acquisto di nuovi cassoni e cassonetti per l’inserimento di nuove categorie di rifiuti conferibili al C.d.R ( legno, cassette di plastica, pneumatici, ingombranti, etc ) che fino ad allora finivano in un unico cassone senza distinzione alcuna. A conclusione di questa prima fase organizzativa a maggio 2010 è partita la raccolta a domicilio della plastica oltre a quella già in atto di secco, umido, carta, vetro e lattine. Ed è iniziato il prezioso aiuto del personale di sorveglianza ad integrazione e sostegno dell’Operatore Ecologico Comunale nella gestione del C.d.R.. Questi volontari, adeguatamente istruiti attraverso un corso di formazione per gestori C.d.R., hanno aiutato i cittadini ad imparare a differenziare, a separare le tipologie di rifiuti e a conferirle adeguatamente negli appositi spazi. Così il Comune grazie a loro, oltre a risparmiare gestendo in proprio il C.d.R., ha potuto effettuare una capillare opera di sensibilizzazione e informazione nei confronti della Cittadinanza.
Il secondo e più difficile passo è stato fatto a gennaio 2011 con il passaggio dalla TARSU alla TIA e gli indotti conseguenti: sacchi rossi a pagamento per il secco e conferimento a pagamento per certi rifiuti al C.d.R.. Scendiamo nei dettagli: a inizio 2011 a ciascun nucleo famigliare è stata distribuita un Tessera dei Servizi insieme a una dotazione iniziale gratuita di sacchi rossi marcati ‘’Comune di Bianzano’’. La tessera elettronica funziona come una ricaricabile: il cittadino si reca in Comune, ricarica la tessera con l’importo che desidera e poi acquista i sacchi rossi oppure si reca al C.d.R. a conferire il materiale a pagamento.
Ma perché si devono comprare i sacchi in Comune per il secco? Risponde il Sindaco Marilena Vitali: “Così facendo ogni famiglia paga solo per quello che lei stessa produce! Chi ben differenzia produce poco secco quindi compra pochi sacchi ergo risparmia! È un incentivo alla differenziazione!”.
E perché sono stati inseriti i rifiuti a pagamento al C.d.R con tanto di bilancia per definirne il peso? Sempre il Sindaco risponde: “Anche in questo caso abbiamo voluto incentivare la differenziazione! I costi di gestione del secco e dei rifiuti a pagamento del C.d.R. sono scorporati dalla bolletta annuale, quindi i cittadini pagano man mano quello che producono, ciascuno il suo. Non è più come prima che i costi vengono spalmati su tutti i cittadini: ora i virtuosi sono premiati con un risparmio immediato!”.
E come ha reagito la popolazione a queste nuove ferree regole? All’inizio non è stato facile: a fine del 2010 c’è stata un corsa allo svuotamento di cantine e soffitte “…. intanto che è ancora gratis ….” si diceva. Poi a inizio 2011 il C.d.R. è andato deserto per qualche tempo sia perché faceva paura a bilancia sia perché ormai non restava più nulla da buttar via … ed in paese si veda qualche falò di troppo. Ma le difficoltà maggiori sono emerse con i villeggianti nel periodo di vacanza estiva. Poi pian piano la diffidenza si è sciolta, i cittadini hanno iniziato a differenziare correttamente e a familiarizzare con bilancia, tessera e sacchi. I veri artefici di questo successo sono proprio loro, i cittadini, che nel piccolo della famiglia hanno imparato a smistare e conferire adeguatamente i rifiuti.
Ecco quindi che quasi alla fine del primo anno si possono già tirare e prime somme: dal 50,85 % di rifiuto secco rispetto al totale dei rifiuti del 2009 si è passati al 17,35% del 2011! Contemporaneamente il quantitativo dell’umido è rimasto quasi invariato mentre la carta è passata dal 15% del 2009 e 2010 al 20% del 2011 ed il vetro, cui si sono aggiunte anche le lattine è passato dal 14% del 2009 e 2010 all’ attuale 18%. Ancora più impressionante è il quantitativo complessivo di rifiuti solidi urbani prodotti dalla comunità annualmente: da 242.862 kg del 2008 si è arrivati, calando progressivamente, fino ai 161.424 kg previsti per l’anno corrente!
C’è da chiedersi dove siano finiti i rifiuti e ancora una volta il sindaco Vitali delucida: “ Avevamo paura fosse finito tutto in Valle Rossa ma quando siamo andati il 17 settembre 2011 a pulirla in occasione dell’esercitazione interregionale di Protezione Civile l’abbiamo trovata più pulita del solito! Ne si deduce che semplicemente non son stati prodotti! La gente pian piano ha imparato e prediligere prodotti riciclabili, a scartare meno e differenziare meglio. Per esempio a Bianzano prima si produceva il 12% di sfalci e ramaglie che quest’anno si è dimezzato passando al 6.19% semplicemente perché ci si è attrezzati nell’orto o nel prato con il compostaggio domestico. Noi come Amministrazione abbiamo ci siamo impegnati a fondo e abbiamo cercato di fare del nostro meglio: per esempio fornendo a tutti i nuclei famigliari una dotazione iniziale iniziale gratis di sacchi rossi, altrimenti a pagamento, ed anche elargendo un numero supplementare di tali sacchi alle famiglie che fanno uso di pannoloni o pannolini, come anziani e bambini, nonché accreditando sulla tessera di ogni famiglia un bonus per la consegna gratuita al C.D.R. dei primi 50 Kg di rifiuti per i quali è invece prevista una tariffa. Tuttavia bisogna riconoscere che il contributo decisivo al successo dell’operazione, peraltro finalizzata all’applicazione delle vigenti norme legislative in materia l’anno dato proprio i cittadini disposti a fare qualche sacrificio perché convinti dell’opportunità e dell’importanza dell’iniziativa. Quanto di buono è stato realizzato è soprattutto merito loro!”.
Non si possono che fare i complimenti a questo paese che primo nella Val Cavallina ha avuto il coraggio di operare una svolta tanto radicale nei confronti di un tema così delicato come quello dei rifiuti. E i dati riportati dimostrano che oltre a “fare”, ha anche “fatto bene”! Ancora una volta si vede che il miglioramento avviene a partire dal basso, dal singolo cittadino che si fa carico della sua responsabilità nei confronti dell’ambiente e del suo paese, che nel suo piccolo si impegna per un mondo più pulito. Immaginiamo che questa coscienza verde contagi i paesi vicini e via via a macchia d’olio… sarebbe un successo.

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Commenti

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  1. Scritto da maryvitali

    Cosa vuol dire Barce il tuo commento?
    Si è arrivati a questi risultati grazie all’impegno di molti, per passare all’ultimo posto non basta la non collaborazione di uno (che peraltro c’è già), ma la NON collaborazione di MOLTI…

  2. Scritto da Barce

    Basta che uno smetta di fare la raccolta differenziata e precipitate all’ultimo posto.