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Raul Montanari intervista Gabriella Kuruvilla

Il Festival dei narratori italiani "Presente Prossimo" prende il via sabato 22 ottobre al cineteatro di Leffe con Gabriella Kuruvilla.

Quali sono le arti narrative? Tutti i formati artistici che mettono l’autore nella condizione di poter raccontare una storia. Che poi lui decida di farlo o meno, è affar suo. Possiamo quindi definire narrativi generi letterari come la prosa (romanzo e racconto), l’epica, il teatro (inclusi il radiodramma e l’opera lirica); a questi aggiungiamo il cinema e la fiction televisiva, il fumetto, il fotoromanzo, la canzone.
Se ne parla al Festival dei narratori italiani Presente Prossimo che prende il via sabato 22 ottobre al cineteatro di Leffe.
Si comincia con Gabriella Kuruvilla, esponente di un’area letteraria sempre più interessante, quella degli autori che scrivono in italiano portando l’esperienza di mondi lontani dal nostro – nel suo caso, quello dell’India.
Ma Gabriella è anche, non a caso, una giornalista e un’artista visiva molto apprezzata.
Questa capacità di esprimersi in linguaggi diversi è centrale poi nella figura di Marcello Fois, narratore, poeta, commediografo, sceneggiatore, un autore che dell’assoluta padronanza stilistica ha fatto il passe-partout per poter lasciare il marchio della propria personalità prorompente in tutti i media che lo hanno stimolato. Riprendendo l’esperienza entusiasmante dell’anno passato, anche in questa edizione è stato proposto un incontro dedicato alla poesia. Quest’anno il festival sarà visitato da Vivian Lamarque, una delle voci più care al circoscritto ma agguerrito pubblico della poesia, ma anche un’autrice che ha conquistato una notorietà che va al di là dei confini di questo pubblico, con la sua opera di narratrice (anche per bambini) e con i suoi interventi giornalistici preziosi.
Un narratore di razza è certamente il torinese Alessandro Perissinotto, fra l’altro docente presso l’Università di Bergamo. Ma se il suo mezzo espressivo prediletto appare il romanzo, nel quale ha raggiunto i più grandi riconoscimenti di critica e di pubblico, con quanta coerenza Alessandro ha travalicato il recinto rassicurante dei suoi primi noir, spostandosi sempre più verso una narrazione sociale che fa a meno del delitto per indagare un ambiente e un’epoca.
Giulio Mozzi è, fra gli intellettuali italiani attivi nel campo della letteratura, una delle personalità più originali. Anzitutto per la scelta di scrivere racconti e non romanzi, seguendo la propria vocazione all’arte così ardua della narrazione breve. Poi per aver sperimentato i formati narrativi e poetici più sorprendenti, fra cui va citato almeno il fotoromanzo (genere tristemente trascurato dai grandi autori, finora, benché abbia tutte le potenzialità per raggiungere gli esiti artistici del suo fratello naturale, il fumetto). Infine per la sua opera di straordinario insegnante di scrittura creativa e talent scout.
La novità di quest’anno, vedrà affiancati un critico letterario e un autore esordiente. Era difficile immaginare una coppia più indovinata di quella formata da Sergio Pent e Romano De Marco. Pent rappresenta al meglio la figura nobilissima dello scrittore-critico. Infatti ha pubblicato romanzi pluripremiati che, soprattutto, non hanno il sapore dell’occasionalità ma disegnano una poetica personalissima e dall’evoluzione ben riconoscibile; al tempo stesso, le sue recensioni uscite per le principali testate italiane coprono tutte le aree della produzione narrativa corrente, dagli autori italiani agli stranieri al noir, e danno un contributo fondamentale all’orientamento dei lettori. Quanto a Romano De Marco, la sua storia è quella di una passione che si nutre anzitutto di letture onnivore, per sfociare Per ultimo l’ospite che forse più caratterizza il concetto dell’andare oltre i confini messo come premessa al festival di quest’anno: lo svedese Björn Larsson. Grande narratore multilingue, capace di scrivere indifferentemente nell’idioma materno e in francese, ci sorprenderà sostenendo l’incontro con il pubblico del festival in italiano, senza bisogno di interpreti. D’altronde stiamo parlando di un viaggiatore d’eccezione non solo in senso letterario: erede della tradizione dei marinai vichinghi, Larsson passa buona parte della sua vita sulla propria barca a vela, e molti dei suoi acclamati romanzi non sono nati fra le quattro pareti di una stanza ma fra la salsedine, le onde, i silenzi delle distese oceaniche.
Sempre nella logica di variare il più possibile l’offerta che il festival fa a chi è interessato a seguirlo, alcuni di questi autori sono stati invitati, nella mattina del giorno stesso degli incontri, a dialogare con gli studenti delle medie superiori di Alzano Lombardo e Albino. Questa novità è stata sperimentata l’anno passato con un esito che mi sentirei di definire straordinario. Gli studenti hanno accolto gli autori non solo forti di una perfetta preparazione sulle loro opere, ma anche proponendo una rielaborazione artistica personale, un ritratto di questi ospiti che ha gratificato moltissimo gli ospiti stessi. Tutti gli autori sono usciti deliziati da questi incontri, e di ciò va dato grande merito ai docenti che hanno accompagnato i loro studenti in questo felice sconfinamento, davvero ri-creativo nel senso pieno della parola. Quando la scuola funziona, funziona. Anche quest’anno, per tutta la durata del festival, è poi proposto, sempre per gli studenti liceali, un corso di scrittura creativa in sei incontri, tenuto da Raul Montanari. La stessa esperienza è stata fatta l’anno passato e ha avuto un esito davvero lusinghiero, per qualità e quantità. Questo vale sia per quanto riguarda la frequenza del corso sia per la serata finale che è stata organizzata dall’auditorium di Nembro, per l’occasione pienissimo, e che ha visto i ragazzi leggere alcuni dei racconti scritti durante il corso (e poi pubblicati) e dialogare con il loro docente di narrativa. Una serata che molti non dimenticheranno. 
Nei giorni 3 e 4 dicembre, chi scrive queste righe terrà un workshop di scrittura creativa aperto a tutti coloro che vogliono cimentarsi nel grande salto dalla lettura alla scrittura stessa… sempre tenendo presente che la lettura viene prima. Come presentazione di questo workshop vale la pagina dedicata più avanti, e naturalmente l’esperienza di tredici anni di insegnamento delle tecniche narrative a Milano, con risultati consultabili in www.raulmontanari.it.
Infine, come già è stato fatto l’anno scorso, arricchirà il menu del festival un match letterario, formula che ha avuto un successo eccezionale di pubblico. Si tratta di uno scontro di idee pro e contro un grande classico; un modo per dire cose serie in forma divertente e per questo ancora più stimolante. Come campione di casa, dopo Gianni Biondillo nell’edizione 2010 (l’argomento era l’arciromanzo italiano, I promessi sposi), avrò il piacere di sfidare Aldo Nove, che già è stato ospite come autore due anni fa. Il tema sarà il Pinocchio di Collodi: il libro italiano più famoso al mondo, un capolavoro che va molto al di là dei confini della letteratura per l’infanzia.

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