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Per l’indisciplina italiana l’unica cura è la svalutazione

È il sistema con cui un paese ripristina la propria competitività riassorbendo le inefficienze. L’introduzione dell’euro, impedendo la svalutazione, ha di fatto impedito lo smaltimento delle inefficienze, rendendo i nostri prodotti /servizi meno appetibili

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Egr. Direttore.

Non sono un economista, ma la mia professione mi offre un osservatorio privilegiato sull’economia soprattutto per i numerosi contatti con l’estero e con le imprese.
Ho avuto modo di maturare una mia idea sulla situazione attuale sia leggendo riviste economiche internazionali, che parlando con economisti e imprenditori italiani e stranieri.
Con una buona dose di approssimazione provo a semplificare dicendo cose che è scomodo dire, ma che cominciano a essere suggerite da molti esperti.
Il nostro paese ha una capacità di innovazione e di produzione unica al mondo soprattutto quando si tratta di mercati di nicchia o comunque di dimensioni limitate.
Purtroppo siamo afflitti da una generale indisciplina, seppure diversamente grave nelle varie aree geografiche. Questa indisciplina è visibile in tutti gli aspetti della nostra vita, dalla raccolta dei rifiuti, ai posteggi selvaggi, al passare col rosso, saltare le file, le case abusive, fino alle più gravi situazioni della criminalità organizzata, la frode fiscale, la corruzione, l’assenteismo, i falsi invalidi.
Contrariamente al comune sentire, la classe politica non ne è la causa, ma lo specchio fedele (e in questo momento addirittura abbruttito). Piaccia, o no tutti questi governi ce li siamo votati noi.
È del tutto evidente che la cosa migliore sarebbe correggere questa indisciplina comportandoci tutti (non basta una buona parte) da paese civile. Dobbiamo però prendere atto che se ciò non è avvenuto, anzi se le cose sono progressivamente peggiorate, sarebbe sciocco porre le nostre speranze di ripresa in una improvvisa moralizzazione delle abitudini degli italiani.
Un nuovo e più valido governo potrebbe tutt’al più invertire la tendenza al degrado, ma mai colmare il gap di efficienza che il nostro paese ha accumulato con gli altri paesi concorrenti.
Non dimentichiamoci che il debito colossale è stato lasciato in eredità soprattutto dai governi di 20/40 anni fa.
Questa indisciplina ci condanna ad avere solo imprese piccole che riescono a galleggiare interpretando questo caos con la flessibilità che invece non possono avere le aziende grandi, e che quindi sono scomparse o sono sofferenti.
L’elenco delle cose da fare è sconfinato, e tutti noi abbiamo ben chiaro cosa debba essere fatto, peccato che non si riesca a fare.
Dobbiamo altresì tener presente che gli sforzi che potremo fare per migliorare la nostra competitività tutt’al più serviranno per non perdere altro terreno, ma ben difficilmente ci consentiranno di recuperare il gap accumulato.
Esiste però un correttivo naturale a questa indisciplina. Si chiama svalutazione.
È il sistema con cui un paese ripristina la propria competitività riassorbendo le inefficienze.
L’introduzione dell’euro, impedendo la svalutazione, ha di fatto impedito lo smaltimento delle inefficienze, rendendo i nostri prodotti /servizi meno appetibili , e al contrario facilitando le importazioni a condizioni drogate da una valuta drogata.
E’ ormai opinione diffusa che il problema del debito sovrano e’ grave, ma molto più grave (e spesso causa del debito), e’ il cronico deficit della bilancia dei pagamenti, cioè la differenza tra esportazioni ed importazioni.
Rifletta caro direttore che mentre questa settimana il suo giornale raccontava pagine nere dell’economia della nostra zona, e che L’italia è il paese con il terzo debito al mondo, il "Corriere della sera" raccontava di come l’Italia vanti la più alta concentrazione di smartphones (Iphone) al mondo
Peggio ancora, pur essendo il più grande produttore di vino al mondo consumiamo più champagne francese pro capite dei tedeschi, che producono solo birra, e siamo il 4° importatore assoluto delle pregiate bollicine.
Questi sono esempi di indisciplina dei consumatori, certamente agevolata dal fatto che con la valuta forte tutti noi troviamo più convenienti i prodotti stranieri.
Viviamo nel paese più bello del mondo, ma e’ ormai considerato normale fare le ferie in località esotiche lontane. New York, e l’America in genere brulica di italiani, estasiati nel fare acquisti di qualsiasi cosa con una valuta ampiamente sopravvalutata. Come se fossimo noi gli americani.
Sappiamo perfettamente che bisognerebbe far pagare le tasse a tutti, eliminare la mafia, mettere in galera i corrotti, far lavorare i lazzaroni, tagliare i costi della politica, migliorare i servizi, tagliare gli sprechi, etc, etc,
Nella consapevolezza che tutto ciò sarà molto improbabile, e ben che vada molto lento mi permetto di concludere con una previsione, ed una esortazione.

La previsione è che l’Italia così come altri paesi mediterranei uscirà dall’Euro creando una nuova valuta, (Euro soft?) che varrà un terzo in meno dell’euro attuale, e che sarà libero di fluttuare con le altre monete riflettendo la reale competitività del sistema paese.
Ciò ristabilirà la nostra competitività, rendendo più sconvenienti le importazioni, e di fatto tornando a dare lavoro agli italiani permettendo al debito pubblico di essere riassorbito dall’inflazione.
Certo, saremo più poveri verso l’estero, ma la nostra ricchezza di oggi e’ solo apparente, visto le dimensioni del debito pubblico.
L’esortazione a tutti noi e’ quella di acquistare con preferenza i prodotti italiani, anche quando comportano un sacrificio(ragionevole) in termini di maggior prezzo o minor qualità.
Ciò darà lavoro agli italiani mantenendo soldi nel paese, aumentando il gettito fiscale.

Egr. direttore, conservi questa mia lettera e la ripubblichi tra 5 anni,
Se la mia previsione si sarà avverata, mi meriterò una bottiglia , altrimenti sarò debitore di una cassa.
Ovviamente di italianissimo spumante.
Cordialità

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