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Denuncia Cisl: procedure scorrette alla Area 91

Un???azienda ???artigiana??? con oltre 70 dipendenti si muove in modo disinvolto nel licenziare e assumere dipendenti. Il Ministero: ???Lesioni dei diritti individuali e evasioni contributive???.

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La denuncia viene dalla Cisl di Bergamo. Da anni un’azienda tessile, la Area 91 di Cividate al Piano, con una piccola dependance a Mornico al Serio, si comportava con una certa disinvoltura nell’assunzione e nel licenziamento di decine di dipendenti, quasi tutte donne, nella gestione contabile dei contributi e delle spettanze, anche nella registrazione della propria azienda, che figura artigiana ma che ha a libro paga più di 70 dipendenti. La storia è emersa qualche tempo fa, quando alla sede della Cisl si sono rivolte alcune dipendenti licenziate dalla ditta, alcune anche se in maternità, al momento della chiusura dell’attività. “In quell’occasione – racconta Cristian Verdi, della Femca Cisl – abbiamo scoperto che nell’azienda si seguivano allegramente pratiche poco ortodosse, e che la cosa andava avanti da qualche anno. I dipendenti venivano assunti e licenziati senza fare ricorso alle procedure corrette, negando così a ognuno il diritto alla mobilità, ma anche le spettanze economiche dovute per Tfr e ferie, a esempio. La prassi prevedeva che l’azienda chiudeva licenziando singolarmente ogni lavoratore e riapriva riassumendo a volte le stesse persone, ma creando buchi contributivi e di Tfr oggi anche difficili da ricostruire. Qualcuno parla anche di lavoratori in nero, soprattutto extracomunitari. Anche adesso il titolare, Adamo Luigi Piovani, ha riaperto un’attività riassumendo una trentina di persone, alcune provenienti dalla vecchia ditta. Anche per questo riesce difficile convincere tutti i dipendenti a aprire una vertenza”.
La Femca ha comunque fatto partire una denuncia che ha raggiunto il Ministero del Lavoro, l’Inps e il Centro per l’Impiego. Dal Ministero hanno risposto che, nella vicenda, “si rilevano possibili lesioni dei diritti individuali meglio tutelabili e possibili evasioni contributive”, per cui l’indagine proseguirà.
“Da parte nostra – continua Verdi – andremo avanti con la vertenza che abbiamo aperto per 15 ex lavoratrici, cercando di capire come gli altri dipendenti vorranno comportarsi. Da tempo inoltre chiediamo un incontro con titolare. Lui continua a negarsi e i suoi collaboratori non trovano di meglio che insultare i sindacalisti che chiedono l’apertura delle procedure corrette di ammortizzatori sociali”.
Intanto l’Ufficio Vertenze della Cisl di Bergamo ha predisposto numerosi ingiunzioni di pagamento tramite il tribunale di Bergamo per il recupero dei crediti dei lavoratori.
 

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Commenti

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  1. Scritto da Bertoldo

    Una volta, nel catechismo cattolico, “Frodare la mercede agli operai” era uno dei peccati che gridavano vendetta al cospetto di Dio. Ormai in Italia, con 47 forme di contratti anomali, sembra che sia diventata la regola. Ma a quanto pare a qualcuno non basta neanche quello. Certo che per fare concorrenza ai cinesi bisogna creare condizioni di lavoro peggio delle loro. O forse si sta sbagliando tutto?