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Brembo in Polonia: “Bombassei ingeneroso”

Ferdinando Uliano, segretario FIM-CISL Bergamo commenta l'inaugurazione dello stabilimento Brembo in Polonia, rispondendo alle parole di Alberto Bombassei.

Ferdinando Uliano, segretario generale FIM-CISL Bergamo commenta la scelta di Alberto Bombassei di aprire lo stabilimento Brembo di Dabrowa Gornicza in Polonia, rispondendo alle sue considerazioni riguardo alle presunte colpe sindacati e lavoratori.

“Spiacevoli e ingenerose verso i lavoratori Brembo e le organizzazioni sindacali, le considerazione fatte dal presidente Alberto Bombassei a Dabrowa Gornicza. Prendere spunto dall’esito del recente referendum dei lavoratori della Brembo Dischi sull’ulteriore richiesta di lavoro straordinario per giustificare gli investimenti realizzati in paesi diversi dal nostro, è veramente spiacevole e ingeneroso verso i lavoratori Brembo e le organizzazioni sindacali. Le scelte di Brembo sono più riconducibili alle strategie aziendali di Gruppo, alle localizzazioni dei mercati, ai minori costi del lavoro e alle inefficienze del nostro sistema paese. Ragioni che chiamano a maggiori responsabilità soprattutto del governo del nostro paese che non ha fatto scelte di rilancio dello sviluppo industriale. I lavoratori di Mapello e le loro rappresentanze sindacali, come del resto tutti i dipendenti del gruppo Brembo, hanno sempre fatto scelte che, all’interno di un sistema di valori, di tutele e di diritti, hanno tenuto in considerazione gli elementi di miglioramento della capacità competitiva della Brembo. Il Gruppo Brembo è diventato una importante realtà nazionale e internazionale anche grazie ai suoi lavoratori e alle sue lavoratrici e per le relazioni sindacali che queste han saputo costruire. Riguardo alla vicenda del referendum sul lavoro straordinario alla domenica, vorrei fare alcuni chiarimenti. Innanzitutto stiamo parlando di quei lavoratori, Mapello Dischi, che con un sofferto accordo sindacale nel 2005 sono stati coinvolti nella chiusura dello stabilimento di San Giovanni Bianco e del relativo trasferimento a Mapello, con un innegabile vantaggio competitivo per il gruppo Brembo e un “disagio sociale ed economico” sopportato dai lavoratori e dalla comunità della valle Brembana. Sempre a seguito di un accordo sindacale, questi lavoratori dal 1994 lavorano normalmente su 18 turni in quarta squadra, facendo funzionare impianti e macchine dalle 22 della domenica alle 22 del sabato, ottenendo in cambio una riduzione d’orario e indennità economiche. A questi lavoratori che mediamente lavorano 3 sabati e 1 domenica al mese, e quindi hanno un solo week-end completamente libero al mese, è stato chiesto di lavorare con straordinario la domenica mattina dal 3 aprile al 31 luglio. In questo periodo hanno prodotto ben più degli 84.000 dischi preventivati: in 4 mesi sono stati prodotti più di 90.000 pezzi. Lavorando di fatto anche le festività del 25 aprile e del 2 di giugno. Quando l’azienda si è ripresentata chiedendo altri 20 turni festivi in straordinario, le organizzazioni sindacali e i lavoratori non hanno rifiutato a priori: hanno chiesto in cambio un maggior impegno nella stabilizzazione di alcuni contratti a tempo determinato e somministrato e delle garanzie sulla conferma per il futuro dei 18 turni in 4 squadre. Il rifiuto a queste giuste richieste ha portato i lavoratori interessati a respingere la richiesta di ulteriore straordinario avanzata dalla direzione Brembo. L’ing. Bombassei e qualsiasi altro imprenditore conoscono benissimo quanto sano pragmatismo e buona volontà hanno gli operai, gli impiegati e le organizzazioni sindacali nella nostra provincia. Una maggiore attenzione a queste giuste rivendicazioni avrebbe portato ad una conclusione diversa, ma tutto questo non ha nulla a che vedere con lo stabilimento polacco”.

Commenti

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  1. Scritto da PIO

    @13 se come dice lei certi costi impongono certe scelte forse posso capire ma quello che non capisco è perchè se si produce in PAESI A COSTO INFERIORE POI ALLA FINE IL PRODOTTO FINITO LO SI PAGA COME SE FOSSE PRODOTTO DA NOI NONMI SEMBRA GIUSTO
    COME LE SCARPE DI DALLA VALLE PRODUCE IN CINA POI FA IL MORALISTA MA VENDE IN TUTTO IL MONDO MA A PREZZI ASSURDI.
    MAH MISTERO.

  2. Scritto da Meo Bikiko

    @16 (ex disoccupato) se da disoccupato ha la possibilità di comperare garanzia e qualità le faccio le mie congratulazioni e la invito a scrivere un manuale di economia, io da disoccupato avrei problemi di sopravvivenza dignitosa,come sta succedendo sempre più spesso agli italiani,come del resto confermato anche dalla Caritas.Evidentemente lei non è un lavoratore dipendente a rischio o precario.Le rinnovo le mie congratulazioni.Saluti.

  3. Scritto da Enrico Torbi

    @16 Se lei fa parte o ha fatto parte dei pelandroni che non vogliono lavorare è un problema suo.Io sono uno di quelli che ha sempre lavorato anche fuori orario (senza farmi pagare) e mi preoccupo per chi resta senza lavoro o viene sfruttato.Sappia che in un sistema ad economia capitalista la funzione dell’impresa non è solo quella di procurare utili in tasca all’imprenditore ma anche quella di generare ricchezza da distribuire su tutti.Altrimenti salta tutto in aria come sta accadendo in Italia.

  4. Scritto da Meo Bikiko

    @14 e @15 Vedete cari signori se uno apre all’estero e vende all’estero va tutto bene ma se uno apre all’estero, gli costa meno perché niente mutua, niente pensione (in qualche posto lavorano i bambini) allo stesso tempo chiude in Italia poi viene a vendere in Italia a prezzi italiani, è un gran furbone, ma quando lo fanno tutti per tanti anni gli italiani soldi per comprare non ne hanno perché sono precari o disoccupati allora il giocattolo si rompe e finiamo come siamo finiti cioè malissimo.

  5. Scritto da (ex) disocupato

    @15
    Compro Volkswagen perchè mi da garanzie e qualità…
    Comprerò Brembo perchè mi da qualità…e non mi interessa dove sia prodotto…
    E non mi interessa se i pelandroni italiani non vogliono lavorare!

  6. Scritto da cua de paja

    Guardate questo link
    http://www.buongiornoslovacchia.sk/index.php/archives/14637
    Piani industriali, strategie aziendali, localizzazioni dei mercati, minori costi, inefficienze nazionali contano ma quando ci sono milioni di investimento e la metà li da lo stato Cecko, i salvatori della Patria dimenticano gli ideali e pensano al portafoglio.
    Purtroppo dimenticano che le tecnologie le hanno sviluppate qui con LIRE E I LAVORATORI ITALIANI. Restituite gli investimenti Statali Italiani con interessi

  7. Scritto da Sonzogni Silvano

    Visto e considerato che Bombassei preferisce delocalizzare in POLONIA, consiglio a lui ed agli imprenditori come lui, di andare a vivere tranquillamente in Polonia, di far istruire i priopri figli/nipoti in Polinia e consiglio pure di farsi curare dalla struttura sanitaria Polacca quando ha il mal di pancia.. Siano coerenti fino in fondo … Delocalizzino pure anche le loro tribù…..

  8. Scritto da Mannaggia li pescetti

    Come si fa a fare un decreto per lo sviluppo se questi investono ormai quasi esclusivamente all’estero ? In romania oltre 20.000 aziende italiane !! Che bella gratidudine per chi li ha fatti crescere ed arricchire.

  9. Scritto da pindaro

    Fanno una finta cosi salvano capre e cavoli. Il sindacato visto il contratto sempre individualizzato non serve più. Raccontatela ad altri questa storia della “presa di posizione” della triplice. Meglio il rapporto diretto con bombassei visto che comunque quel che vuol concedere lo farebbe senza sindacati

  10. Scritto da PIO

    come ha fatto con la BRADIora fa con la brembo

  11. Scritto da luciano015

    Le industrie serie e che non vogliono basarsi sull’assistenzialismo si muovono in base ai mercati, e se non lo fanno chiudono. Certe scelte, imposte dalla lettura della realtà, non sono scelte, ma obblighi. Quando la concorrenza ti impone certi prezzi, o trovi il modo di starci, o chiudi. E se rimanere in Italia vuol dire chiudere, è obbligatorio muoversi dove si riducono i costi.
    Questo non è un problema solo di alcuni. E’ un problema di tutti. Sindacati compresi.

  12. Scritto da Italiano

    Sig mario@3..mi pare che brembo abbia chiesto di fare straordinari anche la domenica…e la finisca di fare il comunista..e ragioni piuttosto che sbraitare!

  13. Scritto da Enrico Torbi

    E con questa tiriamo una croce anche sul sig.Bombassei che un pochino di stima l’aveva.Anche lui come tutti gli altri prende le tecnologie e gli sviluppi del progresso ottenuti grazie alla nostra gente per trasferirli pari pari dove il suo portafogli si riempie di più alla faccia di quelli che per risolvere un problema erano capaci di andare a casa alle 9 (senza farsi pagare gli straordinari) o di andare tutti i sabati (sempre gratis) come ho sempre fatto io (in altro settore manifatturiero).

  14. Scritto da PAOLO.

    miei cari signori: questi sono i nostri imprenditori che urlano tanto al governo, Vogliamo,Vogliamo, e poi si trasferiscono all”estero, e non solo codesto signore è candidato, alla poltrona di confindustria, e bravo il nostro concittadino BOMBASSEI. si è arrivato dopo tanti sacrifici, ma deve dire grazie hai suoi cittadini Bergamaschi, perchè da solo non sarebbe arrivato da nessuna parte, ed ora TANTI SALUTI,

  15. Scritto da Italiano

    Non c’è azienda medio grande che non abbia filiali all’estero
    Non capisco tutto sto nervosismo…Bombassei e un ottimo imprenditore!

  16. Scritto da mario59

    @ 3 Italiano
    Probabilmente lei non capisce il nervosismo di chi, nonostante i sacrifici a favore dell’azienda, sta perdendo il posto di lavoro.. probabilmente perchè non vive e non ha mai vissuto un esperienza del genere.
    Le voglio bene e non le auguro cose peggiori, ma le auguro di provare sulla sua pelle, cosa vuol dire trovarsi senza lavoro e senza speranze da un momento all’altro.. e di rendersi conto, che quanto le accade, è soltanto l’ennesimo colpo basso, di chi non si accontenta mai.
    Poi ne riparliamo.

  17. Scritto da Elefanti affamati

    E’ la nuova Politica di Confindustria ?
    Un elefante che campava bene quando c’era tanto da distribuire….adesso che la cassa dello stato e’ vuota, cosa faranno oltre a scrivere manifesti ? E poi per le industrie andare sempre più ad est e’ una soluzione anche per il pil italiano ?

  18. Scritto da stefano b.

    va in polonia perchè dice che lì i sindacati sono più responsabili e permettono agli operai di lavorare il sabato e la domenica.
    vuole degli schiavi che tirino la carretta per arrivare a fine mese, mentre lui non tira la cinghia nemmeno di un buco.

  19. Scritto da Mario

    E’ il trattamento che le imprese riservano ai sindacati complici