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Vendita di largo Barozzi, l’obiettivo ?? tagliar fuori l’Universit???

In agosto un annuncio di Infrastrutture Lombarde piuttosto sospetto: trovato l'accordo per l'Ateneo e per rendere pi?? appetibile l'area. In realt?? non c'?? nessun accordo e sono venute meno le promesse per l'Ateneo sottoscritte nell'accordo di programma del 2008.

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Una prima asta è andata deserta e la Regione Lombardia non vuole più fallire: al prossimo colpo l’area degli Ospedali Riuniti deve essere venduta, per ricavarci almeno 70 milioni di euro che, stando al bilancio regionale, sono già polverizzati, ovvero utilizzati per costruire il nuovo ospedale di Bergamo.
Per non fare fallire la prossima asta bisogna rendere appetibile, il più possibile, l’area, e tutti i movimenti recenti che hanno coinvolto l’Università non sono affatto casuali, anzi: indiscrezioni sempre più insistenti dicono che dalle parti dell’Ateneo, come si accennava in un comunicato ufficiale, ci sia un malcontento elevatissimo, perchè Infrastrutture Lombarde, il braccio operativo della Regione su questa partita, ha cambiato le carte in tavola, tentando anche di dettare una certa linea al Comune di Bergamo ma riuscendoci solo in parte.
Al di là delle indiscrezioni, del resto, sono i fatti a parlare. L’accordo di programma del 2008 sulla futura trasformazione dell’area di largo Barozzi prevedeva per l’Università circa 20 mila metri quadrati di spazi in "comodato d’uso gratuito ventennale": parole che non lasciano spazio a interpretazioni. Sulla base di quell’accordo, nel settembre del 2009, l’asta per la vendita (dove si prevedono naturalmente spazi privati, case e uffici) è andata deserta, con un base di 95 milioni di euro.
Da allora il bando per l’alienazione non è stato più rifatto, ma qualcosa è accaduto, nell’estate di quest’anno. A sorpresa, all’inizio di agosto, il direttore di Infrastrutture Lombarde Antonio Rognoni ha annunciato che "è stato trovato un accordo con l’Università". Un accordo che non è mai stato confermato dall’Ateneo in via definitiva e del quale il Comune, stando alle dichiarazioni, non ne sapeva nulla. Quale tipo di accordo? La Casa Rossa, ovvero l’edificio all’ingresso dell’area dei Riuniti, non più destinata alla Fondazione ospedaliera, ma all’Università di Bergamo. Il tutto con l’obiettivo di liberare i 20 mila metri quadrati inizialmente destinati all’Università, per metterli a disposizione del privato e rendere quindi l’asta più appetibile.
L’accordo però non è andato in porto, perchè al di là dell’annuncio ufficiale, Infrastrutture Lombarde ha poi spiegato all’Università che il comodato d’uso gratuito non era più possibile e serviva un "corrispettivo" per utilizzare la Casa Rossa. Richiesta alla quale si è aggiunta quella del Comune: la ristrutturazione della Casa Rossa tutta a carico dell’Ateneo. "Un onere per la ristrutturazione – ha scritto l’Ateneo in un suo comunicato – di molto superiore all’ipotesi precedente (quando almeno si prevedeva una compartecipazione alle spese, ndr)". Il quadro è piuttosto chiaro: non si riesce a vendere e si cambiano le carte in tavola, a discapito di un ente pubblico come l’Università.

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Commenti

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  1. Scritto da chirurgicamente

    @5. La risposta 6 le è abbastanza chiara?
    i “pasticci”, quelli “fatti bene” sono di rado chiari. Tranne che per un dato, sono…. poco comprensibili per chi guarda.

  2. Scritto da MAURIZIO

    Siamo governati da cialtroni con laurea e master che, tra le altre gravi, fanno la seguente cosa : finanziano la costruzione di un’opera pubblica nuova senza avere in mano il compromesso di vendita dell’opera vecchia che viene sostitutita.
    I cialtroni in oggetto sono i politici dei partiti che governano la Regione Lombardia e le loro languide Spa pubbliche.
    Questa gente non è in grado di governare. Se ne vadano.

  3. Scritto da MAURIZIO

    Sig. Barozzi, il primo gioco sporco è costruire un’opera pubblica nuova senza :
    avere tutti i soldi per farlo; vendere l’opera pubblica vecchia; non avendo deciso a chi vendere l’opera pubblica vecchia; sbagliando grossolanamente il costo del preventivo; facendo varianti in corso d’opera che aumentano i costi; dando l’appalto al ribasso ad una società pugliese che poi affida i lavori al subappalto. Mi fermo qui.
    Mi sembra che di sporcizia italiaota ce ne sia abbastanza, non crede?

  4. Scritto da stefano

    Un operazione del genere per pagare gli arredi del nuovo ospedale?
    Verrebbe da dire: ce li metta la Regione i denari …
    1. I privati non hanno i soldi?
    2. Puntano al ribasso?
    3. Le banche non vogliono esporsi con i privati?
    Le Istituzioni realizzino il nuovo quartiere
    con una forte componente di servizi, housing sociale e cooperative
    senza lasciare a terzi il business

  5. Scritto da AnonimoSeriano

    Chiaro, se no l’affare non va in porto.\

  6. Scritto da gigi

    Era evidente a tutti che sarebbe finita così.
    Privatizzare gli utili e dare al pubblico (alla collettività) le perdite.
    Sarebeb stato troppo efficente (e intelligente) farci l’università e il nuovo Gleno.
    Meglio comprare le aree dai Privati per l’università e regalar loro gli immobili pubblici.
    Altro che ROMA ladrona!!!

  7. Scritto da e

    eh già, 1. Bravo Adl.
    Chi vuol fare l’affare con i soldini della solita mucca pubblica (ergo noi)??

  8. Scritto da bucci fr

    Mai interrogativo è più pertinente.
    Concordo con Gigi 3. Ma La Lombardia fa gli interessi dei lombardi (qui i Bergamaschi) o no? O di chi, di grazia?
    La Lega ha improvvisamente cambiato la direzione a 180 gradi, volendo l’ago a Sud?
    Perseverate, please.

  9. Scritto da dom

    bisogna prepararsi ad un’ altra schifezza tipo muro autostrada o area enel ?

  10. Scritto da luigi barozzi

    L’articolo è un po’ confuso, m olti passaggi sono liquidati sbrigativamente e chi legge, non essendo un addetto ai lavori, fatica raccapezzarsi. Sembra di capire che Lombardia Infrastrutture stia facendo un gioco sporco ma non viene detto esplicitamente. Lo si lascia solo trasparire maliziosamente come se fosse un messaggio cifrato. Per quel che ne so io nemmeno il Comune si sta comportando in maniera cristallina. Vorrei che faceste un approfondimento.

  11. Scritto da La Redazione

    L’articolo dice chiaramente che Infrastrutture Lombarde ha cambiato le carte in tavola rispetto all’accordo del 2008 e che anche il Comune ha chiesto qualcosa di non previsto all’Università.