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Se avete il cuore gentile ascoltate il soul dello Zio Ben

Dopo i film mancava giusto la musica. Ed eccola qui: una nuova rubrica di Bergamonews dedicata alle nuove uscite discografiche. L'abbiamo chiamata "il discomane". L'autore? Brother Giober.

Dopo i film mancava giusto la musica. Ed eccola qui: una nuova rubrica di Bergamonews dedicata alle nuove uscite discografiche. L’abbiamo chiamata "il discomane". Autore? Brother Giober.


ARTISTA : Ben l’Oncle Soul
TITOLO: Live Paris
GIUDIZIO: ****   (vedi in basso)

Zio Ben ? E chi è mai? È questa la domanda che mi sono fatto trovando il cd tra le novità di ITunes; l’accostamento inusuale tra il soul e la Francia, ha attirato immediatamente la mia attenzione e… per fortuna!
Lo Zio Ben ama il soul, e lo conosce benissimo. Le sue radici sono Stevie Wonder, Al Green, Smokey Robinson , James Brown ma si sente che è cresciuto ascoltando anche e Jamiroquai e Simply Red. Troppo? Si rischia la confusione? Non in questo caso.
Fisicamente lo Zio Ben è un personaggio improbabile. Quando funkeggia non puoi certo immaginare che assomigli ad un topo di biblioteca o nella migliore delle ipotesi a Elvis Costello; ma se lo guardi in video capisci che è una persona onesta, che crede in quello che fa e che canta ciò che ama.
E cosa meglio di una registrazione Live per esprimere tutte le sfumature del soul, della musica dell’anima?
La partenza del concerto è un atto d’amore: il riff di Cold Sweat di James Brown con i sassofoni che dettano il ritmo.
La canzone successiva è Soulman, ma niente a che vedere con l’omonimo hit di Sam and Dave. Fiati in primo piano e cori in puro stile Stax abbondano e il ritornello impreziosito dalla lingua francese fa il resto.
Petit Soeur inizia con un coretto anni 60, stile America graffiti, che si intreccia con un basso alla Stand By me e con il solito muro di ottoni. Quando decolla, il brano ti rende allegro, anche se hai appena visto Crepet a Porta a Porta o la Cuccarini a Domenica In, e lo Zio Ben lo canta benissimo.
Elle me dit è una parentesi romantica, con una chitarra jazzy che vi farà innamorare e la lingua francese che fa il resto (questi francesi saranno anche poco simpatici ma qualcosa di buono lo hanno fatto).
Ed ecco il capolavoro dell’album (oooooppps! Del file)…Come home. L’inizio potrebbe essere quello di una canzone dei Toto, ma in un attimo il ritmo cambia ed ecco una ballata mid tempo partorita forse da Sam Cooke o, per venire ai giorni nostri, da Mike Hucknall dei Simply Red.
Segue una versione accelerata dell’abusata Crazy, dei Gnarls Barkley, una discreta cover, ma niente di più.
Try a little tenderness di “big brother Otis” quante volte l’abbiamo sentita? La versione non è tra le più belle ma è ugualmente gradevole e confluisce in Lise, cantata in francese.
Ed ecco il pezzo forte della serata accolto dal boato della folla: Seven Nation Army, dei White Stripes, tanto per farci capire che il protagonista della serata arriva a malapena a venticinque anni di età. Il pezzo, grazie al quale lo Zio Ben ha acquisito popolarità, è già bello di suo anche se un po’ slegato dal contesto, e la versione è rispettosa dell’originale.
È la volta del blues: L’hombre d’un homme vi ammalierà e vi affascinerà e forse non riuscirete più a togliervela dalla testa.
Back for you è un bel lentaccio, buono per le serate d’inverno, con l’ hammond in sottofondo, un pianoforte che puntella il ritmo e il solito muro di fiati: forse Al Green ha suonato la sera prima nello stesso teatro.
L’ “intro” di “Ain’t off to the back” rende onore al miglior Isaac Hayes (ricordate la colonna sonora di Shaft?) ma nel suo prosieguo potrebbe trattarsi di un pezzo di Stevie Wonder o di Jamiroquai. Ritmo serrato, coretto in sottofondo, persino un break alla James Brown con un bello scat, e la solita voce che sembra quella di altri venti artisti del passato ma che in realtà è unica; la canzone sfuma in medley con Spy, che piacerà.
Lose it smile non è indimenticabile meglio il finale introdotto da fiati che potrebbero essere quelli dei Tower of Power tanto suonano bene e che annunciano Mon amour (e quale altro titolo avrebbe potuto essere più adatto?) con la quale il concerto termina e viene presentata la band.
Gran bel disco! Che sa di tanti anni fa! Se cercate la sperimentazione girate alla larga, se non siete un po’ nostalgici potete anche farne a meno. Ma se avete il cuore gentile ascoltate lo Zio Ben: vi piacerà senz’altro. Per inciso, potrete sentirlo anche dal vivo a Milano al Blue Note il 25 ottobre.
Alla prossima!

Se non ti basta ascolta anche :
Al Green: Tokio… Live
Smokey Robinson: The solo album, vol. 5 – Smokin’ Live
Otis Redding: In person at the Whiskey a Go-Go

Giudizio:

* era meglio risparmiare i soldi ed andare al cinema
** se non ho proprio altro da ascoltare…
*** in fin dei conti, poteva essere peggio
**** da tempo non sentivo niente del genere
***** aiuto! non mi esce più dalla testa

 

Commenti

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  1. Scritto da Carlo

    Rubrica con partenza al fulmicotone. Recensione veramente coinvolgente. Ben vengano le contaminazioni musicali che arricchiscono chi è appassionato di musica. Ho scaricato da iTunes il disco ed è veramente bello.
    Complimenti sinceri, seguirò la rubrica con estremo interesse.

  2. Scritto da massimo

    Complimenti all’autore, ottima rubrica, bravooooooooo

  3. Scritto da ALP

    Mi piace! E anche Al Green, Smokey Robinson e Otis Redding…
    Quand’è la prossima?

  4. Scritto da cuìn

    6, ho letto, non mi è piaciuto. e il tipo ancora meno.

  5. Scritto da Curius

    Ah, Bergamonews ora sfodera queste perle da veri intenditori? Bene bene, seguirò con piacere.

  6. Scritto da sonny

    Più che perle da intenditore mi sembra uno shakeraggio di nozionismo musicale da cui trapela una evidente non professionalità di chi mischia generi senza ben comprendere i confini tra l’uno e l’altro.

  7. Scritto da sandra, dalmine

    simpatica la scaletta dei giudizi, vai con la musica che ti mancava bgnews

  8. Scritto da Anna

    Complimenti per la rubrica!
    Questo “discomane” mi sembra uno che se intende.
    Sicuramente da seguire per poter giudicare meglio.

  9. Scritto da Frank

    Complimenti per la nuova rubrica ci mancava proprio un po di musica.. Complimenti all’autore.

  10. Scritto da disco dance

    Il piccolo fan club si è mobilitato. Ma qualcuno di quelli che applaudono ha provato a leggere quel che c’è scritto?