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Lista Bettoni-Udc: “Salviamo i piccoli Comuni”

La Lista Bettoni-Udc si schiera con i piccoli Comuni bergamaschi che rischiano di essere tagliati dalla manovra finanziaria approvata dal governo.

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La Lista Bettoni-Udc si schiera con i piccoli Comuni bergamaschi che rischiano di essere tagliati dalla manovra finanziaria approvata dal governo. Con un ordine del giorno molto puntiglioso i quattro consiglieri chiedono alla Regione e ai consiglieri regionali bergamaschi di fare il possibile per salvaguardare gli enti locali al di sotto dei mille abitanti.

“Mentre Comunità Montane e piccoli Comuni vengono additati al ludibrio pubblico come la causa del dissesto finanziario dello Stato; mentre si impongono pesanti vincoli a tutti gli enti, senza guardare chi ha i conti in ordine e chi no, dal 2008 al 2011 sono stati destinati al Comune di Roma fondi per un totale di 2 miliardi di euro e quasi 400 milioni sono stati erogati ai Comuni di Palermo e Catania; il 29 luglio il Governo ha staccato un assegno da 45 milioni per garantire il pagamento degli stipendi dei circa 1500 lavoratori della Gesip, la Spa interamente posseduta dal Comune di Palermo. Ma allora ci sono due Italie: quella che continua ad essere foraggiata, qualunque cosa accada, e quella che ha i conti in ordine, ma che viene massacrata! Tutti sanno che la gran parte dei piccoli Comuni sono nell’Italia del Nord: 57 nella sola Provincia di Bergamo e 327 in Lombardia. Il delicato sistema territoriale delle Alpi si regge da sempre su una diffusa rete di Comuni, ma lo Stato invece di rafforzare il sistema di governo di questo territorio pensa bene di smantellarlo. I nostri Comuni non sono un problema, sono una risorsa, i nostri Consiglieri Comunali non sono poltrone da eliminare, sono la democrazia da difendere!!!
Sia detto con chiarezza: l’eliminazione dei Comuni, la sistematica riduzione delle rappresentanze dei nostri territori sono un attacco alla democrazia, un attacco che si ha l’impudenza di additare come un risparmio per i conti dello Stato.
E’ grave che tutto ciò venga perpetrato da una classe di Governo e da un Parlamento di nominati e non di eletti, nominati e sempre più arroccati nei loro privilegi che all’ultimo momento vengono sempre salvati. E’ grave che tutto ciò venga perpetrato mentre ci si riempie la bocca di federalismo, con un partito che del “Nord” e del “Federalismo” ne ha fatto la bandiera, mentre i suoi uomini hanno tutte le posizioni chiave nel Governo e portano la responsabilità primaria dello scempio istituzionale, finanziario e democratico che qui con forza vogliamo denunciare. A chi ci governa chiediamo, meno riti, meno parole, meno bricolage legislativo e più capacità di ascolto dei territori e di chi, malgrado tutto, regolarmente eletto dai cittadini, continua a governarli!

Esprimiamo contrarietà riguardo ai contenuti dell’art. 16 della legge 148/2011, chiedendo in particolare al Governo:
a) il ritiro delle disposizioni che di fatto sopprimono i Comuni con meno di 1000 abitanti e la loro sostituzione con misure che valorizzino invece l’autonomia degli Enti Locali;
b) lo stralcio della previsione dell’estensione del patto di stabilità ai piccoli Comuni;
c) l’azzeramento dei tagli ai trasferimenti a tutti i Comuni trasferendo queste riduzioni ad altri settori dello Stato;
d) l’eliminazione di ogni forma di finanziamento straordinario, attraverso provvedimenti specifici, ai Comuni poco virtuosi (esempio Roma, Catania, Palermo);
e) il riavvio del percorso Parlamentare del Codice delle Autonomie, inspiegabilmente fermo da mesi e l’istituzione di un tavolo di lavoro che possa concertare, anche in sede regionale, le riforme attuabili e possibili, studiando in modo concordato con le Associazioni degli Enti Locali, la nuova architettura dello Stato;
f) il rafforzamento del percorso, già previsto dalla legge, di gestione associata di funzioni e servizi per i Comuni con meno di 3000 abitanti;
g) la valorizzazione, invece della penalizzazione con l’estensione del patto di stabilità, del ruolo delle Unioni dei Comuni esistenti e delle Comunità Montane, là dove sono state mantenute, per associare servizi e funzioni".

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Commenti

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  1. Scritto da peggio di così......delusione e irresponsabilità etic

    x6…Anche un problema di età…e di conseguente continuità di presenza nelle istituzioni con ramificazioni tante volte dubbie e imbarazzanti che sono controproducenti e negative……sicuramente come dice LEI non ci sono in giro abbondanti giovani menti affidabili…ma credo che gli esempi della politica e dei politici sopra i 65 anni nel maggior parte sono di basso profilo istituzionale..amministrativo..e quindi secondo il mio modesto parere e ora di cambiare…spazio e fiducia ai più giovani!

  2. Scritto da roberta

    Ma è vero che LA LEGA ha approvato il contributo di 45 milioni per PALERMO e poi invece taglia i soldi alla valbrembana e alla valseriana?

  3. Scritto da giupì ma mia scemo

    Ma òl Betù l’era mia del PDL che l’ha governat l’Italia per 15 agn….? Ma in Sicilia al comanda mia ol PDL?
    Quata zèt chi capess nègòt l’ha metìt a ciapà i solcc in di asiende pubbliche adoma perchè i ghera la tessera del partit anche se iera bù de fà negot??? Ma perchè al se tèa mia la sò de paga?

  4. Scritto da Pippo

    Bettoni e Casini: il nuovo che avanza.
    Siamo in una botte di ferro con questo tipo di alternativa

  5. Scritto da a.c.

    da militante leghista dico che questo dovrebbe essere un ducumento da sottocrivere da parte di tutti i nostri parlamentari assessori e consiglieri. mi pare che basti davvero poco per difendere il nord e soprattutto i paesi di montagna. un appello : tornate a casa perchè lo stare nei palazzi romani vi ha annaquato gli ideali e le idee !!!

  6. Scritto da X i Politici... URGENTE un cambiamento generazionale..

    Certo che se il nuovo della PolitIca e quello che vediamo attorno a noi in questo momento(a parte alcuni,al massimo LI posso contare sulle dita delle mani)Siamo messi male!?.Comunque e ora di sfoltire e cambiare i Politici!!..IO proporrei un’età massima x cui quando si è raggiunto i 65 anni di età ,si deve lasciare la propria carica istituzionale.o.amministrativa in modo di ringiovanire le menti e portare nuove idee o proposte che siano al passo coi tempi…Basta Politici a VITA e Vitalizi!

  7. Scritto da pantalone

    Domanda alla casta di turno :
    E chi paga ?

  8. Scritto da Età

    @3
    Se ne fai solo un problema di età, siamo messi male con le “giovani menti” che circolano.