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Intimidazioni contro titolare del Bolgia Ucraino condannato a tre anni

Per mesi ha minacciato anche con molotov, telefonate e spari di pistola, il titolare del Bolgia Tonino Vecchi. Dall'Ucraina richieste per saldare un debito.

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Lascia quasi intravedere uno scenario da criminalità organizzata calata in Italia per recuperare soldi la condanna del tribunale di Bergamo a carico di un ucraino di 34 anni, condannato a tre anni di reclusione. Mykhailo Azarov, arrivato in Italia nell’autunno del 2010, secondo il tribunale è stato protagonista di una serie di intimidazioni a base di bombe molotov, sms oltraggiosi, telefonate, spari di pistola, messaggi di posta elettronica, un pizzino con su scritta la cifra dovuta, nei confronti di Tonino Vecchi, 57 anni, titolare della discoteca Bolgia di Osio Sopra, e Flavio Panzeri, che in passato era stato socio di Vecchi. Un’intimidazione continua dietro la quale, secondo la difesa di Azarov, ci sarebbe un debito di 230 mila euro da recuperare. Debito che è pura fantasia, secondo Vecchi e Panzeri. La prima volta che l’ucraino si è presentato a Tonino Vecchi era l’ottobre del 2010. Un incontro che, secondo la difesa di Azarov, sarebbe stato tranquillo, un semplice colloquio in cui il condannato voleva far valere le sue ragioni perchè gli spettavano dei soldi. Sono però seguiti secondo l’accusa sms, telefonate che arrivavano dall’Ucraina. Poi minacce sul conto del figlio di Vecchi e un bossolo di calibro 7,65 trovato nel piazzale del Bolgia a gennaio. Fino a quando al titolare della discoteca non arriva un pacco, che suona come la missiva di un’internazionale dello strozzinaggio: Vecchi viene invitato a versare 462 mila euro su un conto di Amsterdam. Il debito è raddoppiato.
Seguono altre richieste di soldi, dall’altro capo del telefono Vecchi sente personaggi russi. Fino a quando una molotov non viene scagliata nel suo giardino. Scattano le analisi dei carabinieri, del Ris di Parma. Ci sono tracce, su quella bomba rudimentale, che conducono ad Azarov. Minacce e intimidazioni fino ad aprile. La Maserati di Vecchi viene danneggiata. E il 19 aprile i carabinieri di Treviglio arrestano l’ucraino, che stava cercando Flavio Panzeri in un autosalone.

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