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Yara e le ferite sul corpo Colpita da un mancino

Secondo la trasmissione Quarto Grado un altro dettaglio emerge dallo studio dell'anatomopatologa Cattaneo: i tagli rimandano ad una mano sinistra. Ma l'indizio per ora non ha permesso di stringere molto il cerchio.

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Quelle ferite al collo, ai polsi, alla schiena di Yara Gambirasio, potrebbero essere arrivate da suna mano sinistra. Potrebbe essere un mancino, quindi, l’assassino di Yara Gambirasio, o comunque l’uomo che l’ha colpita con più fendenti di un’arma affilata, forse un taglierino da muratore. L’indiscrezione è emersa durante la serata di venerdì 14 ottobre a Quarto Grado, la trasmissione di Rete 4.
Già la prima ispezione cadaverica nel campo di Chignolo d’Isola e poi all’istituto di medicina legale di Milano, ma successivamente anche lo studio accurato condotto sul corpo per tre mesi dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo, avrebbero portato alla luce questo ulteriore indizio: l’uomo che ha colpito Yara ha usato la mano sinistra. Lo si è capito dall’impostazione di quei tagli in parte superficiali, in parte più profondi, ad esempio sul collo.
Un elemento, quello dell’aggressore mancino, forse l’omicida, che gli inquirenti avevano acquisito piuttosto presto. Ma si tratta anche di un elemento che non ha permesso di stringere granchè il cerchio attorno a persone sospettabili. Per alcuni motivi: le indagini, oltre che sui rilievi scientifici, non hanno potuto basarsi su altro. Altri spunti investigativi non sono serviti, testimonianze concrete di chi ha visto persone che potrebbero rientrare tra i sospettabili, non ce ne sono. Le ricerche scientifiche, e i rilievi sull’impostazione dei tagli, non possono essere incrociati con altri elementi di tipo investigativo.
Stringere il cerchio dei prelievi di Dna attorno ad un mancino? Una strada che non è stata seguita, perchè non è mai stata esclusa la partecipazione di più persone all’omicidio. E ad esempio non è scontato che chi ha praticato ferite abbia lasciato anche le tracce di Dna che sono state isolate dal Ris di Parma. Le convinzioni personali di alcuni inquirente, che potrebbero portare all’omicidio commesso da una sola persona, non hanno mai trovato riscontro in elementi e indizi.

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