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Borsellino, chiesta la revisione del processo Indagato anche il questore di Bergamo

La Procura Generale ha chiesto alla Corte d'Assise la revisione del processo sulla strage di via D'Amelio. Ipotesi di depistaggio nell'ambito delle indagini, coinvolto Ricciardi.

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E’ ufficiale: la Procura Generale di Caltanissetta ha valutato a fondo nell’ultimo mese il lavoro del pubblico ministero Sergio Lari e ha deciso di chiedere alla Corte d’Assise la revisione del processo per la strage di via D’Amelio, che portò a 11 condanne, di cui 7 ergastoli.
Nel caso in cui l’istanza di revisione venisse accolta la procura nissena chiederà il rinvio a giudizio anche per l’attuale questore di Bergamo Vincenzo Ricciardi, oltre che per Salvatore La Barbera, oggi dirigente della polizia postale di Milano, e di Mario Bo, a capo della Squadra Mobile di Trieste. Sono i tre super poliziotti che lavorarono e indagarono sulla strage di via D’Amelio nel pool costituito da Arnaldo La Barbera, morto nel 2002.
Le indagini dell’allora pool La Barbera diedero credito al collaboratore di giustizia Vincenzo Scarantino e portarono alle 11 condanne passate in giudicato. Ma il quadro definito da quelle indagini e dalle parole di Scarantino è stato completamente ribaltato negli ultimi anni dalle dichiarazioni di altri due pentiti, Gaspare Spatuzza e Fabio Tranchina.
Sono quindi scattate nuove indagini, da parte della procura di Caltanissetta, terminate un mese fa. In oltre mille pagine il magistrato Sergio Lari e i suoi collaboratori hanno ricostruito moventi, organizzazione, esecuzione della strage in cui morirono Paolo Borsellino e la sua scorta. Lo stesso magistrato, in quelle mille pagine, è arrivato a definire "colossale depistaggio" un’importante fetta delle indagini allora condotte dal pool La Barbera e condizionate dalle dichiarazioni di Scarantino.
E’ nell’ambito di quella presunta operazione di depistaggio che risulta indagato anche l’attuale questore di Bergamo Ricciardi, per il quale l’ipotesi di reato è di "calunnia aggravata". E a vario titolo risultano indagati anche Mario Bo e Salvatore la Barbera. Secondo il pubblico ministero Lari alcuni degli imputati condannati in via definitiva non c’entravano nulla con l’omicidio Borsellino. La revisione del processo riguarderà i già condannati Salvatore Profeta, Cosimo Vernengo, Giuseppe Urso, Giuseppe La Mattina, Natale Gambino, Gaetano Scotto, Gaetano Murana, Vincenzo Scarantino, Salvatore Candura, Salvatore Tomaselli e Giuseppe Orofino. Gli ultimi tre sono in libertà perché hanno già scontato la pena. Per gli altri è stata chiesta la sospensione dell’esecuzione della pena.

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