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Bei cervelli tra Bergamo e Dublino

Cristina Casadei sul Sole 24 Ore racconta del progetto Bergamo-Dublino che, coordinato dalla "nostra" Silvia Giordani coinvolge gli studenti dell'Itis Natta per fare ricerca.

Cristina Casadei sul Sole 24 Ore racconta del progetto Bergamo-Dublino che, coordinato dalla "nostra" Silvia Giordani coinvolge gli studenti dell’Itis Natta per fare ricerca.

Diciassette anni e fare ricerca. Sul cancro, una parola che sembra più grande di lei quando Charlotte Borra la pronuncia. Sull’energia aggiunge Andrea Imberti. Sono due studenti dell’Itis Natta di Bergamo, la città d’origine di uno dei cervelli italiani che hanno avuto più riconoscimenti all’estero che in Italia: Silvia Giordani, autrice di 42 peer-reviewed publications che hanno avuto oltre 1.200 citazioni e sono state evidenziate in giornali come «Science», «Nature» e «New Scientist». Il filo che tiene insieme questi tre nomi è molto più di un legame chimico: ci sono anche una città, una scuola e la generosità nata anche dal bisogno di ritrovare e dare speranza ai giovani dopo un dramma familiare.
A 38 anni Silvia Giordani guida uno staff internazionale al Trinity college di Dublino. Dopo la laurea in chimica farmaceutica, il suo curriculum lo ha costruito in gran parte all’estero. Nel 1999 è andata all’Università di Miami dove è rimasta 4 anni per fare il suo dottorato di ricerca. Da Miami, nel 2003, è andata a Dublino con il progetto di ricerca europeo Marie Curie e nel 2007 ha ricevuto il President of Ireland Young Researcher Award, pari a un milione di euro, con cui ha costruito il suo gruppo, SG group, al Trinity college dove fa ricerca su chimica e nanomateriali. Due anni fa un lutto familiare l’ha riportata drammaticamente a Bergamo. Qui ha iniziato a cercare una storia, un’idea, un progetto in cui credere. Lo ha trovato nella scuola dove ha studiato, l‘Itis Natta. Ad accoglierla il preside Paolo Bianchi e il professor Tiziano Pedruzzi che da qualche tempo aveva avviato il Solar lab.
Nella mente di una chimica questi pochi elementi sono bastati per fare scattare la reazione: un progetto di Mentoring juniors. Il pragmatismo bergamasco-irlandese ha fatto il resto. Quindi: detto, fatto. Silvia Giordani ha dato la prima conferenza a 300 alunni dell’Itis Natta nel 2009. Nel gennaio 2011 ha dato una lezione sulle nanotecnologie e presentato il progetto a 70 alunni. Una selezione coordinata dai docenti dell’istituto ha portato alla formazione di un gruppo di 15 giovanissimi ricercatori che lavorano con Silvia su 2 progetti coordinati da 4 tutor, ex studenti dell’Itis Natta che oggi sono all’Università. Non è facile coordinarsi sull’asse Bergamo Dublino, ma tecnologia e facilità di spostamento aiutano: in maggio ha portato i giovanissimi ricercatori a fare una full immersion nel suo laboratorio di Dublino per mostrare cosa vuol dire fare ricerca e ogni due mesi torna a Bergamo per fare il punto sui progetti. Il resto viaggia via mail..

 

 

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