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Non mi convince: finto imparziale

Serviziopubblico.it: Michele Santoro chiede un sostegno di 10 euro per una tv libera. Elisa, studentessa bergamasca, non ci sta.

Il paragone proposto lascia perplessi: da una parte, il commerciante tunisino che si dà fuoco in piazza dopo che gli viene impedito di vendere frutta e verdura, dall’altra Michele Santoro che cerca disperatamente di farsi strada per trovare qualcuno disposto a comprare i suoi prodotti su Internet, Sky e sulle televisioni territoriali.
In particolare, il prodotto in questione è costituito da un nuovo programma indipendente, “Comizi d’amore”, la cui prima puntata è prevista per il 3 novembre e che, inutile dirlo, si presenta come il solo baluardo rimasto dell’informazione libera, “senza padrini politici né padroni economici”. L’impressione che si avverte ascoltando l’appello del giornalista sul sito www.serviziopubblico.it. è sempre la stessa: un povero martire a cui si cerca in tutti i modi di impedire di andare in onda e che, dunque, non può far altro che rivolgersi direttamente ai suoi fedeli sostenitori che, proprio come lui, hanno la capacità di cogliere la minaccia rappresentata da Berlusconi che, sostiene Santoro, non conosce il reale significato dell’espressione “servizio pubblico”.
Lo conosce invece benissimo il conduttore campano che chiede di sostenere la sua nobile causa versando un contributo di 10 euro; l’obiettivo è “costruire un pezzetto di televisione” che abbia come unico padrone il pubblico. Come di consueto, insomma, Santoro si arroga il diritto di decidere da sé cosa possa definirsi servizio pubblico: un tipo di informazione che ha la presunzione di porsi sul piedistallo di una (fittizia) imparzialità e che, in base di ciò, pretende legittimamente di trattare chiunque la pensi in modo diverso come gente senza cervello. A pensarci bene, non è una cattiva idea quella di chiedere un contributo economico per sostenere “Comizi d’amore”: per lo meno, nessuno sarà costretto a pagare per qualcosa che non ha la minima intenzione di vedere.
 

Commenti

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  1. Scritto da robi

    Secondo voi, se fosse veramente il bravo cronista di verità, paladino del giusto e del vero che ci hanno dipinto, bhe allora non avrebbe una fila interminabile di emittenti che lo reclamano e che gli stendono il tappeto rosso pur di accaparrarselo ? Siccome tutto ciò non accade mi viene da pensare che sia un pò come uno spino nel sedere, difficile da gestire per chiunque, insomma una testa matta che alla fine nessuno vuole perchè crea solamente problemi e per lui la pacchia in rai è finita.

  2. Scritto da Gino

    Magari Elisa non ha nulla da dire su personaggi tipo Ferrara. E magari ritiene prodotto da servizio pubblico La prova del cuoco.

  3. Scritto da Ermes

    Altro che finto imparziale! Non esiste una PARZIALITA’ più palese della sua. Ora si è ridotto a chiedere l’elemosina. Sono felice di non vedere più questo figuro sulle reti per cui pago un canone!!!

  4. Scritto da Mattia

    Forse Elisa ama vedere Vespa, Minzolini, Ferrara, Paragone pagati con i soldi di tutti noi con il canone in RAI. Santoro è uno dei pochi giornalisti italiani che sta dalla parte dei fatti e dalla parte della verità quindi 10 euro per la verità li darò molto volentieri.

  5. Scritto da Bob

    Forse Elisa ritiene che Rai e Mediaset siano imparziali e di buona qualità. Se così davvero pensano i giovani, povera Italia…

  6. Scritto da fermi

    Forse di qua, forse di la…. Atteniamoci a quanto scritto nell’articolo e evitiamo di calarci nella testa degli altri,(in questo caso di Elisa) sta di fatto che al giorno d’oggi essere imparziali, essere obiettivi, è una caratteristica molto difficile da trovare e anche un cieco si accorge che Santoro non lo è. E sottolineo, essere obiettivi non significa assolutamente non avere una propria posizione ! Che si paghi lui il suo spettacolo, io non gli regalo nemmeno mezzo centesimo. Finto martire!