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Il film “made in Varese” di Campiotti sbarca in America

Verrà presentato questa sera (alle 17.30 e alle 21 al Miv) l'ultimo film del regista varesino dal titolo "Il cantico di Maddalena", girato in città e programmato nelle sale di New York e San Francisco

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Un film "made in Varese" sbarca in America. Il regista Mauro Campiotti ha deciso di trasformare molti luoghi della sua città in un vero e proprio set cinematografico facendo di Villa Recalcati, Villa Baraggiola, i prati di Mustonate o la Chiesa di Caidate le scenografie de "Il Cantico di Maddalena". La sua ultima produzione cinematografica, già programmata nelle sale di San Francisco e di New York, verrà presentata questa sera (alle 17.30 e alle 21) al Multisala Impero di Varese per poi continuare a girare l’Italia.

«Abbiamo centrato l’obiettivo – spiega il regista -. Abbiamo chiesto di poter utilizzare questi luoghi della città e ci sono stati concessi. Il film è stato girato in tre settimane, un "miracolo" se si pensa alla mole di lavoro che ha bisogno una pellicola come questa ma ci siamo giocati tutto quello che "avevamo nel piatto" ed è andata bene». Commissionato dall’Ordine dell’Adorazione Perpetua di San Francisco, il film è stato prodotto dalla casa cinematografica indipendente lombarda Mauca e racconta la storia di Caterina Sordini, la ragazza toscana che entra in clausura con il nome di Maddalena e che fonda l’Ordine delle Adoratrici. Una pellicola girata lo scorso anno in questo periodo tra Varese, l’Argentario e San Francisco che intreccia le vicende umane della protagonista alla storia. Diretto dal regista varesino, «almeno, durante le riprese, litighi solo con te stesso», scherza Campiotti, «è stata una bella esperienza. Credo che l’elemento vincente sia stato quello di unire l’esperienza dei vecchi con la voglia di fare e l’energia dei giovani». Tantissime comparse, molte varesine, il cast vede come protagonista l’attrice Silvia Ferretti accompagnata da 42 attori, tra cui Elisabetta Pellini. «Sono state 250 le ragazze che si sono presentate ai provini per il ruolo di Caterina Soldini, erano tutte bravissime – continua il regista -. É incredibile l’interesse, sopratutto da parte dei giovani, in questo settore. In questa città ci sono realtà nascoste che si muovono in grado di creare un buon prodotto». Oltre al regista e ai luoghi, Varese ha infatti prestato la colonna sonora del film, grazie al lavoro di Marco Marcuzzi e del Coro da Camera, e la collaborazione di fonici e tecnici.
«Credo che l’esperimento sia riuscito – spiega Erica Cattaneo, co-regista del film -. La nostra sfida era quella di coniugare l’immagine di Caterina Soldini per come commissionata dalle Suore di San Francisco, con quella adatta e fruibile ad un vasto pubblico. Tutto questo è stato possibile anche grazie alle persone che hanno lavorato alla pellicola, ognuno ci ha messo il 100%». Ambientato tra la fine del ‘700 e i primi dell’800 le scene sono state girate in costume e in inglese, portando anche i luoghi della città in un atmosfera antica e spettacolare.

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