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Il dramma del censimento online E dall’alto Jobs ride di noi

Impensabile compilare il documento via internet per un problema al sito dell'Istat. La consegna alle Poste? impossibile per guai al sistema informatizzato. E se si va al centro di raccolta a Bergamo...

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Ci hanno martellato per giorni circa l’esigenza di compilare il censimento on line: “è più semplice”, “è più comodo”, “alcune informazioni sono già precompilate” e via ai bla bla bla di convincimento.
Bene, benissimo, in fondo nell’era dei tablet, connessioni everywhere, iphone, ipad, mail che ti raggiungono ovunque (a proposito, ogni tanto una pausa dagli smartphone non sarebbe male: provare per credere) è naturale che arrivino inviti per snellire la burocrazia con l’utilizzo di internet (Renato Brunetta docet).
Di più, sull’onda della morte di uno dei più grandi rappresentanti di questo sistema che ci dovrebbe rendere la vita più facile, Steve Jobs, sono molti quelli indecisi che hanno deciso di lanciare dalla finestra la penna a sfera e accendere il pc, quasi per dare il giusto tributo all’uomo della mela morsicata diventato improvvisamente eroe ed idolo anche di chi il Mac lo confonde con il più famoso fast-food del pianeta.
Dopo aver dato una lettura al cartaceo per darsi un’infarinata sulle questioni cui saremo interrogati, si parte: mano destra sul mouse, occhio fisso sul monitor che si sta connettendo al sito dell’Istat, mano sinistra che tiene stretto il foglietto con password (la troviamo sul frontespizio del plico cartaceo) e la serie di numeri e lettere del nostro codice fiscale (mica tutti siamo commercialisti…) che verrà inserito nel campo “utente”. Si digita, tutto fatto. Ora un click su “inizia la compilazione” e si parte a fare il nostro dovere di cittadini in barba alla sanzioni dedicate a chi non vuole compilarlo.
“Che ha?”. Il caricamento è più lento del previsto. Si controlla il resto dei siti, la posta elettronica: funziona tutto. Si ritorno alla pagina dell’Istat. Ora spunta l’avviso inquietante sul server andato a quel paese. Si ricontrolla password e codice fiscale. Sembra giusto. Per sicurezza si chiama il primo che passa in casa. Sfortuna vuole che sia il figlio.

“Vieni qua un attimo, prendi il censimento, e dettami il codice che trovi in basso”.
“Papà, devo uscire”.
“E’ questione di sei secondi poi sei libero di andare”.
“Ma papà faccio tardi a scuola”.
“Ma se inizi tra mezz’ora? Dai che lo so che devi incontrarti con la tua amica. Un minuto di ritardo non cambia il mondo. E poi se non vieni qui il motorino alla fine della scuola te lo scordi”.
“Dove è il codice?”

Niente da fare, le informazioni sono esatte, ma il risultato è uguale a quello di pochi minuti prima. Decisione finale: si riavvia il computer, sperando in un miracolo informatico e ben sapendo che l’operazione la si fa quasi per pulirsi la coscienza che per trarne reali benefici.
Ed infatti al ritorno si ha pure la coscienza pulita, ma il problema rimane. Solo ora (sono le 7.30 di lunedì mattina, concedeteci un po’ di mancata brillantezza) notiamo che sulla pagina dell’Istat , nell’area “News” c’è un comunicato stampa in cui si ricorda la “Sorprendente la partecipazione da parte dei cittadini alla compilazione online del questionario. Già dalle prime ore del mattino, sono stati, infatti, raggiunti picchi di 500.000 collegamenti contemporanei al sito”.
La data è quella di domenica 9 ottobre, ora è lunedì 10, ma continua a non funzionare nulla. Chissà Jobs come se la starà ridendo pensando agli italiani che faticano a far funzionare qualcosa di tecnologico…
Si fa una rassegna stampa online (sabato e domenica zero internet per spurgarsi dall’utilizzo professionale dei giorni feriali) e si scopre il disagio di migliaia italiani alle prese con la stessa problematica.
Si scuote la testa: “Possibile che prima rompano per farlo online e poi si scopre che non sono capaci di gestirlo? Solita Italia”.
Oramai si è in ballo e si decide di tornare al vecchio tradizionale documento cartaceo (e di uscire di casa per riprendere la penna scagliata fuori qualche minuto prima…), immune dalle bizze informatiche (forse). La compilazione procede spedita, i dati che hanno fatto tremare i vetri delle finestre grazie alle urla provenienti domenica dal vicino di casa (metri quadrati dell’abitazione e professione) sono serviti per prepararsi al meglio. In dieci minuti tutto sembra a posto. Sono le 8.00, il tempo di accompagnare il figlio piccolo a scuola (non quello svogliato), poi un salto in posta a consegnare il plico (“così me lo levo dalle scatole”), quindi si può ricominciare una settimana in ufficio.
Arrivati in posta, scene da guerriglia urbana: coda, gente che urla e operatori che cercano di spiegarsi. Il motivo del trambusto è la mancata possibilità di consegnare il Censimento da loro per via di guai al sistema informatico (e per fortuna che il “cartaceo” era immune dalle bizze dei pc). Tra le urla, i più mistici, riescono a sentire un’altra risata di Jobs che arriva fino agli uffici di via Locatelli.
Ci si guarda intorno, si dà un’occhiata all’orologio: sono le 8.40, si riesce a fare un salto in piazza Matteotti, al centro raccolta indicato sul questionario, prima di arrivare in extremis al lavoro. Arrivati, la terza sorpresa del giorno: il centro di raccolta non è lì (altro passo falso dell’Istat che ha sbagliato ad indicare il luogo), ma in altre tre sedi, in via Canovine, al Lazzaretto o a Loreto in largo Roentgen.
Altra occhiata all’orologio, sono le 08.56. Si arriverà pure tardi al lavoro prendendosi la strigliata dal capoufficio. Vai a spiegargli che è colpa dell’aver tentato di aver fatto il proprio dovere (e allora quasi quasi viene da pensare che abbiano ragione quelli che non vogliono compilarlo questo maledetto questionario). Ed ora che si fa? Il censimento lo si lascia in ufficio e si riproverà in settimana a consegnarlo. Con la speranza intanto che l’Italia diventi un paese, almeno a livello tecnologico, normale. Difficile, la risata di Jobs che risuona ancora nelle orecchie è un brutto presentimento. E dopo la scoperta dell’errore circa il centro di raccolta sembrano che le voci siano due, con l’aggiunta di quella di Johann Gutenberg, l’inventore della stampa moderna.
 

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Commenti

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  1. Scritto da carlo

    certo che di domenica collegarsi al pc invece di farsi un bel giretto con la famiglia la dice tutta! ieri sono andata a ritirarlo al mio comune. gli operatori erano impegnati per gli aiuti alla compilazione on-line. ho trovato organizzazione e serietà.

  2. Scritto da Silvio Bondi

    Ieri sera ho compilato il censimento on-line: due persone 5 minuti!
    Nessun problema.
    Se avete problemi a mettere quattro croci, allora fatevi qualche domanda.

  3. Scritto da senso

    è che il censimento non ha un senso. Soldi buttati per sapere cosa ho fatto domenica..La maggior parte delle informazioni è già contenuta nella banca dati dell’anagrafe!
    Inoltre, nel modulo manca la cosa più importante: quando riconsegnare il documento.
    E così, corse di qualcuno a restituirlo, difficoltà per gli anziani, e non tutti hanno dimestichezza col pc.
    Solito pastrocchio all’italiana!

  4. Scritto da Emilio Mora

    @13 senso
    Nessuno Le chiede cosa ha fatto domenica.
    Nel plico che Le è arrivato c’è scritto che bisogna riconsegnarlo entro dicembre per i piccoli Comuni, ed entro febbraio per le città.
    Ha ragione, quello che mi preoccupa è che in Italia, escludendo gli anziani, molti non hanno “dimistichezza” con il pc.

  5. Scritto da Marco

    Ma quale dramma?
    Ieri sera mi sono collegato e in 10 minuti ho fatto il censimento della mia famiglia (4 persone)
    in 10 minuti avevo già finito, ottimo servizio, fossero tutti cosi…

  6. Scritto da intasamento for ever

    non compilatelo on-line, usate il cartaceo e diamo una mano a intasare gli uffici, smettiamola di facilitare le cose !!!!

  7. Scritto da stefi

    si certo ed io ascolto uno che si firma “intasamento for ever”…. roba da matti

  8. Scritto da Mauro

    E’ proprio vero: siamo in Italia. Quante polemiche inutili; bastava aspettare un giorno e tutto funziona a meraviglia. Tempo medio di compilazione 10 minuti e non bisogna neppure muoversi di casa per la consegna. Chi conosce la rete sa che persino i portali più famosi vanno in tilt se gli accessi sono troppi. Tra l’altro ho trovato irritante e poco confacente il continuo riferimento a Jobs e alle sue risate. Sapesse l’autore quante cose sono andate storte a lui….

  9. Scritto da gianluigi

    per Marco @15
    anch’io in 10 minuti sono arrivato in fondo. Peccato che non sia possibile ne stampare il riepilogo che la ricevuta di invio. Altri che hanno avuto questo problema?

  10. Scritto da andalo

    Polemica davvero inutile! Ovvio l’intasamento di domenica (tutti brontolano e poi lo vogliono fare il primo giorno!!)… dopodichè? dov’è il problema?? Ieri mattina in 10 minuti l’ho compilato ed inviato on line, scaricato copia pdf e ricevuta. E fatta… senza code, senza tante storie… e stasera o domani passo dai miei genitori e da mia suocera che non ha dimestichezza col pc… li aiuto… altri 20 minuti. E fatta. La gente sa soltanto lamentarsi.

  11. Scritto da Mauro

    x Gianluigi…. Avuto lo stesso problema con Explorer, con Firefox invece funziona

  12. Scritto da andalo

    @gianluigi
    deve essere un problema di internet explorer, io l’ho scaricato sull’ipad con safari e funziona.

  13. Scritto da Guido

    @andalo
    Sacro sante parole le tue, anche io ieri sera l’ho compilato on-line in 10 minuti e senza fare tante polemiche e lamentarsi con il mondo. Questo è da scindere dal fatto che le domande inserite siano veramente inutili visto che questo tipo di informazione ogni comune d’Italia può recuperare.

  14. Scritto da cittadino

    io ho compilato senza alcun problema n. 2 dichiarazioni in meno di un quarto d’ora…. senza nessun problema….

  15. Scritto da Matteo Magri

    @9: “del paradiso” lo ha aggiunto lei. Ho utilizzato dall’alto per far capire che non si trova più tra noi. Se utilizzavo qualcosa d’altro probabilmente non rendevo l’idea. Consulterò la Divina Commedia per delucidazioni.

  16. Scritto da controcorrente

    Veramente io ho appena compilato il mio questionario senza alcun problema…

  17. Scritto da vic

    Purtroppo questo paese fa sempre ridere e non solo Jobs.

  18. Scritto da Gino

    Sicuri che sia dall’alto?

  19. Scritto da Aldo

    Facile fare dell’ironia. Ma, come più volte ricordato dall’Istat, si ha tempo fino a Novembre per compilare il questionario. Quindi al posto che fiondarsi oggi sul sito in 600 mila e poi lamentarsi del suo non funzionamento (come consuetudine italiana) basterebbe aspettare qualche settimana e poi completarlo in tutta calma ed efficenza.

  20. Scritto da mitiar1

    dramma??? non ha esagerato l’autore a definirlo dramma??? ho tempo fino a febbraio e non riuscire a compilarlo online ieri lo chiamiamo dramma?? il 99,9% dei siti internet non sopporta 500.000 utenti che compilano dei form in un giorno e questo prevede addirittura numerose domande… è andata così ieri… domani andrà meglio :) senza drammi :)

  21. Scritto da esasperato

    AH PERCHE’ C’E’ IL CENSIMENTO,E CHI NON HA RICEVUTO NULLA?
    MANDANO ANZIANI AI PATRONATI PER LA COMPILAZIONE,BOICOTTIAMOLO CHE FA SCHIFO!!

  22. Scritto da franca perletti

    quante storie e polemiche x nulla!!! il censimento viene fatto ogni 10 anni e mi pare che non sia successo mai nulla in riferimento al fatto di averlo compilato. Io l’ho fatto online esattamente in 20 minuti senza alcuna difficoltà! impiego più tempo a fare quei stupidi questionari sulle rivite!!!!!

  23. Scritto da MR

    Fatto adesso on-line in meno di 10 minuti.

  24. Scritto da buddha bar

    jobs era buddista e quindi non dovrebbe essere collocato dallo scrittore dell’articolo, novello dante, all’alto in paradiso.

    un po’ di rispetto per chi professa altri credo