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Malpensata, continua la preghiera in strada Brescia, sentenza riapre magazzino per il culto fotogallery

Centinaia di persone per terra, all'aperto, nella giornata di venerd?? 7 ottobre, per la preghiera islamica. A Brescia magazzino per il culto riaperto dal Consiglio di Stato: l'attivit?? religiosa prevale su norme urbanistiche.

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Mentre a Brescia un magazzino industriale trasformato in luogo di culto è stato riaperto su ordinanza del Consiglio di Stato, secondo il quale il "culto religioso va comunque rispettato" ed è prevalente "rispetto alle norme urbanistiche", a Bergamo si continua a pregare per strada al civico 94 di via Carnovali (al quale si accede più facilmente da via dei Cabrini). Ci sono i gruppi di preghiera cristiani, pentecostali, evangelici e battisti, ci sono anche i musulmani. E nella giornata di venerdì 7 ottobre è proseguita la preghiera rivolta a La Mecca, da parte dei componenti, di molte nazionalità, del centro culturale Benglo Pak. Tante persone per terra, su tappeti, e con bottiglie d’acqua minerale per lavarsi, perchè l’accesso al capannone delle ex officine Cortinovis è vietato da quando a fine settembre è scattato il sequestro. C’è l’ipotesi di abuso edilizio da parte della procura della Repubblica, perchè capannoni a destinazione industriale, ancorchè dismessi, non possono comunque essere utilizzati ad altro scopo. Da lì un mandato di sequestro preventivo eseguito dalla polizia locale. Un primo step dovuto alla magistratura quindi, con un percorso un po’ diverso, anche se molto simile, rispetto a quanto accaduto a Brescia, dove la decisione era stata del Comune per la moschea di via Piave, in un magazzino. Dopo un ricorso al Tar che aveva dato ragione proprio al Comune, è toccato in questi giorni al Consiglio di Stato, esprimersi. La sentenza del Tar è stata ribaltata: il culto va preservato e deve prevalere su norme urbanistiche.

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Commenti

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  1. Scritto da GIGI

    Parlate da lontano, vivete la vicenda e la drammaticita’ di una societa’ smarrita.Dopo di che lasciate il vostro indirizzo che ve li mandiamo tutti li a pregare.Ok? tanto siete tutti cosi’ aperti,sicuramente andrete d’accordo. siete tutti IPOCRITI!!!!
    Luigi

  2. Scritto da GiO

    la libertà dovrebbe esser inviolabile, ma col principio che dove finisce la mia inizia quella degli altri e il confine fra le “nostre” libertà e’ sottile e delicato…quindi mi chiedo se sia cosa giusta concedere o permettere tutto a persone dal credo spesso liberticida. la colpa e’ anche nostra ci voglio regole chiare e sempre applicate che permettano cio’ che va e puo esser permesso, ma quando si dice NO non si devono tollerare invadenti manifestazioni come quelle dei mussulmani

  3. Scritto da Articolo 19

    Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.

  4. Scritto da Diritti

    @articolo 19
    Anche nei paesi islamici?

  5. Scritto da Narno Pinotti

    4, sì, e in parecchi: dall’Albania all’India (prevengo l’obiezione: ha 150 milioni di musulmani). S’informi.

    Da quando un diritto si applica nel luogo A solo se esso sussiste anche in un luogo B tra persone del tutto diverse? Un padre italiano è tenuto a mantenere un figlio adottato dalla Bielorussia solo se il governo bielorusso finanza orfanotrofi come fa l’Italia?

    Quanto ai paesi islamici senza libertà religiosa: se noi siamo democratici e diversi da loro, è proprio anche per l’art. 19. No?

  6. Scritto da paolo

    andava sgonbrata anche la capanna di betlemme?

  7. Scritto da Tuditanus

    La libertà di fede religiosa è un diritto fondamentale della persona.
    Gli attuali amministratori di Bergamo farebbero bene a ricordarsene, invece di cialtroneggiare su una presunta applicazione di una fantomatica sicurezza.
    Trovate una soluzione, altrimenti vuole dire che non siete capaci.