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Assistenza agli studenti disabili, anche l’Insubria nel network

L’accordo è stato sottoscritto questa mattina nel corso di una cerimonia che si è svolta nell’Aula Magna dell’Università di Milano-Bicocca

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Personalizzare l’assistenza agli studenti universitari diversamente abili e aiutarli a raggiungere in autonomia i loro progetti di vita. È questa la rotta scelta dal Coordinamento degli Atenei Lombardi per la Disabilità (CALD), il nuovo soggetto che mette in rete le esperienze e i punti di forza dei servizi di assistenza ai disabili già attivi nelle università della Lombardia.
L’accordo è stato sottoscritto questa mattina nel corso di una cerimonia che si è svolta nell’Aula Magna dell’Università di Milano-Bicocca e alla quale hanno partecipato i rettori di tutti e dieci gli atenei lombardi, pubblici e privati, che hanno firmato insieme il documento istitutivo.
Del CALD fanno parte i delegati dei rettori per la disabilità della Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM di Milano, Politecnico di Milano, Università degli Studi dell’Insubria, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Brescia, Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano, Università degli Studi di Bergamo, Università degli Studi di Brescia, Università degli Studi di Milano, Università degli Studi di Milano-Bicocca e Università degli Studi di Pavia.

Studenti disabili e università.
In Italia il numero degli studenti universitari con disabilità è più che triplicato negli ultimi dieci anni, passando dai circa 5.400 dell’a.a. 1999/2000 agli oltre 15.800 dell’a.a. 2009/2010. In Lombardia l’incremento è stato anche maggiore: nello stesso periodo si è passati da 280 a oltre 1.400 (i dati si riferiscono ai soli studenti che richiedono e ottengono l’esonero totale o parziale dalle tasse).
La stragrande maggioranza di questi studenti (oltre l’88 per cento nel 2010) dichiara una disabilità superiore al 66 per cento. Circa i due terzi degli studenti è iscritto a corsi di laurea dell’area umanistica (guarda i dati completi).
Nello stesso periodo anche i servizi che le università erogano a favore degli studenti disabili (nel quadro della legge 17 del 1999) sono aumentati e si sono diversificati per far fronte a esigenze sempre più specifiche. Molto spesso, infatti, il termine “disabile” fa pensare alla persona che ha difficoltà a spostarsi. Esistono però anche altre condizioni meno evidenti, quali per esempio l’ipoacusia, la balbuzie e i disturbi specifici di apprendimento (dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia). I disturbi specifici di apprendimento, in particolare, noti anche con la sigla DSA, sono stati recentemente riconosciuti dalla legge 170 del 2010.
«Il Coordinamento degli Atenei lombardi per disabilità – ha detto Marcello Fontanesi, rettore dell’Università di Milano-Bicocca, aprendo i lavori della giornata – mette a sistema il patrimonio di esperienze e conoscenze maturate sul campo nel corso degli anni e si fonda sulla capacità degli atenei di fare rete per migliorare i servizi a favore degli studenti diversamente abili e mitigare le difficoltà che questi possono incontrare nel proprio percorso formativo».
«La costituzione del Coordinamento degli Atenei lombardi per disabilità – ha detto Walter Fornasa, coordinatore del CALD e segretario della CNUDD-CRUI (Conferenza Nazionale Universitaria Delegati Disabilità) – è un’iniziativa molto importante perché si fonda sulla logica della cooperazione tra le università. Non a caso, abbiamo definito il nuovo organismo “una rete per l’inclusione” perché ha lo scopo di completare e rendere effettivo il lavoro di inclusione nella società della persona con disabilità».

Gli obiettivi del Coordinamento
Il Coordinamento degli Atenei Lombardi per la Disabilità, nasce per condividere le esperienze e le best practice di ciascuna università in tema di sostegno alla disabilità e per essere un interlocutore in grado di relazionarsi con tutte le istituzioni, sia nazionali che sovranazionali.
La missione degli atenei riuniti nel CALD sarà di accompagnare lo studente in un percorso-progetto di vita individuale che, oltre all’accesso alla facoltà, prosegua attivamente durante l’intero ciclo di studi fino al conseguimento del titolo e opportunità di contatto con il mondo del lavoro (Scheda CALD).
«Lo studente diversamente abile – ha aggiunto Fornasa – non sarà più costretto a scegliere in quale ateneo iscriversi in funzione di vincoli dettati da proprie specifiche esigenze: potrà optare per una delle dieci università lombarde sicuro di trovare in ciascuna i medesimi servizi di base e la stessa qualità su cui costruire un personale progetto di vita».
Al centro dell’attenzione anche il passaggio dello studente diversamente abile dalla scuola superiore all’università, passaggio che presenta una forte discontinuità. Il CALD ha infatti tra i suoi obiettivi anche quello di portare lo studente da una fase iniziale di semplice fruizione dei servizi a fasi di graduale acquisizione di autonomia fino al raggiungimento del titolo di studio. Il CALD prevede anche di organizzare corsi di formazione per i docenti che diano loro indicazioni utili a formulare piani di studi compatibili anche con le disabilità.
Il valore aggiunto dell’iniziativa CALD emerge anche dalle parole di alcuni studenti diversamente abili che hanno raccontato la propria esperienza di studio o di inserimento nel mondo del lavoro. Come Andrea, ingegnere gestionale di 26 anni: «Ognuno di noi viene da vissuti diversi, da esperienze magari di privazione, esclusione o limitazione che potrebbero rendere più fragili alcuni aspetti legati alla sicurezza personale, alla motivazione e all’autostima. Scoprire un ambiente che sostiene e che ‘normalizza’ le differenze consente un percorso di vita scolastico e propedeutico alla futura vita adulta. Questo è il beneficio più prezioso di cui poter usufruire».

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