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Vendita dei Riuniti, salta l’accordo L’universit??: “Costa troppo”

L'Universit?? annuncia di non aver trovato un accordo con il Comune per la modifica del protocollo di intesa per la vendita dei Riuniti.

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L’Università annuncia di non aver trovato un accordo con il Comune per la modifica del protocollo di intesa che è incluso nell’accordo di programma per la vendita dei Riuniti (alienazione che è destinata a finanziare, in parte, il nuovo ospedale di Bergamo). In estate Infrastrutture Lombarde (la società controllata dalla Regione) aveva annunciato a sorpresa che con l’Università era stato trovato un accordo. Ora, in via definitiva, sembra che non sia così. L’accordo sugli spazi di largo Barozzi da dedicare a servizi, quindi anche all’università, dovrebbe favorire la predisposizione del nuovo bando per la vendita di tutta l’area. La prima asta per la vendita, a settembre del 2009, era andata deserta. 

Ecco il comunicato stampa con cui l’Università di Bergamo spiega le sue difficoltà:

Da qualche mese si è aperto un confronto tra Università, Comune di Bergamo e Ospedali Riuniti (per il tramite di Infrastrutture Lombarde), circa l’area destinata a servizi universitari prevista nel 2’ Atto integrativo all’Accordo di programma per la costruzione del nuovo ospedale, approvato in data 2.12.2008 a seguito del Protocollo d’intesa sottoscritto tra Università, Comune ed Azienda ospedaliera in data 30.10.2008. In data odierna, presso la sede comunale, si è svolto un incontro tra il Sindaco ed il Rettore per un aggiornamento sulla questione.
Dalla data dell’accordo lo scenario economico generale, e della finanza pubblica in particolare, è profondamente mutato e la disponibilità di risorse finanziarie della pubblica amministrazione si sono significativamente ridotte. Anche il sistema universitario e l’Università degli Studi di Bergamo, si trovano in una situazione di finanziamento decrescente da parte dello Stato già a partire dal 2009 e almeno
fino al 2013.
Nel corso di tale discussione l’Ateneo ha fatto presente tale mutato contesto e l’esigenza di contenere il più possibile l’onere finanziario derivante dal Protocollo d’intesa sottoscritto. Infrastrutture Lombarde, dal canto suo, ha comunque evidenziato la disponibilità ad una parziale revisione dell’Atto integrativo.
E’ stata avanzata a quel punto l’ipotesi di modificare il precedente protocollo nei termini seguenti:
– mantenere la superficie di 20.000 mq a destinazione universitaria, assegnando 14.000 mq all’Università per l’insediamento di propri servizi e 6.000 mq all’operatore privato per la realizzazione di una residenza studentesca convenzionata;
– collocare i 14.000 mq dell’Università sul fronte di Largo Barozzi, includendo il CUPS, il Palazzo uffici (Casa Rossa) e l’attuale pediatria;
– nessuna previsione di onerosità da parte del Comune proprietario circa l’acquisizione di tali edifici;
– prevedere una condivisione dell’onere di ristrutturazione degli edifici universitari tra Università e Comune;
– incrementare il periodo di comodato d’uso gratuito per l’Università.
Su tale base gli Organi universitari, a inizio luglio, esprimevano una indicazione favorevole, autorizzando il Rettore a procedere nella trattativa con l’obiettivo vincolante di contenere il più possibile l’onere a carico dell’Ateneo per la ristrutturazione degli immobili. Successivamente, nel corso dell’estate, si è affacciata da un lato l’ulteriore richiesta da parte di Infrastrutture Lombarde di ottenere un corrispettivo per la cessione della “Casa Rossa”, dall’altro una nuova proposta da parte del Comune di Bergamo.
La proposta del Comune prevede, tra l’altro, che l’onere per la ristrutturazione degli edifici rimanga integralmente a carico dell’Ateneo, in considerazione del fatto che il Comune dovrà riconoscere all’operatore il corrispettivo previsto per l’acquisizione della Casa Rossa. Questo elemento modifica significativamente lo scenario precedentemente discusso dagli Organi dell’Università e quindi dovrà essere oggetto di una nuova valutazione da parte dei medesimi.
E’ già possibile, tuttavia, segnalare alcune criticità:
1. L’onere stimato che in prospettiva rimarrebbe a totale carico dell’Ateneo è molto superiore alla ipotesi precedente; trattandosi peraltro di interventi di ristrutturazione, l’incidenza di costo potrebbe rivelarsi addirittura superiore a quella prevista nel vigente Protocollo per il completamento dell’edificio al rustico. Si determinerebbe quindi la condizione che il passaggio dal vigente Protocollo alla nuova proposta, rappresenti per l’Università un “appesantimento” finanziario anziché una minore esposizione come deliberato dagli Organi della medesima.
2. La residenza studentesca, che rappresenta un edificio che potrebbe in prospettiva autofinanziarsi con i canoni degli studenti e con i fondi del diritto allo studio, rientrerebbe nella disponibilità dell’operatore, comportando per lo stesso un miglioramento, senza rappresentare per l’Università un reale minore onere.
3. L’investimento che l’Università sarebbe chiamata a fare non comporterebbe per la stessa alcun incremento patrimoniale, rimanendo gli edifici di proprietà comunale; tale costo, finalizzato ad acquisire un diritto di uso, si configurerebbe quindi come una sorta di “affitto anticipato”.
4. All’onere derivante dagli interventi di ristrutturazione si aggiungerebbe poi un ulteriore costo per l’acquisizione di parcheggi, essenziali per le esigenze interne dell’Ateneo, almeno nella misura già disponibile presso la sede di Via Dei Caniana. Per quanto sopra esposto è del tutto evidente la necessità di un ulteriore passaggio presso gli Organi dell’Università, ferma restando la disponibilità dell’Ateneo a condividere, anche prima della convocazione degli stessi, una nuova ipotesi che sia compatibile con le istanze dei soggetti interessati.
Il Comune e l’Università hanno pertanto deciso di riconvocarsi in data 21 ottobre 2011 per una nuova valutazione.

Ufficio Rettorato Università degli Studi di Bergamo
Il Responsabile
Dott.ssa Mariafernanda Croce

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Commenti

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  1. Scritto da e

    Di bene in meglio. Gli speculatori affilano i canini…

  2. Scritto da wilmer a.

    Scusate, una domanda: indipendentemente dalla soluzione della vicenda, di come o a chi verrà destinata l’area, quando l’ospedale sarà totalmente trasferito nella nuova struttura, qualcuno ha pensato a mettere “in sicurezza” l’area affinchè non diventi un rifugio di senzatetto, sbandati o quant’altro? Qui non si tratta di un semplice edificio, ma di una vera e propria cittadella. Vorrei sapere se è stato valutato il problema dagli organi incaricati. Grazie

  3. Scritto da memory

    Quelli di Infrastrutture Lombarrde non avevano detto che era stato raggiunto l’accordo e che a settembre avrebbero rilanciato l’asta? Ma fatemi il piacere….

  4. Scritto da Muc

    centro commerciale, residenziale lusso, uffici mega dirigenziali il tutto a buon prezzo per compensare l’esborso del polo del lusso a Orio