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Calcioscommesse, il legale di Paoloni “Neanche una parola su Doni E’ un processo che d?? poche speranze”

L'avvocato Emanuela Di Paolo smentisce qualsiasi frase su Doni da parte dell'ex portiere della Cremonese. Intanto ?? stata rigettata la richiesta di sospensione della squalifica avanzata dall'avvocato Pino.

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“Vuole un commento sulla frase comparsa nelle motivazioni su Cristiano Doni del mio assistito? Non è necessario considerato che la smentisco categoricamente”. Questa la risposta dell’avvocato Emanuela Di Paolo, difensore di Marco Paoloni che secondo le motivazioni fornite dalla Corte Federale avrebbe detto “"sono sicuro del coinvolgimento di Doni nella partita Atalanta-Piacenza". Doni, a cui è stata rigettata la richiesta di sospensione della squalifica di tre anni e mezzo avanzata dll’avvocato Pino.

Eppure le motivazioni parlano chiaro.
“Il problema è che Marco Paoloni quella frase non l’ha mai detta. E poi si parla dell’audizione dell’11 luglio: il mio assistito non è mai stato interrogato in quella data, ma è stato sentito cinque giorni prima”.

Ed il motivo della frase negli atti?
“Non ho idea, non so proprio come si possa scrivere un virgolettato circa una frase mai pronunciata”.

In generale, che idea si è fatta del processo sportivo?
“Io non lo chiamerei “processo”.

Scusi?
“In un processo si dà la possibilità di difendersi. In questo invece non è stato possibile, basti pensare che abbiamo avuto solo 72 ore di tempo per preparare le memorie difensive per l’appello di secondo grado. Dirò di più, si è dato troppo peso a tutto”

Riformuliamo la domanda: che idea si è fatta del procedimento disciplinare?

“Sono rimasta delusa dal sistema. Prendiamo il caso di Doni: il giocatore, in pratica, è stato condannato per voci di corridoio. Non è giusto. Soprattutto alla luce delle motivazioni”.

Si spieghi.
“In quelle di primo grado non comparivano elementi. Ci aspettavamo che in quelle legate al secondo grado venissero fatti riferimenti a situazioni certe, ma così non è stato”.

Ora c’è l’ultima tappa, l’appello al Tnas (Tribunale arbitrale dello sport presso il Coni, ndr).
“Esatto, abbiamo 30 giorni per ricorrere al Tribunale del Coni. Il nostro collegio difensivo ha già depositato il ricorso che verrà integrato alla luce delle motivazioni. Un modo di agire che abbiamo in comune con i difensori degli altri protagonisti della vicenda”.

Qualche speranza che qualcosa cambi?
“Vuole che sia sincera? Non ho più nessuna speranza e parlo in generale, non solo di Paoloni. Eppure, a mio giudizio, c’è lo spazio per far sì che il “processo sportivo”, in futuro, possa diventare più credibile. La mia speranza è che in Federazione decidano in tal senso: durante le udienze abbiamo dato dei segnali in questo senso ed anche l’opinione pubblica, ultimamente, si è mossa verso questa direzione”.

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Commenti

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  1. Scritto da Paolo

    infatti paoloni e’ stato fatto passare per un delinquente quando invece era un semplice disperato(di denaro) malato di scommesse……..

  2. Scritto da michele

    e poi la chiamano giustizia??? ma fatemi il piacere, stiamo veramente andando alla deriva in tutto… si deve sperare di non aver bisogno della giustizia con la “G” maiuscola però!!!!

  3. Scritto da a testa alta

    nr 5 leggiti tutti gli atti del processo che sono pubblici e trovami questa frase di paoloni

  4. Scritto da enrico

    Povero sistema calcio, dove ogni avvocato, pagato per fare il suo mestiere, è ormai un oracolo da seguire. Finchè fa comodo.

  5. Scritto da tanque

    questo è lo stesso avvocato che dice che Paoloni è un santo, che giocava sempre per vincere e che non ha addormentato i compagni.

  6. Scritto da andrea

    non c’è nulla agli atti in cui paoloni dice di essere sicuro della combine di atalanta piacenza e che è certo del coinvolgimento del capitano. queste motivazioni non stanno in piedi. è ora che la figc getti la maschera