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Calcioscommesse, l’assoluzione di Manfredini “Nessun elemento valido a suo carico”

Il difensore compare una sola volta nelle intercettazione e il suo nome ?? legato ad un fatto che non costituisce illecito.

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Martedì 4 ottobre è il giorno dell’Atalanta per quanto riguarda le motivazioni che hanno portato alla squalifica di tre anni e mezzo per Doni, l’assoluzione per Manfredini e sei punti di penalizzazione per responsabilità oggettiva all’Atalanta.
Sul centrale, nel documento, si legge che “non si può condividere l’apprezzamento della Commissione Disciplinare” sul giocatore cui, in primo grado, era stato inflitto uno stop di tre anni.
“L’episodio accaduto in coincidenza con la partita Ascoli/Atalanta del 12 marzo 2011 e del quale si sarebbe reso protagonista il Manfredini non sembra tale da configurare, con sufficiente grado di certezza, un illecito”, è la frase che regala la “libertà calcistica” a Manfredini.
Motivi? “In primo luogo non va sottovalutato che in sede istruttoria non è stato acquisito alcun valido elemento che direttamente coinvolgeva il Manfredini; costui infatti è stato chiamato in causa indirettamente solo attraverso una intercettazione di un colloquio telefonico tra Micolucci e Pirani; costoro facevano riferimento a Manfredini, ma riportando un fatto (afferente al Manfredini) non idoneo di per sé a costituire illecito. In secondo luogo il Micolucci sia in sede di istruttoria penale che dinanzi la Procura Federale ha ribadito soltanto che il Manfredini avrebbe manifestato in sede di pre-partita la convenienza di un pareggio tra le squadre in campo”. Tradotto, il nome del difensore bergamasco compare una sola volta (a differenza ad esempio di quello di Doni), troppo poco per squalificarlo; di più, il suo nome è riferito ad un fatto che non costituisce illecito.
 

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Commenti

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  1. Scritto da solodea

    … ma sul fatto che Micolucci abbia patteggiato (l’unico, tra l’altro ben … consigliato da suoi legali), non può avere ripercussioni ora il fatto che alcune cose da lui riferite sono state poi smontate Perchè se così non fosse, tutti patteggiano e dicono quello che vogliono non fosse altro che per mitigare una pena (che nel suo caso sarebbe stata una lunga squalifica con richiesta di radiazione). Troppo comodo e sicuramente a questa situazione non si può affiancare il nome di giustizia !!!!!