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L’assemblea di Confindustria, momento per momento fotogallery

I saluti iniziali, la tavola rotonda, il confronto sull'economia, il territorio, il lavoro. Rocca lancia la candidatura di Bombassei alla guida dell'Associazione

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I saluti iniziali, la tavola rotonda, il confronto sull’economia, il territorio, il lavoro. Gianfelice Rocca lancia la candidatura di Bombassei alla guida dell’Associazione
I principali passaggi (trascritti in diretta) dell’assemblea di Confindustria Bergamo all’aeroporto di Orio.

ore 19.25
E’ la volta della presidente nazionale degli imprenditori, Emma Marcegaglia che tira le conclusioni dell’assemblea. Inizia con gli auguri di buon compleanno a Carlo Mazzoleni "per i suoi 25 anni". E poi subito parla di Fiat: "Siamo associazione libera che non obbliga nessuno ad aderire, ma un’associazione che va rispettata per il grande numero di associati e di dipendenti e perché diciamo quello che pensiamo. Rispettiamo decisioni di Fiat e Marchionne ma sulle relazioni sindacali abbiamo la coscienza a posto. Abbiamo fatto altri errori ma sul tema delle relazioni industriali abbiamo fatto molto, non ci siamo fermati davanti a veti. Abbiamo fatto accordi separati senza la Cgil, il primo accordo separato. A chi dice Camusso uguale Marcegaglia chiedo un po’ di serietà. Abbiamo posto l’attenzione al contratto aziendale e la Cgil è venuta sul nostro terreno. Perché gli strappi vanno ricuciti. Marchionne dice che la firma sull’accoirdo del 28 giugno rischia di indebolire l’articolo 8. Ma gli esperti dicono che non è corretto, anzi l’articolo 8 esce rafforzato. Confindustria è consapevole di rappresentare interessi di piccolissime, piccole, medie e grandi imprese: per noi sono tutte uguali".  Marcegaglia esclude di voler fare politica: "Rappresento le istanze delle imprese che sono molto preoccupate e lo dobbiamo dire che le manovre non vanno bene perché sono depressive, perché di fatto non fanno niente, non perché ce l’abbiamo col governo". E, spiega "abbiamo deciso di dare noi l’indicazione delle grandi riforme choc che possano ridare credibilità al Paese, senza cercare di salvaguardare privilegi perché qui o ci salviamo tutti o affondiamo tutti". Basta con le bugie sulle imprese, conclude: "L’ultima è che prendono 30 miliardi di sussidi, ma 28 sono per aziende pubbliche e ricordatevi, non siamo più deboli perché senza la Fiat".

ore 19
Gianfelice Rocca prova a dare ricette per l’Italia: "Dobbiamo subito, immediatamente fare un intervento choc per invertire la situazione, quella legata al debito pubblico e agli interessi sul debito. Ma soprattutto per dimostrare che siamo credibili. La seconda azione necessaria è fermare la svalutazione tedesca. Non siamo da buttar via sul fronte della preparazione ma sul trasferimento delle conoscenze dalla teoria alla pratica, dallo studio al brevetto sì. Abbiamo potenziale enorme nel manifatturiero intelligente. Cos’ha di forte la Germania? Ha delle scuole più legate al mondo del lavoro: ricordiamoci che sono i giovani qui che hanno pagato la crisi". E conclude: "Grazie Bergamo che mi ha proposto di fare il presidente di Confindustria, ma non  posso", lanciando implicitamente la candidatura di Albero Bombassei

ore 18.45
Tocca a Emilio Zanetti: anche le banche cittadine hanno un po’ di merito nel rilancio di Orio al Serio da scalo militare ad aeroporto civile.
La situazione oggi. In Europa banche fallite e alcune nazionalizzazioni: in Italia varati i Tremonti bond per ricapitalizzazioni. Di fronte a sistema bancario più solido di altri Paesi le banche, soprattutto quelle locali, hanno ritenuto di dare sostegno all’economia. Oggi c’è mancanza di fiducia, deriva dalla valutazione del rischio Paese, colpa del debito pubblico, perciò lo Stato che deve rifinanziare le scadenze oggi lo può fare a condizioni più onerose. Intanto per esmepio in Lombardia si è verificata una riduzione di compensi dei dipendenti di oltre un miliardo, tutta gente che non risparmia più e invece è necessario il risparmio per le banche. Come reagiscono allora gli istituti di credito? Si approvvigionano alle banche inetrnazionali, pagando molto di più il denaro e il tutto si riversa sui prestiti alle famiglie e al territorio. Ma la nostra banca ha continuato invece, come dimostrano i numeri, a finanziare il territorio ed è una banca sana. 

ore 18.40
Il giornalista Di Vico difende gli imprenditori: hanno tutelato il lavoro più di quanto si creda

ore 18.30
Il vescovo Beschi è critico nei confronti di chi, negli ultimi dieci anni, ha reso strumentale il lavoro: "Lavoro non più come mezzo per legittimo guadagno e neanche per un profitto, ma che va nella direzione dell’arrichimento, svuotando il valore del lavoro". Di più, spiega il vescovo: "Nell’ultimo anno la Caritas ha aumentato gli interventi del 30% e il 70 per cento dei suoi interventi sono per famiglie bergamasche".

Ore 18.25
Il rettore Paleari ribalta un po’ i termini del discorso e alla domanda: come un territorio virtuoso può aiutare il manifatturiero? risponde che è ora di andare a cercare quali sono davvero i nuovi bisogni. E che "è finito un mondo. Fino a ieri ci chiedevamo cosa avremmo avuto in più rispetto al passato, oggi dobbiamo chiederci cosa avremo di meglio. Ammettiamo che c’è un forte problema di sostenibilità  e parlo di università come degli enti locali e degli Stati".

ore 18.10
Giuseppe Roma: perché le nostre imprese non diventano mai campioni internazionali? Perchè dietro le imprese straniere ci sono banche che scommettono sulle aziende. E, stuzzicato da Di Vico, ammette: lo stato confusionale in cui deve lavorare un imprenditore è il probelma essenziale, oggi.

ore 18
Inizia la tavola rotonda coordinata da Dario di Vico, col vescovo Francesco Beschi, il rettore Stefano Paleari, il direttore del Censis Giuseppe Roma, il presidente del gruppo Techint Gianfelice Rocca, il presidente di Ubi Banca Emilio Zanetti

Ore 17.40
Inizia la relazione del presidente Mazzoleni: parla di sviluppo indispensabile, dei sondaggi che gli imprenditori hanno lanciato e dei loro risultati, dell’apertura dell’associazione al territorio, del nuovo portale, della necessità di dialogo e della necessità di responsabilità annunciando i non responsabili "tra questi la politica che non decide, come nel caso della mancata nomina del presidente di Bankitalia".  (leggi i temi nell’intervista)

Ore 17.30
Il saluto e gli auguri del prefetto Camillo Andreana

Ore 17

E’ un Carlo Mazzoleni che, nonostante sia ormai la terza volta, si dichiara ancora emozionato a introdurre l’assemblea di Confindustria Bergamo all’aeroporto di Orio al Serio, alla presenza di Emma Marcegaglia. E il presidente Mazzoleni ringrazia i tantissimi che hanno consentito l’evento, perchè di evento si tratta, con più di 1.200 iscritti, esponenti del’imprenditoria, delle istituzioni e semplici cittadini. Tra questi il presidente della Sacbo, Miro Radici, padrone di casa all’hangar aeroportuale. Miro Radici che nel ribadire il ruolo importantissimo dello scalo orobico annuncia anche l’attenzione sua e dell’intera società di gestione ai rumori: "Il problema esiste, ne siamo consapevoli e faremo il possibile per ridurre, o eliminare, il disagio che sento vivo sulla mia pelle".

 

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Commenti

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  1. Scritto da w colognola

    questi signori intascano i profitti ma non fanno nulla per i quartieri penalizzati dall’aeroporto !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  2. Scritto da libero

    i furbetti della confindustria continuano a fare proclami e finanziarie x il bene delle …. loro tasche

  3. Scritto da Giulietta Fumagalli

    A mio avviso è un modello economico in crisi quello del capitalismo,è necessaria una rivoluzione culturale legata a un modello di sviluppo equo e solidale ,nel rispetto dell’ambiente e dei popoli,e non del facile guadagno ,dello sfruttamento delle forze lavoro e dell’ambiente..