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L’aiuto della Cgil contro il lavoro minorile

Le trattenute sugli stipendi del sindacato, in caso di sciopero, aiuteranno la lotta contro il lavoro minorile in Kenya.

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Lo strumento dello sciopero acquisterà, da oggi, un significato e un valore in più per chi lavora all’interno del sindacato: le somme trattenute dalla busta paga di dipendenti e collaboratori di tutto l’apparato del sistema CGIL di Bergamo per lo sciopero del 6 maggio saranno, infatti, devolute al Cesvi, organizzazione laica ed indipendente che opera in diversi paesi del mondo.
La CGIL ha scelto di farlo, destinando la somma ad un progetto contro il lavoro minorile in Kenya: il segretario generale della Camera del Lavoro provinciale, Luigi Bresciani, ha consegnato questa mattina nelle mani del Presidente di Cesvi, Giangi Milesi, la somma di 10mila 200 euro.
“La nostra protesta del 6 maggio, già piena di significato in se stessa, con quest’iniziativa diventa ancora più preziosa” ha spiegato Luigi Bresciani, segretario generale provinciale della CGIL di Bergamo. “Nelle aziende private e nella pubblica amministrazione, in caso di sciopero, la parte dello stipendio relativa alle ore non lavorate non viene erogata e resta nelle casse dell’azienda. In CGIL le trattenute sugli stipendi si trasformano, con l’approvazione di tutta la struttura del sindacato, in qualcosa di davvero importante, il sostegno ad individui che vivono a centinaia di migliaia di chilometri da qui e che hanno bisogno di un’occasione. Abbiamo voluto farlo affidandoci al Cesvi, organizzazione nata sul nostro territorio poi divenuta di ‘portata’ nazionale, perché ci fidiamo. Abbiamo scelto un progetto contro il lavoro minorile, perché se il lavoro è un diritto, anche non lavorare fino alla giusta età deve esserlo”.
“Siamo molto lusingati di questa scelta della Camera del Lavoro perché non si tratta di semplice filantropia o tanto meno aiuto assistenziale, ma di un progetto che costruisce il futuro attraverso la protezione dell’infanzia e il diritto allo studio in Africa” ha sottolineato il Presidente di Cesvi, Giangi Milesi. “Quello di oggi non è un incontro conclusivo, ma l’avvio di una partnership in cui tutta la struttura della CGIL è coinvolta, anche a livello di singoli funzionari”.
Complessivamente sono 215 milioni i bambini sfruttati nel mondo. In Kenya lavorano nella raccolta dei rifiuti, nel settore agricolo, nel traffico di armi e droga, e in attività di manovalanza. L’assenza di un sistema educativo solido e del rispetto da parte delle imprese keniote dei principi etici internazionali sono alla base del problema. Nelle province di Nyanza e Nairobi Cesvi è attivo in un progetto contro lo sfruttamento del lavoro minorile a favore di oltre 40mila bambini tra vittime dirette dello sfruttamento e studenti delle scuole della capitale. In particolare, il progetto vuole sensibilizzare le aziende locali sulla responsabilità sociale verso i minori creando un certificato basato su un sistema di monitoraggio delle catene produttive attraverso il coinvolgimento diretto delle aziende.
Cesvi in Italia è impegnato anche nella campagna europea Stop Child Labour con l’obiettivo di sensibilizzare gli italiani sul tema dello sfruttamento del lavoro minorile attraverso eventi sul territorio.

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Commenti

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  1. Scritto da right in two

    eh già che tanto gli operai italiani non hanno bisogno….ogni tanto la cgil pensa di essere l’onu…