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La Dea ferita dai gladiatori ha dimostrato di saper lottare

Nonostante il ko contro la Roma, i nerazzurri non si sono mai abbattuti e hanno cercato di giocare per 90 minuti, riuscendoci solo ad inizio partita e nella ripresa.

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La miglior Roma della gestione Luis Enrique contro una solita buona Atalanta, ma che ha dimostrato di non lasciarsi abbattere e di saper comunque reagire nonostante lo svantaggio: questa la chiave di lettura della partita che ha visto la prima sconfitta in campionato della Dea, un 3-1 secco all’Olimpico.

GARA A DUE FACCE
Una gara a due facce quelle dei nerazzurri con un primo tempo insufficiente (primi otto minuti a parte=, complice il pressing alto dei giallorossi, ed un secondo in miglioramento e che ha visto una maggior tonicità di tutta la squadra grazie alla spinta data dal gol di Denis . Una gara che comunque ha dimostrato la forza morale di questa squadra che già avevamo conosciuto nei primi match quando è stata fondamentale per abbattere il fardello (pesantissimo) della penalizzazione; una forza che si è dimostrata con la voglia di costruire e di “giocare” anche sotto di due gol e con la sensazione che tutti siano usciti dal terreno di gioco “con la maglia sudata” per controbattere l’uragano romanista.

LA PEGGIOR PRESTAZIONE DI MORALEZ
Tutti tranne Moralez: il sudamericano è apparso svogliato, superficiale e poco convinto. La dimostrazione? Le tre occasioni (due nitide, una per tempo) gettate al vento e, soprattutto, i passaggi imprecisi e gli stop elementari mancati. Ed è legata alla prestazione dell’argentino l’unica colpa “tecnica” che si può imputare a Colantuono il quale ha aspettato solo la mezzora della ripresa per sostituirlo inserendo Gabbiadini. Ora, schierare Maxi dal primo minuto era doveroso, il motto “squadra che vince non si cambia” a noi appare sacrosanto; se però le cose non funzionano (e palesemente) era giusto dare la scossa molto prima, anche per dare un segnale al giocatore: “O giochi come sai, oppure ce ne sono altri che possono fare bene”.
L’altro apparso appannato è Bellini, in ritardo sui gol di Simplicio e Bojan, ma l’uomo di Sarnico ha la scusante di rientrare da un lungo infortunio (era alla sua seconda da titolare) ed essere ancora in fase di rodaggio; certe prestazioni così così possono essere messe in preventivo.

MASIELLO LA SORPRESA POSITIVA
Nel ko della Capitale, oltre alla forza descritta poche righe fa, ci sono comunque prestazioni positive da segnalare. La prima è quella del Tanque Denis al quarto gol in quattro centri e soprattutto chirurgico nel mettere la palla in rete, sfruttando al meglio quelle poche occasioni che gli capitano; in questo è molto simile a David Trezeguet, il sogno proibito estivo dello scorso mercato. Da sottolineare anche la prestazione di Masiello; l’ex Bari sta entrando sempre più nei meccanismi colantuonani e, in silenzio, con prestazioni sul campo, sta dimostrando di essere uno da Atalanta. Ora due settimane di riposo per ricaricare le pile, poi sotto al Comunale contro l’Udinese.
 

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Commenti

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  1. Scritto da Magri

    @Aladin e panini
    Avete ragione! Avevo in testa Lucchini!

    Scusate ragazzi.

  2. Scritto da panini

    Masiello ex Doria? Converrà dare un’occhiata agli almanacchi perchè non mi pare proprio. Fate più attenzione, per favore.

  3. Scritto da Aladin

    Masiello non ha mai giocato nella Doria (viene dal Bari e prima giocava nel Genoa). Bellini non era alla prima da titolare, domenica scorsa ha giocato (alla grande).