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Musica e cervello, un binomio davvero vincente fotogallery

La rassegna Bergamo Scienza ha aperto con una serata dedicata interamente al rapporto tra musica e cervello, che si ?? svolta presso il teatro sociale di Bergamo.

La rassegna Bergamo Scienza ha aperto con una serata dedicata interamente al rapporto tra musica e cervello, che si è svolta presso il teatro sociale di Bergamo. A presentarla Daniela Perani dell’Università Vita- salute San Raffaele e divisione di Neuroscienze, Istituto scientifico san Raffaele di Milano, con la partecipazione speciale di Isabelle Perez, Co-direttore dell’international Laboratory for Brain, Music and sound research dell’università di Montreal, Canada.
Durante la presentazione si è cercato di spiegare l’importanza che la musica ricopre all’interno della nostra società. Isabelle Peretz ha mostrato con esempi e spiegazioni l’importanza che l’apporto delle neuroscienze ha ricoperto nello studio della percezione musicale. La conferenza è stata introdotta da Daniela Perani, la quale ha illustrato come sia la parte destra del cervello quella che elabora gli stimoli musicali. Grazie agli apporti delle neuroscienze è stato possibile studiare l’apprendimento musicale anche in bambini molto piccoli. Facendo infatti sentire a bambini di pochi mesi alcuni brani musicali, alternando pezzi consonanti e dissonanti si è notato come questi ultimi prediligano i primi, come se la tendenza ad apprezzare la consonanza fosse una caratteristica innata dell’essere umano.
Un altro aspetto che si è cercato di sottolineare è stata la risposta emozionale alla musica , ovvero il grado di empatia che essa è in grado di stimolare. Mettendo a confronto, tramite l’applicazione di elettrodi, la risposta empatica alla musica di cervelli di musicisti e di non musicisti, è stato riscontrato che il cervello dei musicisti, sottoposto all’ascolto dei brani musicali si attiva di più rispetto a coloro che di musica non se ne intendono.
Lasciando poi la parola a isabelle Peretz, si è cercato di mostrare, come la musica possa essere utilizzata in diversi campi, come in quello medico e nella cura di determinate patologie, ad esempio in persone affette da ictus. È stato infatti riscontrato che facendo ascoltare brani musicali a persone che erano da poco state colpite da ictus e che in conseguenza di ciò soffrivano di depressione, si otteneva un miglioramento dell’umore.
Generalizzando si può dunque affermare che la musica abbia un potere analgesico riducendo il livello di stress e la percezione del dolore, funzionando in tal senso proprio come l’effetto placebo, senza dimenticare che essa è anche in grado di aumentare il livello di felicità in chi l’ascolta, generando così un miglioramento delle performance. Quest’ultimo aspetto studiato è stato anche denominato “Effetto Mozart”. Il nome deriva da un esperimento in cui a un gruppo di soggetti sperimentali venivano fatti ascoltare rispettivamente brani di Mozart e di Albinoni. Durante l’ascolto i soggetti erano tenuti a svolgere un compito che consisteva nel tagliare e piegare un pezzo di carta con modalità ben precise. È stato riscontrato che quando i soggetti ascoltavano Albinoni la loro performance era più scadente, mentre all’ascolto di Mozart la performance migliorava. Ciò è spiegabile con il fatto che i soggetti in questione preferivano Mozart as Albinoni e questo influiva con le loro prestazioni. Da qui possiemo dedurre come la musica possa avere effetti molto importanti anche sui compiti che quotidianamente svolgiamo.
Gli interventi e le spiegazioni della studiosa Isabelle Peretz sono stati intervallati dall’esecuzione musicale del “The italian Saxophone quartet”, composto rispettivamente da Marco Gerboni all’alto sax, Mario Marzi al sax tenore, Federico Mondelci al sax soprano e Massimo Mazzoni al sax baritono. Tra i brani eseguiti e più acclamati un’aria di Bac e “La tempesta di mare” di Antonio Vivaldi. Il quartetto ha concluso la sua esibizione con un ringraziamento speciale al grande compositore Nino Rota, eseguendo la colonna sonora da lui realizzata per il film “8 e mezzo” di Fellini.
 

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