Treni e disservizi, pendolare risarcita Verso la class action lombarda
Condizioni di viaggio ???gravemente umilianti???, tanto che il tribunale ha stabilito il rimborso dell???abbonamento annuale e i danni morali.
Condizioni di viaggio “gravemente umilianti”, tanto che il tribunale ha stabilito il rimborso dell’abbonamento annuale e i danni morali. Un precedente che potrebbe aprire la strada a una vera e propria class action, un sistema di azioni per una tutela collettiva di rimborso. Il caso del risarcimento in questione è milanese, ma i disagi sono gli stessi che i pendolari lamentano da anni in
Bergamasca, in particolare per la tratta Milano-Bergamo e ritorno: treni in ritardo di almeno 10-15 minuti come norma, salvo ritardi maggiori; sedili sporchi al punto di non potersi più sedere; malfunzionamento di apparecchiature interne e, in alcuni casi, soppressione di alcuni treni che non veniva neppure annunciata…”. La donna che ha fatto appello alla giustizia amministrativa è stata assistita dall’avvocato Angelo Musicco, che è riuscito a ottenere il risarcimento da parte di Trenitalia chiamando in causa il codice del consumo. Nello specifico l’articolo 36 sancisce la “nullità delle clausole contrattuali di cui venga accertata la vessatorietà in tema di contratti conclusi tra il professionista e il singolo utente persona fisica e ciò a tutela del consumatore”. Uno spiraglio per tanti bergamaschi decisi a far valere i propri diritti nei confronti di un servizio che spesso non viene garantito. La battaglia dura da anni con comitati sempre in prima fila a chiedere garanzie alla Regione. Finora i risultati non sono arrivati, anzi, i pendolari si sono visti aumentare i prezzi di biglietti e abbonamenti a causa delle due manovre imposte dal Pirellone per far fronte ai tagli statali.

