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Tavernola

Inceneritore: tutti per il no, ma non c’?? certezza

Il gruppo consigliare Tavernola democratica espone i propri dubbi sul co-inceneritore di rifiuti previsto al cementificio Sacci del paese rivierasco sebino.

Il gruppo consigliare Tavernola democratica in minoranza a Tavernola, espone i propri dubbi sul co-inceneritore di rifiuti previsto al cementificio Sacci del paese rivierasco sebino.

Martedì sera importante assemblea pubblica a Tavernola Bergamasca, allo scopo di illustrare, informare e portare nuovamente in primo piano la decisione ormai prossima sull’Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.) al cementificio Sacci di Tavernola, prevista in Provincia il prossimo 2 settembre, contenente l’ipotesi di co-incenerimento dei rifiuti nel locale impianto.
L’assemblea ha visto la presenza dei Consiglieri Provinciali Giuseppe Bettera, capogruppo PDL, Francesco Cornolti, capogruppo PD, Paolo D’Amico, capogruppo Sinistra per Bergamo e Alberto Finazzi, Lega Nord.
Tutti gli intervenuti hanno difeso la posizione espressa dal Consiglio Provinciale nell’Ordine del Giorno approvato lo scorso 20 dicembre all’unanimità da maggioranza e opposizione, contenente sia una premessa sulle tappe fondamentali della lunga vicenda “rifiuti nel cementificio di Tavernola, sul lago” che da anni viene con forza contrastata dalla popolazione, sia l’importante invito finale affinché l’Autorizzazione venga vincolata alla volontà dell’Amministrazione Comunale.
Un importante elemento che si è andato delineando nell’assemblea, che fino a qualche anno fa il territorio temeva di affrontare, è stata la riconversione a medio termine dell’impianto, che ha fatto un suo tempo: l’impianto è nato fronte lago, oltre un secolo fa, in un periodo storico in cui era impensabile lo sviluppo turistico di questi luoghi, un periodo in cui si pensava al lavoro di escavazione a mano della marna dalla montagna, a cui è seguito il periodo delle guerre e del dopoguerra in cui il posto di lavoro vicino a casa ha consentito a tante famiglie di evitare l’emigrazione. Ormai però questo tempo è finito e anche le scelte di mercato internazionali sono ormai orientate a spostare la produzione di cemento in paesi esteri del nord-Africa e quindi la dismissione dell’impianto sarà naturale, per una ragione economica oltre che per tutte le ragioni di tutela della salute e del territorio che già da anni preoccupano le comunità locali; la riconversione di questa struttura non va certo fatta nell’ottica del co-incenerimento, bisognerà cercare di incanalarla al fine di non avere fra quindici-vent’anni una enorme struttura in disuso che rimarrà un grosso problema da affrontare. Molteplici sarebbero gli impieghi di quel territorio che, se ben progettati, potrebbero diventare convenienti per tutte le parti coinvolte: la cittadinanza, il territorio, l’ambiente, le amministrazioni e non ultimo l’azienda con i suoi lavoratori.
Lo spunto di riflessione su questo tema è forse la novità più importante che è uscita dall’incontro, oltre all’interesse dimostrato non solo dai tavernolesi ma anche da esponenti istituzionali di altre comunità locali che erano presenti, alla preoccupazione, manifestata da molti cittadini rispetto alla più imminente ipotesi co-incenerimento dei rifiuti nel cementificio enunciati anche con nervosismo, apprensione e urgenza di sfogare la necessità di liberarsi definitivamente da questo assillo.
L’Assessore all’Ambiente del Comune, che ha raccolto favorevolmente l’invito a partecipare, rivolto da parte di Tavernola Democratica (gruppo politico di minoranza in Consiglio Comunale), che ha organizzato l’assemblea, ha ribadito la posizione di contrarietà al co-incenerimento da parte della sua amministrazione, già espressa sia con una delibera di Consiglio Comunale del febbraio 2010, sia con una successiva delibera di Giunta.
nonostante da più parti sia emerso l’assenza di disponibilità al dialogo e alla collaborazione con chi, condividendo lo stesso obiettivo, potrebbe dare una mano a perseguirlo.
E’ stata importante anche la presenza del Consigliere Regionale della Lombardia Mario Barboni del Partito Democratico, che si è impegnato personalmente a stimolare l’Assessore Regionale all’Ambiente e la Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi a garantire la presenza dei loro enti nella Conferenza dei Servizi del prossimo 2 settembre. Ha infatti, stupito e preoccupato l’assenza di Regione Lombardia e Comunità Montana alla precedente Conferenza.
Rimane quindi l’ansia e l’attesa per la decisione della Provincia sulla base del parere espresso dagli enti (Comune, ARPA, Comunità Montana, Regione Lombardia e Provincia stessa) nella conferenza di dopo-domani, nella speranza che la scelta politicamente già unanimemente espressa dal Consiglio Provinciale e dal Comune possa trovare il suo naturale sbocco anche nel provvedimento tecnico che verrà emesso.
Sorge quindi spontanea una domanda: i cittadini designano con le elezioni politiche e amministrative i propri rappresentanti, confidando che questi abbiano il potere e li rappresentino nelle scelte amministrative, ma allora come è possibile che le forze provinciali di maggioranza e di opposizione provinciali siano unanimi, ma rimanga l’eventualità che la scelta concreta finale sia al contrario?
Tavernola Democratica

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