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“Invece di pensare ai cittadini in crisi i politici si preoccupano degli elettori”

Un sentimento, quello di Claudio Arici, medico a Bergamo, che probabilmente rappresenta il comune sentire della gente in questa difficile estate che volge al termine.

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Un sentimento, quello di Claudio Arici, medico a Bergamo, che probabilmente rappresenta il comune sentire della gente in questa difficile estate che volge al termine e che apre a un autunno di timori per i lavoratori, mentre la politica continua a discutere a colpi di comunicati stampa senza dare risposte.

Gentile Direttore
se uno si guarda in giro, guarda la sua situazione personale, quella delle persone che conosce, quella delle persone che hanno perso il posto di lavoro, quella di chi vede assottigliarsi giorno dopo giorno il risparmio di una vita, si rende conto che ci sono persone fisiche che stanno pagando un prezzo per la crisi non piccolo, non banale. Se uno guarda la TV o legge i giornali si rende conto invece che qualcosa stona nell’approccio dei politici: quelle persone che per una cifra non modica, pagata interamente dai contribuenti, dovrebbero affrontare la situazione attuale.
E’ una crisi che coinvolge tutti ma quel che vediamo è l’affannoso tentativo dei politici di far sapere ai loro elettori di riferimento che si stanno dando da fare per difenderli. Ha senso in situazione come questa? no, non credo. Verrebbe da pensare (o almeno da sperare) che lo spirito dovrebbe essere ben diverso. Pensi che dovrebbero chiudersi in conclave, almeno quelli che lo stipendio che gli paghiamo non lo rubano, e uscirne solo dopo una fumata bianca da qualche palazzo della politica. Durante il conclave potrebbero discutere, scontrarsi, venire alle mani, sfidarsi a duello senza che esca un comunicato stampa ogni 30 secondi, per ogni dichiarazione pubblica di questo e di quello. Lasciamoli pure andare alla bouvette di Montecitorio a 3 euro a pranzo ma, almeno, ne esca qualcosa che serve al paese e non agli interessi elettorali di questo o di quello. Ne esca anche qualche significativa revisione critica dei loro privilegi perchè è quantomeno disdicevole che ad impedire ad una persona di andare in pensione dopo 40 anni di lavoro siano soggetti che prendono vitalizi tutt’altro che residuali già dopo 4 anni passati a rappresentarci.
Invece no. Si continua con la produzione di comunicati stampa, ad occupare il tempo a leggere giornali o le agenzie. E a rispondere a tono.
Beati loro. Lavorano per una azienda profondamente in crisi ma, a differenza di qualsiasi altro dirigente di aziende in difficoltà, possono continuare con il loro tran tran quotidiano, a far quel che han sempre fatto. A guardarli e giudicando il loro operato sembra che la crisi la vedano da un punto di vista diverso da chi si guarda in giro. O almeno qualche dubbio viene. Peccato che qualcuno già stia pagando e, a breve, i soliti noti, quelli che è più semplice bastonare, ne pagheranno una quota aggiuntiva. Chi ci governa no.

Claudio Arici
 

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Commenti

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  1. Scritto da lina

    Nulla da dire oltre a questo : grazie sig. Arici, la penso proprio come lei.

  2. Scritto da marilena

    la lettera esprime molto bene il pensiero di tanti italiani stanchi di una classe politica disimpegnata. Secondo me è necessario un cambiamento radicale delle modalità di trattamento economico per chi si candida a rappresentarci: stipendi normali e rimborso spese proporzionale all’effettiva presenza in parlamento. Così, sicuramente le persone che scelgono di fare politica saranno molte di meno ma saranno le migliori e lavoreranno per difendere i nostri diritti in modo disinteressato.

  3. Scritto da Edwige

    Cara Caterina #12 una ricerca iwg di oggi dice che se montezemolo “scendesse in campo” (mi tremano i polsi a questa frase) avrebbe il 20 % di consensi. Ovvero è la solita logica, solita tenica, solita solfa. Siamo un paese senza speranza , incapace di capire anche se mandato alla rovina. Ci meritiamo tutto, anche di andare in bancarotta (senza la UE già ci saremmo).

  4. Scritto da Sig. Bonomelli

    @Giorgio: egregio signor Giorgio.
    io non vado a votare da 10 anni, non perchè non ho idee, anzi tutt’altro. Purtroppo però i valori in cui credo, nessun partito o lega ne parla. E chi ne parlava, in 20 anni di governi non li ha mai considerati importanti e li metteva da parte.
    Mi spiega sig. Giorgio, perchè devo votare una persona, se io in quella persona non credo? devo votare una persona che parla di pace e il giorno dopo manda le truppe in Libia?
    sono più ipocrita io forse?
    Buona giornata.

  5. Scritto da CALORE

    “La differenza tra un politico ed uno statista sta nel fatto che il politico pensa alle prossime elezioni lo statista alle prossime generazioni.”
    A. Degasperi 1881-1954

    QUANTI DEI POLITICI PRESENTI OGGI IN PARLAMENTO SI POSSONO CONSIDERARE “STATISTI”
    Oggi pensano solo alla loro “cadrega” e a far eleggere mogli, figli e amici fidati. E’ ora che ci facciamo sentire

  6. Scritto da Emma

    Avanti così; continuiamo a lagnarci via mail o al bar intanto che la casta si fa grosse risate delle nostre “lagne”. E’ tempo di manifestare concretamente la protesta e rivendicare i nostri diritti di cittadini e lavoratori con le nostre facce, le nostre voci reali. Non sarà indolore ma è necessario per smuovere qualcosa in questa palude di lagne, piagnistei, egoismo e qualunquismo.

  7. Scritto da LIdia

    D’accordo con Arici, d’accordo che c’è un problema di classe politica, d’accordo che c’è un problema di casta (o caste, per altro ben rappresentate da questo governo), ma c’è anche un problemone che riguarda questo sistema economico esasperato e virtuale, che riguarda la ridistribuzione equa del reddito….o no!!!!!
    VOGLIAMO COMINCIARE A PARLARNE SERIAMENTE!!!

  8. Scritto da PIO

    @18 grandissima però vorrei vedere in prima linea tutti i sindacati e sindacalisti e tutta la sinistra che non si vede più ma si è persa forse sui tetti????BERSANI tutti in PIAZZA e sui tetti lasciamo i gatti.

  9. Scritto da LIdia

    @18- e… d’accordo anche con lei naturalmente…NOI CITTADINI DOVE SIAMO!!!!!!

  10. Scritto da luciano015

    Abbiamo vissuto e stiamo vivendo sopra le nostre possibilità. Per rientrare in linea dovremmo portare il debito sotto il 60 per cento (in linea di principio dovrebbe essere zero). Se fatto in dieci anni, significa togliere dalla spesa pubblica, in modo fisso, il sei per cento, (di oggi) ogni anno. Qualcuno è disponibile a ridursi qualcosa? I politici hanno tante responsabilità, ma anche noi allegroni non abbiamo scherzato, e continuiamo a non scherzare. Ma è meglio dare la colpa agli altri.

  11. Scritto da marilena

    per 18 cara emma non ci si può più lagnare nemmeno al bar! Io vorrei sempre parlare di politica ma, le amiche mi smontano e gli altri mi guardano male….sai quante volte ho pensato di andare in piazza e invitare a seguirmi, purtroppo mi ritroverei ancora più sola! Spiace doverlo dire, ma ci sono tanta indifferenza e disinformazione e la maggioranza attuale può stare tranquilla proprio grazie a ciò. Nel mio paese,osio sotto, non si capisce neanche se esiste ancora un’amministrazione comunale…

  12. Scritto da Giorgio

    @8 Vede sig Bonomelli , è proprio grazie a posizioni come la sua che oggi siamo alla rovina, si ricordi il concetto di RESPONSABILITA’ (unica nostra arma) . La responsabilità non è del parlamento , è di chi governa. Chi non vota non fa altro che confermare chi governa , cioè gente impresentabile come questa. Lei, che voglia o non voglia, è un supporter di queste persone, è semplicissima logica aritmetica.

  13. Scritto da caterina

    Amaramente d’accordo. Due modi per fare qualcosa: 1) non votare più quelli che sono al governo in quel momento (indipendentemente da chi siano) non cadendo nella trappola del “tanto sono tutti uguali”. Devono sapere che se non fanno bene li mandiamo via. 2) USIAMO IL WEB PER FARCI SENTIRE. I giornali on line possono aiutarci. votiamo per esempio: VOGLIAMO UNA SERIA LOTTA ALL’EVASIONE e VOGLIAMO DIMEZZARE I PARLAMENTARI o VOGLIAMO, PER LA PENSIONE DEI PARLAMENTARI, LE NOSTRE STESSE REGOLE.

  14. Scritto da eugenio

    Come non essere d’accordo con il sig. Arici?
    Purtroppo la colpa e’ solo nostra che continuiamo a difendere i nostri politici per una causa sconosciuta, invece di obbligarli a lavorare per noi.

  15. Scritto da Cicce Fraina

    Chiaramente sono con lei. Vado oltre, una cosa non capisco, Abbiamo avuto un progresso enorme, computer, automazione, elettronica, strade trasporti, ecc… ci consentono di fare cose incredibili rispetto a qualche decennio fa, industrie automatizzate, robot (li vediamo in televisione) dovrebbero consentirci di vivere tutti meglio e addirittura lavorare meno, o in meno, andando in pensione prima e studiando di più o avendo più servizi invece stiamo tutti più male e continuiamo a sentirci dire

  16. Scritto da Cicce Fraina

    che dobbiamo andare in pensione sempre più tardi, che dobbiamo lavorare con minore sicurezza perchè costa troppo mantenerla, che i nostri figli devono essere precari, pagare ticket, ecc….. Ma come è possibile? perché la gente non si arrabbia giustamente? perchè accettiamo che ci sia gente con enormi disponibilità accumulate magari evadendo le tasse o col lavoro nero condizioni l’economia di nazioni? Non riuscirò mai a capire questo. Aspetto con ansia che cambi qualcosa.

  17. Scritto da MAURIZIO

    Dott. Arici, questi politici non cambieranno mai fino a che non li costringeremo ad andarsene. Pensano al loro consenso politico, non a risolvere i nostri problemi sociali. Non sono in grado di fare una proposta unitaria come PARLAMENTO, come PAESE ITALIA per frontggiare la crisi.
    Con questa classe politica siamo perduti, non abbiamo futuro e sviluppo.
    Se io fossi un politico, accetterei di dimettermi se non riuscissi a risolvere i problemi e a realizzare il programma.

  18. Scritto da bucci fr

    tutto giusto. Ma finche c’è poca trasparenza nella gestione pubblica,
    e finche c’è poco controllo da parte dei CITTADINI ELETTORI, non vedo vie d’uscita.
    Ne a dx, ne a manca, ne al centro. ne dove volete.
    E l’Informazione, dovrebbe avere lo stesso senso di responsabilità civica.
    Può fare molto.
    Moltissimo (nel bene e nel male).

  19. Scritto da expaul

    scusi dr.arici, ma ha mai sentito parlare della casta?eccoli qui in carne ed ossa…

  20. Scritto da Sig. Bonomelli

    è 10 anni che non vado a votare.
    E penso proprio continuerò a non votare. Non perchè non idee politiche, ma perchè in parlamento non c’è nessuno che ritengo affidabile, e nessuno che propone leggi e iniziative giuste e utili.
    A loro interessa solo stare seduti lì. Non importa se nella maggiornaza o nell’opposizione. Scommetto che nemmeno loro credono a quel che dicono. Buona giornata.

  21. Scritto da Tiberio Cron

    In una trasmissione di qualche mese fa un ospite ha riportato una considerazione dell’ex presidente cecoslovacco Havel secondo cui il comunismo ha fallito perché pur dimostrando una grande capacità nell’equa ditribuzione della ricchezza non è stato capace di produrla, ma il capitalismo fallirà anche lui perché pur sapendo produrre tanta ricchezza non ha saputo distribuirla opportunamente. Penso che i nodi stiano venendo al pettine e che dobbiamo aspettarci grandi cambiamenti perché così non va.

  22. Scritto da alberto pezzotta

    Ho sentito dire in radio che gli evasori fiscali in Italia sono il 25 per cento del totale votante. Forse è per questo che in Italia l’evasione fiscale non diventerà mai un reato penale? Io dico di sì.

  23. Scritto da il giudice

    Concordo, un po come certi medici che fanno le fusa alle industrie farmaceutiche a discapito dei pazienti.

  24. Scritto da Danton

    Lidia #22 , prima ancora di quello che dice è un problema di …. italiani. La parte più drammatica è che questa classe di governo è stata votata quando era evidentissimo che era una cosa indecente