Quantcast
Atalanta penalizzata, quella volta nel 1958 - BergamoNews
Il precedente

Atalanta penalizzata, quella volta nel 1958

All'epoca i nerazzurri furono retrocessi per l' "Affare Azzini", ma vennero scagionati tempo dopo quando oramai aveva gi?? riconquistato, sul campo, la serie A.

L’Atalanta nei guai per illecito sportivo. Non è la prima volta che la Dea si vede costretta a ripartire da una penalizzazione decisa dalla Federazione; in un caso, nel lontano 1958, i nerazzurri furono mandati in serie B per il cosiddetto “affare Azzini”.
Il 30 marzo 1958 si gioca Padova-Atalanta con in bergamaschi invischiati nella lotta per non retrocedere ed in Veneto la squadra di Adamek deve centrare una vittoria per mantenere vive le speranze di rimanere in A. Impresa titanica considerato che i biancorossi arrivano da una serie positiva casalinga che dura da inizio campionato (a fine stagione l’11 di Nereo Rocco conquisterà uno storico terzo posto); impresa che però i nerazzurri centrano con un rotondo 3-0 all’Euganeo grazie alle reti di Ronzon e Zavaglio (doppietta) che sfrutta strafalcioni difensivi di Giovanni Azzini, difensore del Padova.
L’esito del match scatena le proteste della Sampdoria, anch’essa agonizzante nelle zone basse della classifica, che accusa Azzini (nella foto) di aver venduto la partita dietro la testimonianza dell’ex fidanzata del difensore padovano, Silveria Marchesini. La ragazza racconta che l’esito della gara era stato concordato decisa qualche giorno prima dallo sposimante con Bepi Casari (ex portierone dell’Atalanta, all’epoca ritirato da un paio di anni, ma con contatti ancora in società) con la regia di due faccendieri e mercanti di partite, Eugenio Gaggiotti e Pietro Torosani (quest’ultimo confermerà il tutto).
La Figc apre l’inchiesta e la commissione, al processo sportivo, conferma l’accomodamento del match, condannando l’Atalanta alla retrocessione in B (avrebbe dovuto invece giocare lo spareggio per rimanere in A) e squalificando a vita Azzini che durante il dibattimento si era sempre difeso: la Marchesini dice falsità e lo fa per vendetta amorosa.
Nel novembre 1959, dietro ricorso del giocatore dei veneti, l’inchiesta è riaperta e viene a galla la verità e cioè che in Padova-Atalanta non avvenne nessuna combine riabilitando il nome dei nerazzurri che nel frattempo erano già tornati in A vincendo il campionato cadetto.
 

Vuoi leggere Bergamonews senza pubblicità?
Iscriviti a Friends! la nuova Community di Bergamonews punto d’incontro tra lettori, redazione e realtà culturali e commerciali del territorio.
L'abbonamento annuale offre numerose opportunità, convenzioni e sconti con più di 120 Partner e il 10% della quota di iscrizione sarà devoluta in beneficenza.
Scopri di più, diventiamo Amici!
Più informazioni
commenta

NEWSLETTER

Notizie e approfondimenti quotidiani sulla tua città.

ISCRIVITI