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Un libro per l’estate, scelta difficile tra Vargas Llosa e Gimenez

Marco Brembilla partecipa all'iniziativa di suggerire una lettura per le vacanze. "Nella difficile scelta di segnalare un libro o l???altro, li segnalo entrambi perch?? belli e agli antipodi".

Nella difficile scelta di segnalare un libro o l’altro, li segnalo entrambi perché belli e agli antipodi sia nella scrittura che nelle storie raccontate.

Il primo è “Il sogno del celta” di Mario Vargas Llosa (Einaudi). In questo nuovo romanzo il premio Nobel per la letteratura affronta un tema difficile narrando la vita vera di Roger Casement. Irlandese, nato nel 1864, Casement indaga per conto della corona inglese sugli orrori perpetrati ai danni degli indigeni per la produzione del caucciù, primo olocausto della storia moderna, nel Congo belga e nella foresta amazzonica tra Perù, Colombia e Brasile. I suoi dossier fanno il giro del mondo procurandogli una vasta notorietà e la riconoscenza dell’impero britannico.
In queste sue indagini, Casement riscopre l’animo nazionalista irlandese nella lotta per l’indipendenza dall’Inghilterra, sino a tentare una cospirazione della Germania. Arrestato nel 1916, inizia una campagna di discredito nei suoi confronti sfruttando i diari (forse un falso dell’Intelligence, forse no) nei quali emerge la sua inclinazione sessuale (vera o falsa?). Condannato a morte, nonostante gli appelli di Conan-Doyle, Bernard Shaw e tanti altri tra cui pare addirittura il Presidente degli Stati Uniti, viene giustiziato.
In questo romanzo, alternando i capitoli del presente (la permanenza in carcere in attesa del giudizio) al passato (la sua lotta contro lo sfruttamento degli indigeni), Vargas Llosa ci offre un’ulteriore prova del suo talento letterario. La storia narrata con grande intensità, unita alla splendida scrittura dell’autore ci permette di conoscere situazioni storiche senza abbandonare la caratteristica propria del romanzo.

Il secondo libro, che sto leggendo proprio in questi giorni, è “Dove nessuno ti troverà” di Alicia Gimenez-Bartlett (Sellerio). A due anni dal suo ultimo romanzo, la scrittrice che ha creato il personaggio dell’ispettrice Petra Delicado, torna ai suoi affezionatissimi lettori non con una nuova avventura dell’ispettrice e del fido vice Fermìn, ma con un romanzo sulla storia o leggenda della Pastora, personaggio che per certi versi ricorda il nostro Pacì Paciana della Val Brembana.
La storia si svolge negli anni cinquanta, al termine della guerra civile spagnola, nel pieno della dittatura franchista. Lucien Nourissier, psichiatra francese contatta Carlos Infante, giornalista spagnolo che ha scritto un articolo sulla Pastora e gli chiede di accompagnarlo in un viaggio nei luoghi impervi e ostili tra la Catalogna e l’Aragona; indagando su questo personaggio donna e uomo, partigiana e bandito, accusata di ogni delitto e ricercata con ferocia dalla Guardia Civil. La speranza del professore francese è di incontrare la Pastora, studiarne i comportamenti, tra mille difficoltà e reticenze degli abitanti, nel racconto di una Spagna terrorizzata dal franchismo, che ha vissuto i drammi e i lutti della guerra civile.
Certo, ci manca Petra Delicado, ma in questo romanzo Alicia Gimenez-Bartlett è come sempre straordinaria, ironica e sottile com’è nella vita di tutti i giorni, come l’abbiamo vista e sentita due anni fa al Festival della letteratura di Mantova.
Non vi dico (anche perché non lo so) se troveranno la mitica Pastora, certo è che questo romanzo ci regala momenti d’intensa drammaticità alternati all’ilarità cui ci ha abituato la scrittrice spagnola.

Buona lettura,
Marco Brembilla

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Commenti

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  1. Scritto da kappero

    per curiosa: magari leggessero e segnalassero libri anche quelli della lega e del pdl!

  2. Scritto da curiosa

    dopo elisabetta olivari, marco brembilla. al pd leggono libri. che bello. ma sanno fare politica o sono troppo distratti dalle letture?

  3. Scritto da dp

    Aggiungo una segnalazione.
    “Prestiti scaduti”, l’ultimissima pubblicazione di P. Markaris, giallista greco.Protagonista, ancora, il commissario Charitos.Ambientato nella grecia della crisi attuale,vede contrapposti gli interessi(e non solo)dei cittadini comuni a quelli della finanza internazionale. Ma anche, mi vien da dire, “greci italiani una faccia una razza”. Appassionante, istruttivo ed attualissimo. Cita da B.Brecht “cos’è una rapina in banca paragonata alla fondazione delle banche?” :)