“Autostrade bergamasche, infrastrutture utili?”
Legambiente critica doppioni, sprechi e progetti impattanti sul territorio ed indica gli interventi per una mobilit?? efficiente e sostenibile.
A pochi giorni dalla pubblicazione del progetto preliminare per il collegamento autostradale tra Dalmine, Osio Sotto e Treviglio, presentato da “Autostrade Bergamasche” interviene Legambiente Bergamo. L’associazione ambientalista evidenzia alcuni dubbi sulla reale utilità dell’infrastruttura per soddisfare, o anche al solo migliorare, l’esigenza del cittadino di potersi spostare in modo facile, economico e sicuro.
" Due sono le maggiori perplessità legate al progetto di “Autostrade Bergamasche” scrive Legambiente:
1. È un’infrastruttura autostradale a pagamento. Non si può ignorare il fatto che collegando il casello di Dalmine con il nuovo casello di Osio Sotto, capolinea della pedemontana lombarda, si crei di fatto un doppione dell’attuale autostrada A4. Recentemente proprio la A4 è stata ampliata e resa a 4 corsie per ogni senso di marcia. Ci chiediamo quale sarebbe l’utilità di un tale collegamento. A nostro parere non porterebbe benefici reali sull’area Dalmine Zingonia. Gli abitanti della zona non la utilizzerebbero per gli spostamenti quotidiani e il traffico in transito non avrebbe motivi per preferirla all’attuale A4, anch’essa a pagamento.
2. Il tratto che collegherà Osio Sotto con la Bre.Be.Mi. a Treviglio è esattamente una copia della tangenziale est esterna milanese Teem che collegherà Bre.Be.Mi. e A4. È di qualche giorno fa l’annuncio che tale opera è stata finanziata dal CIPE. Ma la differenza è sostanziale: La Teem sarà gratuita, mentre il collegamento realizzato da “Autostrade Bergamasche” sarà a pagamento.
Un sistema di mobilità efficiente ed efficace è indice del benessere dei cittadini e della qualità effettiva della loro esistenza. Una delle esigenze più sentite nella società moderna è di potersi muovere sul territorio riducendo, però, sia l’inquinamento prodotto e respirato, sia il tempo trascorso in automobile, con il relativo stress dovuto al traffico delle nostre metropoli".
“Visto l’impatto ambientale e le risorse economiche impegnate – sostiene Paolo Longaretti, membro del direttivo di Legambiente Bergamo – sarebbe più opportuno investire gli stessi mezzi in opere meno appariscenti, ma più utili a risolvere le molteplici criticità del traffico locale che affliggono i centri della nostra provincia”.

