BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Deregulation e crisi: piccoli negozi soffocano

Gli affari risultano ancora in calo nell'ultimo trimestre. In questo scenario appare "dannosa la liberalizzazione totale delle aperture introdotta dal governo".

Lo stato di salute del commercio continua a preoccupare. Come risulta anche dall’ultima analisi
congiunturale della Camera di Commercio, le vendite al dettaglio in Bergamasca registrano ancora un marcato segno negativo. La flessione si registra nel comparto alimentare (-7,7%), ma anche nel settore non alimentare (-2,4%). Uno scenario che riflette la crisi delle famiglie e la perdita del loro potere d’acquisto.
A complicare ulteriormente questo quadro, spiega Confesercenti Bergamo, contribuirà la decisione del governo di liberalizzare totalmente gli orari e le giornate d’apertura degli esercizi commerciali nelle località turistiche e nelle città d’arte, 365 giorni l’anno e 24 ore su 24, festivi compresi. Una deregulation selvaggia che entrerà in vigore il 1° gennaio 2012 e che finirà per favorire ancora una volta la grande distribuzione, senza reali benefici per i consumatori.
L’unico effetto sarà infatti quello di depauperare ancora di più il tessuto economico urbano, trasferendo alla grande distribuzione importanti quote di consumi, con il risultato di aggravare la crisi del settore e favorire di conseguenza il triste fenomeno delle saracinesche abbassate, sempre più numerose anche a Bergamo e in provincia. Una tendenza negativa che riflette quella nazionale: secondo una stima di Confesercenti nazionale, la liberalizzazione potrebbe provocare in un triennio la chiusura di 30 mila esercizi su tutto il territorio.
“La deregulation delle aperture non è certamente la via per risolvere i problemi del commercio di vicinato – spiega Giorgio Ambrosioni, presidente di Confesercenti Bergamo – Per questo noi ci opporremo all’entrata in vigore delle nuove norme, chiedendo alla giunta regionale di approvare ordini del giorno tesi a contrastare un provvedimento così dannoso per la sopravvivenza delle nostre botteghe”.
I piccoli negozi, ribadisce Confesercenti, mantengono una funzione sociale importantissima, contribuendo alla vitalità dei centri storici e dei quartieri periferici. Inoltre, svolgono un servizio essenziale per le categorie deboli, che hanno la necessità di poter fare la spesa sotto casa.
“Il commercio di vicinato merita maggior sostegno e attenzione, oltre ad azioni mirate e concrete –
continua Ambrosioni – L’istituzione dei Distretti è un primo passo nella giusta direzione, che però rischia di venir vanificato da provvedimenti erroneamente valutati come liberalizzatori. In realtà si finisce solo per penalizzare le piccole imprese, che al pari delle famiglie sono sempre più schiacciate dal perdurare della crisi. E’ il momento di chiedere anche ad altri i necessari sacrifici. La nostra categoria ne ha già sopportati a sufficienza”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Paolo Comi

    Alt,scusate ma forse la memoria vi gioca un brutto scherzo.Chi ha liberalizzato le licenze e lasciato libero sfogo ai centri commerciali è stato il Sig. Bersani(PD).Prima di questa liberalizzazione per aprire una attività si doveva superare un esame alla Camera di Commercio quindi recarsi in Comune e verificare se nella zona si potesse aprire una certa attività perché c’erano dei mt quadrati predisposti.Tutto saltato e queste sono le conseguenze.

  2. Scritto da E.O.

    Piccoli negozi? SVEGLIA!!!!!!!!!! il mondo non si ferma per voi. Se avete una funziona sociale, la società non vi espelle. Svegliativi e organizzatevi. Che non significa sindacalizzatevi!! Leggete i titoli di ogni anno in tema di saldi sui quotidiani: ma quando mai siete soddisfatti? MAI! Una proposta: perchè non cambiate gli orari di apertura? siete aperti quando la gente lavora e chiudete quando la gente si libera dal lavoro. Non è il caso di pensareci??

  3. Scritto da il giudice

    La confesercenti e seguaci non ha mai capito nulla di commercio e ogni loro sortita è comica. Al giorno d’oggi i benestanti vanno nel negozietto sotto casa e acquistano con comodo ottima merce al giusto prezzo, mentre il furbo popolino fa 125 km per comperare merce proveniente da chissà quale pianeta, importante che ci sia la raccolta punti per avere un dentifricio in omaggio. Più supermercati costruiscono e più il divario qualitativo con i negozi si apre.

  4. Scritto da lisa

    Se non ci fossero stati i centri commerciali
    ci avrebbero mangiati vivi
    i negozianti del mio paese hanno fattu tutti i soldi e immobili
    adesso e’ girato il vento come e’ girato per tutti
    io sono un commerciante (no alimentare) e da anni
    lotto senza piangere con nessuno

  5. Scritto da roberta

    E dove sta il problema, scusate?
    Avete scelto il sistema capitalistico del libero mercato, no? Queste ne sono le logiche e prevedibilissime conseguenze.
    Non ci vedo nulla di cui meravigliarsi o stupirsi.

  6. Scritto da madurnokkur

    Confesercenti vuol chiedere alla giunta regionale, la stessa che dà il via libera alla costruzione dei centri commerciali, la tutela dei negozi di vicinato….??? ahahahahahahahahah…!

  7. Scritto da !

    Ambrosioni in questo caso ha ragione. Basta Centri Commerciali! La nostra Provincia ne é gia satura.