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Cinema d’Arte, premio alla carriera per Girone

Il festival si ?? concluso domenica sera con l'omaggio ad Ugo Tognazzi e la consegna dell'Award al popolare attore italiano.

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Si è conclusa sabato 23 luglio la decima edizione del festival internazionale del Cinema d’Arte. Hanno contribuito al buon esito di questa X edizione il suggestivo e intimo contesto del Chiostro del Seminarino, ma anche l’affetto del pubblico, che ha assistito con favore alla celebrazione della Cerimonia di Premiazione.
Sul palco, Luca Viscardi ha introdotto la serata dando il benvenuto al pubblico e ringraziando tutti i partner che hanno sostenuto la manifestazione e, con il Direttore Artistico del Festival, Enzo Sallustro, ha lanciato un filmato rappresentativo di tutte le dieci edizioni della kermesse.
Si è giunti così all’attesa cerimonia di premiazione, che ha visto sul gradino più alto del podio per la categoria Art Lab “Metachaos” di Alessandro Bavari, una visionaria opera sperimentale che ha conquistato la giuria per le tecniche utilizzate e la capacità di evocare mondi apocalittici.
Sempre per la categoria Art Lab, “Adamha” di Mashaallah Mohammadi ha ricevuto il premio speciale per l’animazione, conferito per la semplicità del disegno con cui il regista trasmette il senso di distacco della società contemporanea, mentre “Amourette” di Maja Gehrig, premio speciale per l’originalità, è stato premiato per l’ironia e la poesia con cui la regista esplora un tema apparentemente scabroso come il sesso.
Nella categoria Cinema d’Arte il premio speciale per la regia è andato a “La classe docente va in paradiso” di Valentina Giordano, un documentario essenziale in bianco e nero che indaga sulla situazione degli insegnanti precari nella realtà milanese. “Foradar l’instant” della spagnola Elisabet Prandi –un’opera che mostra come il meticoloso lavoro di realizzazione di un’opera d’arte diventa esso stesso arte- si è invece aggiudicato il premio come miglior documentario, mentre il vincitore assoluto della categoria è stato Raffaele Buranelli con “Salomè – una storia”: un viaggio attraverso il tempo e i diversi mezzi di comunicazione, un’opera caratterizzata da una grande cura estetica e un’ottima interpretazione dell’attrice protagonista che, con uno stile narrativo moderno e originale, riesce a far interagire diverse forme d’arte senza prenderle troppo sul serio.
Dopo la cerimonia è stata la volta dell’ultimo atteso evento dell’edizione 2011 del Festival: il conferimento dell’Award alla Carriera a Remo Girone. Guidato dalle domande di Enzo Sallustro e Luca Cavadini, l’attore ha intrattenuto brillantemente il pubblico raccontando divertenti aneddoti della sua carriera, incontri, momenti di vita personale, in una piacevole conversazione che ha rivelato sia il professionista che l’uomo. Accompagnato dalla moglie e attrice Victoria Zinny, Girone ha ricevuto il premio “Le Mura d’Oro” da Roberto Gualdi, Direttore Generale del Festival, mostrandosi profondamente grato per il riconoscimento ricevuto per essere uno degli attori più convincenti e versatili del panorama italiano, capace di passare con disinvoltura dalla televisione, al teatro, al cinema, ispirato dai personaggi che interpreta e padrone delle sceneggiature che nel corso della carriera ha aiutato a trasformarsi in grandi opere.
Il Festival si è concluso come era stato inaugurato, nel segno del cinema italiano: l’omaggio a Ugo Tognazzi della prima sera e l’Award alla Carriera a Girone hanno tessuto la trama di una manifestazione di respiro internazionale, con opere in concorso giunte da tutto il mondo.
L’appuntamento è per il 2012, per un Festival internazionale del cinema d’Arte sempre più all’insegna dello spettacolo, dell’arte e della cultura.
 

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