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Minori maltrattati: chiudono le comunit?? “Tagliano i fondi sulla pelle dei pi?? deboli”

Due su quattro hanno chiuso nella Bassa. I tagli nei bilanci dei Comuni mettono a repentaglio il recupero di minori con disagi.

Hanno preso carta e penna. Perché se c’è chi la manovra la scrive nero su bianco, c’è anche chi subisce e si trova a difendere il proprio lavoro, che è un po’ come difendere la propria esistenza.
E così gli operatori della cooperativa Sirio di Treviglio hanno scritto una lettera a Bergamonews.
La cooperativa, costituita nel 1998 e che prende il nome da Sirio,  la stella più piccola del cielo ma che brilla di luce propria, si occupa di minori abusate, di donne maltrattate e di un asilo nido aziendale a Treviglio. Non hanno mai chiesto visibilità, nemmeno la cercano, però ora rischiano di diventare una riserva indiana. Infatti, dopo la chiusura della comunità per il recupero di minori “Il decollo” a Romano di Lombardia e la prossima chiusura della Portaluppi, due delle quattro comunità della Bassa, alla Sirio riflettono sul senso del loro operato.
“Di fronte ai tagli della Finanziaria e alle poche risorse che si ritrovano le amministrazioni comunali ci chiediamo se i minori sono solamente un numero per far quadrare i conti – afferma Cinzia Mancadori –. I Comuni di fronte ai magri bilanci si ritrovano ad annullare un progetto, che solitamente è di due anni, e riportano i minori nella situazione dalla quale sono fuggiti, senza un minino di progettualità per un reinserimento graduale in famiglia. Se esiste una tutela dei minori, significa che c’è un diritto. Invece i Comuni si trovano a sospendere un progetto di tutela non rispettando di fatto la sentenza di un tribunale. Tutto questo per seguire le regole di bilancio”.
“E le altre regole? – chiede Antonio Ciocca –. Siamo di fatto una società che sta mercificando tutto, anche il recupero di un minore viene meno pur di far quadrare i conti”.
Non c’è delusione nelle parole dei 30 educatori della cooperativa Sirio, dieci di loro si occupano dello sportello per le donne maltrattate, sette sono imoegnati nell’asilo nido aziendale "Bimbolandia, e infine tredici seguono le nove minori – con un’età che va dai 13 ai 18 anni – della comunità residenziale di via Fasanini. Un appartamento in un residence, a piano terra.. 
“La più grande difficoltà è insegnare la normalità a queste ragazze, quindi anche un alloggio in una palazzina vuole proprio facilitare la loro integrazione – afferma Paolo Bresciani –. Da noi arrivano ragazze che stanno male, che hanno subito violenze, che bisogno accompagnare in un’età tra le più difficili perché ritrovino la serenità”.
Una ospite può arrivare a costare circa 30mila euro all’anno per le casse di un Comune.
“Può sembrare una cifra cospicua, ma se si pensa che offriamo e garantiamo tutto alle ragazze, anche le spese sanitarie, è facile fare i conti e comprendere che non è una cifra fuori dall’ordinario” ammettono gli educatori. Quest’anno la cooperativa chiuderà con un bilancio in rosso, le spese si sono fatte sentire anche per questa comunità che, di fronte alle difficoltà econominche, non recede dal suo obiettivo.
“Chi fa l’educatore sa che le ore impegnate sono molte più di quelle realmente pagate" confida Dania Lera. "A Bergamo sono stati anche aperti molti corsi di laurea, anche specialistiche, per il settore sociale – aggiunge Andjela Martinovic – ma sarebbe bello e coraggioso che docenti e amministratori ammettessero davanti a quegli studenti: questa materia rimarrà tutta sulla carta, perché per il futuro abbiamo deciso di tagliare sul sociale. Per il vostro futuro abbiamo deciso di tagliare su sussidiarietà e solidarietà”.
 Essere educatori significa appartenere ad una categoria che non ha un albo e per la quale i contratti nazionali possono aspettare anche sette anni prima di essere rinnovati. L’ultimo esempio? Nel 2008 è stato rinnovato il contratto del 2001. E per racimolare fondi si deve bussare ai bandi di Bruxelles, non ci sono enti intermedi che facilitino le operazioni.
 “È la mancanza di prospettive che preoccupa – conclude Federico Secchi –. Lasciare in balia una minore con problemi oggi significa averla alla porta con altri problemi e qualche figlio a carico fra qualche anno. È così difficile investire per creare una società più serena?”

Commenti

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  1. Scritto da Alex

    Che vergogna, invece di tirare le bombe aiutiamo i nostri cittadini più sfortunati, siamo il paese che investe meno in europa per i disabili psicofisici. Brutto segno…..

  2. Scritto da CHE SCHIFO

    DISUMANI AL PUNTO GIUSTO…IMPORTANTI RIMANGONO GRANDI E SOSPETTOSE OPERE..NUOVO OSPEDALE AD ESEMPIO CON TUTTE LE MANFRINE SOTTOSTANTI…

  3. Scritto da silvio

    Non ci posso credere, e non tassano gli speculatori? Basta, sono oltre la decenza.

  4. Scritto da stefano rossi

    Vergognoso se si buttassero via meno soldi per opere inutili o i grandi imprenditori donassero piu’ soldi a queste associazioni che lavorano tantissimo invece di buttare via soldi con sponsorizzazioni a dir poco strane magari qualcosina andrebbe meglio noooo????

  5. Scritto da marilena

    in quest lettera si fa un riferimento preciso ai mancati sussidi da parte dei comuni e io mi chiedo come il nuovo sindaco di treviglio cattolico praticante ciellino possa sentirsi a posto con la coscienza. Mi dispiace tanto per la situazione di questa comunità e spero che qualcuno si faccia avanti, basterebbe una minima parte dell’8per mille che si becca il vaticano per risolvere la situazione.

  6. Scritto da Teo

    Ma non avete ancora capito che CL non ha niente a che vedere con Cristo? E’ un derivato della ex DC che sfruttando il cattolicesimo ne approfitta per avere cadreghini vari e agevolazzioni: vi pare che Formigoni, ciellino d’eccellenza, si stia comportando da cristiano? Ma Và! E al governo vi sembra che Rotondi che spudoratamente si dice cristiano lo sia veramente quando va in tv a dire che poverino con 12000 euro/mese non ce la fa a vivere?