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Legge anti kebab, Belotti: “Non ?? propaganda”

L'assessore regionale Daniele Belotti torna sul nuovo regolamento approvato da Palafrizzoni che impedir?? a negozi etnici di aprire nel centro storico della citt??.

L’assessore regionale Daniele Belotti torna sul nuovo regolamento approvato da Palafrizzoni che impedirà a negozi etnici di aprire nel centro storico della città.

Sono molto soddisfatto – commenta Daniele Belotti, Assessore regionale al Territorio ed Urbanistica e consigliere comunale di Bergamo – per l’approvazione da parte del consiglio comunale di Bergamo di una norma che rappresenta il primo passo per la tutela, dal punto di vista commerciale, degli esercizi storici nei borghi antichi e in città alta.
È una norma che ho sempre avuto molto a cuore – spiega Daniele Belotti : da consigliere regionale ero riuscito a far approvare degli emendamenti che andavano in tal senso nella legge sul commercio e da assessore, nello scorso mese di febbraio, attraverso una modifica alla legge 12/2005, sono riuscito ad offrire ai comuni uno strumento in grado di consentire loro di salvaguardare i propri borghi storici.
A differenza di quanto sostenuto dalla sinistra – continua l’Assessore regionale – la norma approvata ieri non è assolutamente una norma di propaganda leghista. Al contrario. Basti pensare – e non ho alcuna difficoltà ad ammetterlo – che per questa norma si è preso esempio dalla legge sul commercio della Regione Toscana, la quale all’art. 98 prevede che “Al fine di valorizzare e tutelare aree di particolare interesse del proprio territorio, i comuni possono sottoporre l’attività commerciale a particolari limitazioni e prescrizioni, anche individuando attività o merceologie incompatibili con le esigenze di tutela e con la natura delle aree” e da regolamenti adottati a Pistoia, Siena, Firenze e Venezia, tutte realtà che non mi risultano essere a guida leghista. In queste città, guidate da giunte di centro sinistra, è stata vietata, ma senza le polemiche viste a Bergamo – l’apertura di kebab, phone center e di tutte quelle attività ritenute incompatibili con i centri storici.
Ancora una volta, purtroppo – sottolinea Daniele Belotti – non si può non rilevare come l’opposizione guardi più al proponente della norma piuttosto che al suo contenuto.
L’illegittimità della norma paventata dalla sinistra è tanto pretestuosa quanto infondata, tanto che mi piacerebbe mi venisse spiegato per quale motivo un provvedimento di questo genere a Bergamo viene considerato illegittimo, mentre lo stesso identico provvedimento adottato a Siena, Firenze, Pistoia o Venezia viene invece considerato un “pregevole strumento per tutelare la storia e la cultura delle città”.
Città alta e i borghi meritano ogni forma di tutela, una tutela che non può limitarsi solo, come è avvenuto finora, all’aspetto esteriore dei locali (tende parasole, tavolini, insegne…), ma che deve riferirsi anche al tipo di attività svolta.
A chi definisce discriminatoria questa norma – conclude l’Assessore Daniele Belotti – chiedo che tipo di discriminazione possa esserci nel vietare l’apertura di distributori automatici, di fast food o di sexi shop.
La domanda, a mio parere retorica, che ogni bergamasco che ha a cuore la propria città si dovrebbe porre è: come sarebbe Piazza Vecchia con un ristorante cinese al posto della Taverna del Colleoni, un Mc Donald’s al posto del ristorante San Michele, un phone center al posto della sartoria, un distributore automatico al posto della gelateria e un sexi shop o un kebab al posto del Caffè del Tasso? Sarebbe più bella o sarebbe più brutta?

Commenti

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  1. Scritto da mic

    ha ragione Belotti,non è propaganda … è provincialismo bello e buono !

  2. Scritto da e vai di polenta

    E vai di polenta, con il granoturco che è arrivato dal Centro America dopo la scoperta di Cristoforo Colombo. E che provocava la pellagra a causa della sua scarsità di vitamine.

  3. Scritto da l'orso orobico

    non condivido sia che sia stata a fatta a siena che a bergamo non è questione di tutela ma di diritti ad aprire una qualsiasi attività (compatibile con la zona nel senso se industriale artigianale etc) ) in qualsiasi luogo.. se una fa richiesta di aprire una piadineria allora per questa legge non potrebbe aprirla in città alta, non è un prodotto compatibile con il territorio così per la pizzeria visto che è originaria di napoli.. buffonate!!

  4. Scritto da sergio

    prima ci strappano i capelli dalla testa con tasse e accise nazionaliste e federaliste e poi ci alleviano il dolore con la gioia e l’orgoglio di essere e restare polentoni incalliti…se questo è lo scambio, allora abbassate le tasse e fate aprire i negozi stranieri…..

  5. Scritto da ma chi potrà tenere aperto ?^

    Bravo Belotti: basta con chi vende piadine ( che non sono bergamasche), la pizza ( che non è bergamasca) i vini francesi (che non sono bergamaschi), l’uva argentina ( che non è bergamasca) le pesche spagnole ( che non sono bergamasche), le mele trentine (che non sono bergamasche), i kiwi israeliani ( che non sono bergamaschi), la carne argentina ( che non è bergamasca)ecc, ecc… Praticamente devono chiudere tutti !

  6. Scritto da MOVIMENTO DI LIBERAZIONE DELLA GIOPPINIA

    @19 l’unica ristorazione auspicabile che ha il diritto di restare è a base di CACHI anzi CACHI PADANI e visto che si parlava di bandiere io nell’araldica padana inserirei la figura del CACO accomunata a quella del GIOPPINO che assieme sarebbero il biglietto da visita più indicato.
    Libera Gioppinia
    Gioppinia libera

  7. Scritto da Proibizionismo becero!!???

    MI scusi Sig. Belotti ma proposte un pò più serie?……siamo ridotti male!

  8. Scritto da gigi

    Meglio un sexy shop!

  9. Scritto da shaktar

    Legge sacrosanta,bravo belotti!i patetici sono i sinistri mondialisti innamorati dei marocchi.Non censuratemi come fate di solito.Grazie.

  10. Scritto da Marco Brembilla

    Belotti non dice ovviamente che il PGT prevedeva già questa tutela, cita casi ecclatanti ma intanto tutto è rinviato alla modifica del Regolamento del commercio che nessuno ha visto e, verosimilmente, manco esiste. Vorrò proprio vedere cosa si vieterà e cosa no.
    Citare altre città, anche di centrosinistra, togliendole dal contesto in cui le scelte sono maturate non significa nulla. Comunque aspettiamo questo benedetto regolamento e forse ci capiremo di più.

  11. Scritto da ureidacan

    Cosa significa tutelare un’area di rilevante interesse storico? Offendono “il rilevante interesse storico” gli eventuali kebab (che non esistono in città alta) e non i vari negozi di Benetton, Foot Locker o le numerose rosticcerie di pizze da asporto?

  12. Scritto da Anna

    Bravo sig. Daniele, approvo e sono contenta insieme a Lei di quanto fatto per tutelare la nostra cara Città Alta ( e di quanto farà in seguito circa questo tema).
    Provvedimento indispensabile per mantenere nel tempo le nostre radici e le nostre tradizioni.
    L’opposizione non è contenta? Pace, dà sempre fastidio quando qualcuno raggiunge giusti obiettivi che sono sfuggiti ai propri occhi.
    Io come cittadina lo sono e molto, così come chi ha a cuore Bergamo.
    Grazie sig.assessore.

  13. Scritto da Andrea

    ahhh bhe…si è importante vietare i kebab…perchè invece non si interessa della questione ospedale??? eh?? su forza un po’ di risposte assessore!

  14. Scritto da gigi

    ma allora permettete solo prodotti tipici bergamaschi, ma comunque non c’è problema. Io da bergamasco vero li mangio sono buoni e non mi faccio problemi, anzi da oggi li mangio più volentieri.

  15. Scritto da san belotti

    Belotti, tu che sei un tipo che ci tieni alla tipicità bergamasca vorrei segnalarti che a Lallio Verdello c’è pieno di trans brasiliani, e prostitute rumene (che non sono male) non potresti fare qualcosa per mettere ordine?

  16. Scritto da a

    E’ come se fuori dall’Italia facessero una legge anti-pizza. Assurdi. Insomma per difendere le nostre radici non ci rimane altro che la polenta… che tristezza.

  17. Scritto da disobbedire sempre

    gente comprate il kebab e andiamo a mangiarlo in citta alta

  18. Scritto da corrado

    Belotti: sei una persona ridicola

  19. Scritto da MaLo

    Belotti si preoccupa dei kebab. Vorrei sapere il suo parere sull’ospedale, la finanziaria, i vari inquisiti, a tal proposito Penati si è dimesso.

  20. Scritto da Rebi

    forse invece di divieti sarebbe opportuno pensare al perchè i negozi tipici spariscono e al loro posto aprono fast food e quindi agire sulle cause… forse sarebbero più opportune azioni di supporto al reddito (redistributive!) e di educazion/sensibilizzazione ai consumo..

  21. Scritto da la belota

    E con questi “editti” Bergamo vorrebbe diventare la capitale della cultura?
    Poveri noi………………..

  22. Scritto da maximo

    Caro Belotti, non stavamo più nella pelle attendevamo questa legge anti-kebab, grazie per questo regolamento che cambierà e difenderà le nostre tradizioni. Attendiamo con ansia un decreto che vi spedisca a casa il più presto possibile, siete patetici.