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Stop agli aumenti dei generici fino al 30 settembre

La Regione ha deciso di accollarsi la differenza di prezzo di otto medicinali affinch?? non continuasse a ricadere sui cittadini.

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Fino al 30 settembre i cittadini potranno tornare ad acquistare al prezzo di prima alcuni farmaci equivalenti (cioè con il brevetto scaduto), generici ma non solo, che nelle scorse settimane venivano fatti pagare di più.
La Regione – approvando una delibera proposta dall’assessore alla Sanità Luciano Bresciani – ha deciso di accollarsi la differenza di prezzo di otto medicinali in particolare, evitando quindi che essa continuasse a ricadere sui cittadini come era accaduto nell’ultimo periodo.
"Abbiamo deciso – spiega Bresciani – di rinnovare il provvedimento in vigore fino alla fine di maggio, facendo in modo che i cittadini non debbano più pagare nessun sovrapprezzo su alcuni farmaci o utilizzati per patologie importanti come quelle oncologiche o che hanno subito un aumento di prezzo considerevole non ancora rientrato a seguito della decisione di AIFA (Agenzia Italia del Farmaco) dello scorso 8 aprile. Il fatto di dover sopportare maggiori spese, in alcuni casi di notevole entità, rischia infatti di pregiudicare la continuità del trattamento farmacologico soprattutto nei pazienti cronici e in quelli più fragili da un punto di vista socio-economico".

Questi i farmaci per cui Regione Lombardia ha deciso di accollarsi le differenze di prezzo fino al 30 settembre:
– Acido clodronico (osteoporosi);
– Carbamazepina (antiepilettico);
– Ciproterone (carcinoma prostatico);
– Flunisolide (bronchite cronica asmatica);
– Levodopa e Benserazide (morbo di Parkinson);
– Megestrolo (carcinoma mammario);
– Ondansetrone (antinausea per malati tumorali);
– Tamoxifene (carcinoma mammario).

L’aggravio per i cittadini era nato dalla decisione dell’Agenzia Italiana del Farmaco dello scorso 8 aprile – che ha a sua volta applicato una disposizione della Finanziaria (DL 78 del 31 maggio 2010) – di prevedere l’abbassamento, in percentuali variabili dal 10 al 40 per cento, del "prezzo di riferimento" (cioè la quota di rimborso a carico delle casse pubbliche) di circa 4.200 farmaci "fuori brevetto". Alcune aziende farmaceutiche non avevano abbassato di conseguenza il prezzo di vendita al pubblico di questi stessi farmaci, con il risultato che la differenza tra il prezzo di vendita e il "prezzo di riferimento" (cioè il rimborso massimo stabilito da AIFA) è ricaduta sugli assistiti, che hanno dovuto pagarla di tasca propria. In alcuni casi si trattava di pochi centesimi, ma in altri casi anche di somme più consistenti. Dopo alcune settimane il prezzo di molti di questi farmaci è stato poi riallineato, annullando di fatto il sovrapprezzo a carico dei cittadini. Per alcuni medicinali sono invece rimasti a tutt’oggi aumenti anche consistenti. Regione Lombardia ha deciso dunque di intervenire nuovamente su questi otto medicinali, accollandosi i costi in più fino al 30 settembre. La scelta di questo elenco di farmaci è stata determinata dalla gravità e delicatezza delle patologie coinvolte, dalla consistenza degli aumenti di prezzo ancora applicati a questi medicinali o dal fatto che per questi stessi farmaci non è prevista la distribuzione diretta attraverso le strutture territoriali.
 

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Commenti

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  1. Scritto da VOLPE

    LE CIRCOSCRIZIONI DECIDONO ?
    IL COMUNE DECIDE?
    LA PROVINCIA DECIDE?
    LA REGIONE DECIDE?
    LO STATO DECIDE ?
    MA PERCHE’ LORO DECIDONO E NOI PAGHIAMO E NESSUNO SI LAMENTA MAH STRANO STO FATTO NEMMENO LE OPPOSIZIONI SI LAMENTANO???
    CHE VOLPI