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“No all’Inno nazionale: la Lega torna ambigua”

Mirosa Servidati, consigliere provinciale del Partito democratico, stigmatizza la bocciatura della proposta delle minoranze di chiudere l'anno con un omaggio musicale all'unit?? d'Italia.

Mirosa Servidati, consigliere in Provincia a Bergamo per il Partito democratico, stigmatizza la bocciatura della proposta delle minoranze di chiudere l’anno con un omaggio musicale all’unità d’Italia.

Ci risiamo torna l’ambiguità della Lega.
Ieri sera in Consiglio provinciale la Lega ha votato contro la Mozione presentata dalle minoranze in cui si chiedeva di chiudere l’ultima seduta consiliare dell’anno con l’inno nazionale, in omaggio ai 150 anni dell’unità d’Italia e ai comuni valori nazionali che uniscono tutti gli italiani.
Il no della Lega, con un’arrampicata sugli specchi, degna di Simone Moro, del capogruppo Alberto Piccioli Capelli, che cerca, senza convincere, di rileggere la storia nazionale proponendo al posto dell’inno un convegno sulla storia unitaria italiana, esprime in modo plastico la contraddizione di un partito che a Roma governa il Paese e i cui ministri giurano nelle mani del Capo dello Stato e sulla Costituzione e che sul territorio non si riconosce nell’inno nazionale invocando, come è avvenuto a Pontida la secessione.
Questa duplice versione della Lega, contemporaneamente sindacato di territorio e partito romano non regge più, mostra evidenti tutte le contraddizioni e i limiti.
Non si può essere allo stesso tempo a favore e contro.
Finora la Lega ha lucrato sul dire contemporaneamente sì romano e un no padano, ora i problemi drammatici del Paese, la gravissima crisi economica e politica, non lo permettono più.
Se la Lega è il partito di lotta e di territorio, allora lasci Roma, oppure continui a governare, assumendosene la responsabilità, evitando deboli, quanto inefficaci distinguo.

Mirosa Servidati
Consigliere provinciale del Partito democratico

Commenti

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  1. Scritto da alex r.

    riscrivo in maniera più educata, vista la censura operata dalla redazione.
    sig.ra servidati, non condivido le critiche da lei mosse in quanto ritengo che lei in qualità di consigliere provinciale non sia credibile; voglio infatti ricordare che lei nel 2009 scelse di candidarsi in un collegio sicuro della città di bergamo, invece del rischioso collegio di romano di lombardia (di cui è nativa e di cui è stata amministratrice). tanti saluti e cordialità.

  2. Scritto da la Lega che si agita

    la Lega si agita per convicere se stessa e si suoi elettori della esistenza della Lega stessa. Un partito che non ha concluso nulla, dopo dieci anni di governo

  3. Scritto da ALPINO

    x3.Non sono di sinistra ,ma credo che rispetto ad esibizionismo di comodo anche la LEGA non scherza,cioè, quando a Bergamo gli ALPINI sono stati presenti all’Adunata Nazionale nel 2010 ,ho visto e tutti hanno visto i rappresentanti della LEGA festeggiare l’Inno ITALIANO e il Tricolore ,probabilmente x comodità e visibilità,alla faccia della coerenza x cui la LEGA snobba in molti casi puntualmente sia l’Inno Italiano ed è indifferente e nega il Tricolore…MI sembrano furbetti questi Leghisti!?

  4. Scritto da alex r.

    ultima seduta dell’anno? ma cos’è, siamo tornati a scuola? o forse, cara servidati, intendi dire che adesso ti prendi un bel due mesi di vacanze?

  5. Scritto da Cicce Fraina

    E’ abbastanza chiaro che un politico che governa non dovrebbe poter essere nello stesso tempo all’opposizione. Nei gialli l’assassino o il ladro non dovrebbero mai essere dei poliziotti. Ma la lega , da sempre, fa entrambe le cose, con la benedizione di Berlusconi. Per cui quando è girata verso i suoi elettori dice certe cose e viene votata, poi i voti presi li usa per far passare leggi pro berlusconi. Ma allora cosa ci guadagna? chiedetelo al trota, a pirovano e quelli come loro che sono tanti.

  6. Scritto da Giulietta Fumagalli

    Ormai la lega non è più credibile,governa e critica Roma ladrona,è per la legalità ma sostiene l’illegalità che dilaga nel governo.I ministeri al nord , non riconoscere l’inno italiano e la bandiera italiana servono solo come fumo negli occhi per i nostalgici della vecchia lega che non esiste più.

  7. Scritto da pandemonio

    Sono contento che ora anche la sinistra ami la nostra bandiera e il nostro inno, perchè fino a poco tempo fa chi cantava Fratelli D”Italia e sventolava il tricolore veniva tacciato di essere fascista.Come cambiano i tempi!Spero solo che sia finita per sempre l”era della bandiera rossa.

  8. Scritto da marilena

    per 3. attaccare la sinistra a sproposito come fa lei è sintomo di infantilismo.

  9. Scritto da alessia

    per 4 sarà pure infantilismo, ma è la verità. Chi fino a qualche anno fa sputava sul tricolore e si dichiarava internazionalista sono proprio i compagni di sinistra ora reciclatisi in democratici. E chi ha lanciato lo slogan di partito “di lotta e di governo” sono stati nei drammatici anni ’70 quei comunisti che hanno avuto atteggiamenti spesso ambigui con il terrorismo rosso

  10. Scritto da marilena

    all’avvocato difensore di pandemonio: la sinistra ha sempre difeso l’internazionalità e lo fa ancora, sul tricolore non ha mai sputato(forse si confonde con la lega!) e il ’68 è stato un periodo glorioso che ha promosso l’emancipazione dei giovani e soprattutto delle donne. Ora, dopo tanti anni con l’unto da dio, siamo tornati indietro di 40 anni, la cultura è fatta dai corsi di cucina, dalle sudate in palestra, dalla chirurgia plastica e soprattutto da tanto tanto gossip. E le donne sono ./.

  11. Scritto da marilena

    di nuovo a casa perchè mancano il lavoro e i servizi sociali per i bambini. Atteggiamenti ambigui ci sono stati come in altri partiti, ma mai la sinistra è scesa tanto in basso come l’attuale destra sta facendo. In quanto a riciclaggio stiamo assistendo a uno spettacolo vergognoso di persone che per mantenere il cadreghino hanno perso ogni dignità morale ed etica.

  12. Scritto da Meo Bikiko

    @5 Alessia Guardi che il partito comunista in Italia non è mai stato al governo, glielo dice uno che c’era. Quanto alle ambiguità fra terroristi rossi e neri con politici è meglio fare silenzio (anche al giorno d’oggi) specie per quelli neri che vivono felici e dimenticati.