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Tulalip, il social network di Microsoft

I due pulsanti per i collegamenti a Facebook e Twitter indicano, forse, che si tratti di uno strumento diverso, più limitato.

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Lo show è durato poco, ma in tanti lo hanno notato. La homepage del nuovo social network di Microsoft, Tulalip, è apparsa all’indirizzo Socl.com per errore. Venendo poi sostituita subito dopo da un messaggio su fondo bianco a suo modo incredibile: "Grazie per la visita. E’ un progetto interno di Microsoft Research, pubblicato per sbaglio sul web. Non volevamo farlo, davvero". Il danno però è ormai fatto e ovunque si parla del nuovo antagonista di Facebook e Google+ 1.
Guardando la schermata fuggita sulla grande Rete, viene subito in mente sia Windows Mobile 7 2, il sistema operativo per smartphone lanciato dalla multinazionale di Redmond ad ottobre del 2010, che Windows 8 3, pensato invece per pc e tablet. "Trovare quel che ti serve e condividere quel che sai non è mai stato così facile", è scritto in grandi lettere sotto il messaggio di benvenuto. E questo farebbe pensare davvero ad un antagonista dei social network più affermati.
A destra però ci sono anche due pulsanti per i collegamenti a Facebook
e a Twitter. Indicano, forse, che si tratta di uno strumento diverso, più limitato.
Qualcosa che non ha l’ambizione di fare la guerra a Mark Zuckerberg, ma è una sorta di motore di ricerca per social network. O, se si preferisce, il segno dell’alleanza fra Facebook, Twitter e Microsoft ai danni di Google.
Il nome scelto per questa nuova iniziativa, Tulalip, è quello di una tribù di nativi americani che risiedono a ovest dello stato di Washington, non lontano dalla sede principale della Microsoft. Quest’ultima ha comprato il dominio Socl.com il 12 luglio e online c’è chi sostiene che sempre la multinazionale guidata da Steve Ballmer abbia anche acquistato il più immediato e intelligibile Social.com, venduto di recente a una società rimasta anonima per 2.6 milioni di dollari. Quanto basta per rendere l’esistenza di Tulalip possibile, anzi probabile.

(da repubblica.it)
 

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