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Senatori fuorilegge: “I portaborse in nero sono la regola”

La denuncia è del senatore del Pd Paolo Rossi: pur ricevendo i soldi dallo Stato per l'assunzione degli assistenti alcuni parlamentari se li intascano e li fanno lavorare senza contratto

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«Senatore, chi paga questa telefonata?».
«La pagate voi».
La risposta di Paolo Rossi, senatore del Pd, è piena di sarcasmo e anche della voglia di parlare di un argomento che i più, al suo posto, eviterebbero. Nella tempesta scatenata dal blogger Spider Truman (287.750 fan sul profilo facebook in poche ore), che sta svelando, documenti alla mano, i privilegi della casta politica, c’è chi si ripara, chi sta zitto in attesa che arrivi la quiete e chi ,invece, come Rossi, non ha paura di uscire allo scoperto per aggiungere la sua personale denuncia.
Senatore, che cosa pensa di quanto ha scritto Spider Truman sul blog ?
«Alcune cose si sapevano e riguardano una minoranza dei parlamentari, ma ci sono oscenità ben più gravi che andrebbero ricordate».
Ad esempio?
«Quella degli assistenti parlamentari, è una cosa inaccettabile per chi come noi dovrebbe dare l’esempio. Ci sono senatori, almeno il 90 per cento, che per quanto riguarda questo aspetto non sono totalmente in regola. Colleghi che fanno tanti bei discorsi, enunciazioni di principio e poi quando devono assumere l’assistente, che ha un ruolo importante nella vita del parlamentare, lo prendono in nero, senza contratto, pur ricevendo i soldi dallo Stato per farlo, anche se non è obbligatorio prendere l’assistente. Naturalmente quei soldi se li mettono in tasca. E non è una questione di destra o di sinistra. È una questione di onestà».
Lei i suoi li ha assunti?
«Sì, sono due e sono in regola. L’ho fatto attraverso il partito a cui verso 57 mila euro all’anno per il loro stipendio, in questo modo posso dedurre il 19 per cento, recuperando così 10 mila euro. Una sta a Varese e lavora per il partito, l’altro a Roma. Alla fine guadagno 60 mila euro e con questi mi pago tutto il resto: dall’auto blu, cioè il noleggio auto quando sono a Roma, perché alla fine spendi meno che andare in taxi, al soggiorno».
Tutti si concentrano sulla casta dei politici ma nel parlamento gli stipendi d’oro sono la normalità a tutti i livelli. Undicimila euro al mese, come afferma Spider Truman, per i barbieri di Montecitorio è un’esagerazione anche se avessero la lozione magica.
«In una struttura come il senato uno che fa il dirigente guadagna il doppio di un parlamentare e ha più o meno gli stessi privilegi. C’è un apparato che è megagalattico, dove uno che fa il commesso, quindi uno che fa fotocopie e porta in visita i turisti, guadagna tre volte quello che guadagna un insegnante che ha una responsabilità maggiore. Uno che fa il dirigente o il consigliere di commissione si è sistemato per la vita. E’ il sistema che è sbagliato, ma nessuno osa toccarlo e se lo dici, e a me capita spesso,appena ti volti ti riempiono di insulti».
C’è una soluzione a questa situazione?
«Se mille parlamentari erano necessari nel 1970 perché il parlamento rappresentava tutti, da Canicattì a Varese, oggi con le regioni non lo sono più. Occorre una riduzione. Inoltre, si fanno le classifiche sulla produttività dei parlamentari sulla base dei disegni di legge presentati e non sull’effettiva presenza. Io ad esempio ho oltre il 90 % di presenze in Senato ma risulto tra gli ultimi posti in classifica . Eppure mi prendo la briga di leggere tutti i disegni di legge, ma mica li firmo tutti, pur essendo presente. Dovrei farmi furbo?»
L’onorevole Bruno Tabacci, a proposito della svolta politica che c’è stata in Italia, ha detto: “Un giorno le persone perbene si guarderanno in faccia e si riconosceranno”. Lei ha la sensazione che quel giorno sia arrivato anche grazie a Spider Truman e al suo blog?
«La rete è un luogo di grande democrazia. E ricorda a tutti noi che fare il parlamentare è una cosa sacra e quindi ci impone di essere al di sopra di ogni sospetto. Io ho avuto la fortuna di essere eletto e ritengo doveroso essere trasparente non solo nella mia attività parlamentare ma anche per ciò che riguarda i miei beni e lo stile di vita privato. A proposito, il motorino che usa mio figlio è intestato a me ed è stato regolarmente dichiarato».

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