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“Quanto ci costa la propaganda leghista?”

Il consigliere comunale di Bergamo Sergio Gandi porta tre esempi di "scelte amministrative inutili, inefficienti e costose per i cittadini".

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Il consigliere comunale di Bergamo Sergio Gandi (Partito democratico) porta tre esempi di "scelte amministrative inutili, inefficienti e costose per i cittadini".

Da più parti, in questi giorni, si sente parlare dei cosiddetti costi della politica: lo stipendio dei parlamentari, ad esempio, e, a livello locale, il costo di funzionamento di alcune istituzioni, le province su tutte.
Pochi parlano dei costi indotti da scelte amministrative inutili e ineffettive, dettate da ragioni di propaganda e che rimangono sulla carta, non potendo trovare attuazione.
Costi veri, che tutti i cittadini pagano e che nessuno misura.
Tre esempi.
Abbiamo discusso in commissione bilancio delle modifiche che la Lega Nord ha apportato (il PDL ed il Sindaco, anche in città, si limitano a dire di sì) al progetto del civico 33 di via Quarenghi. Nato durante l’amministrazione Bruni con lo scopo di riportare nella via giovani coppie e di articolare diversamente il tessuto sociale, oggi è stato stravolto: le abitazioni sono state dimezzate (e con esse le giovani coppie) e al loro posto arriveranno gli uffici dei lavori pubblici.
L’assessore Facoetti ha dovuto ammettere che le modifiche costeranno un milione di euro e che il contributo regionale si ridurrà di 700 mila euro: un milione e settecentomila euro di perdita secca. E per che cosa? Nessuno lo ha capito. Gli uffici, che porteranno auto senza che vi siano parcheggi, chiuderanno comunque alle cinque del pomeriggio e la via, esattamente come oggi, continuerà a svuotarsi la sera e a mantenere la medesima fisionomia sociale.
A fronte di costi certi (-1.700.000 euro), nessuno è in grado di dire con certezza quali obiettivi saranno così perseguiti.
Il secondo esempio è costituito dalla famigerata ordinanza, sempre di paternità leghista, in tema di prostituzione.
Improvvisamente, alcuni mesi fa, ci viene spiegato che le strade della città sono invase dalle lucciole e che l’unico modo per contrastare il “degrado” è una ordinanza che vieta e sanziona.
Fatto strano, l’ordinanza è a tempo, scade il 30 giugno e una volta scaduta non viene rinnovata.
Evidentemente, il fenomeno che aveva generato un così grande allarme sociale è solo primaverile e cessa d’estate.
Risultato concretamente raggiunto: alcune lucciole straniere (che, come tutti sanno, sono spesso le vittime di un traffico internazionale di ben altre proporzioni) multate i primi giorni di applicazione del provvedimento, nessun cliente colpito e poi l’oblio. Anche in questo caso, dichiarazioni roboanti sui giornali e subito dopo l’ordinanza diviene lettera morta.
Abbiamo chiesto di sapere quanto costa generare questi provvedimenti, in termini di personale a ciò dedicato, per mettere a confronto i benefici ottenuti (nulli) con i costi: nessuno ha risposto.
Infine, l’esempio più eclatante di questi giorni in tema di commercio. In questo caso, l’urgenza è costituita dalla necessità di dare attuazione alle norme pensate in Regione dall’assessore leghista Belotti che, a discapito di tutti i problemi che affliggono il territorio lombardo, ha da tempo una sorta di fissazione: far chiudere i kebab che, a suo dire, costituirebbero una minaccia per Città Alta (ma dove sono, ci chiediamo: l’unico che c’era ha chiuso non riuscendo a sostenere i costi dell’affitto).
Per fare questo si è inventato una norma che, oltre ad essere in contrasto con le regole in tema di commercio, non può essere attuata.
La norma stabilisce che, in alcuni ambiti considerati di pregio, possono essere stabilite le destinazioni commerciali sulla base dei valori architettonici, ambientali e del decoro, del contesto sociale e della salvaguardia della identità e cultura locale.
L’amministrazione cittadina ne ha avviato l’attuazione, creando una situazione paradossale.
Nessun problema sui profili estetici ed architettonici legati al decoro: su questo siamo tutti d’accordo, ma non c’era bisogno di alcuna norma, visto che già oggi, nell’ambito dei contesti più delicati, è necessario avere il via libera di commissione paesaggio e sovrintendenza (così avviene per i dehor).
Diverso è volere stabilire quali attività possano stare in un certo contesto: se la parrucchiera sì e le caramelle no, se la vendita di oggetti etnici no ed i costumi di arlecchino sì.
Questo la legge vigente non lo consente. Chi oggi apre un esercizio di piccole dimensioni (fino a 250 mq) non abbisogna di alcuna autorizzazione, può vendere ciò che vuole e si limita a comunicarlo al comune: è la cosiddetta SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) inventata dal governo amico di Belotti e Tentorio.
Come si concilia questa modalità con la volontà dell’amministrazione di decidere una lista di attività commerciali consentite o meno? Come potranno essere effettuati i controlli, necessariamente dopo l’apertura, liberalizzata, degli esercizi? Chi stabilirà che la vendita di spaghetti o di formaggi francesi è incompatibile con la cultura locale e non può stare in città alta?
Temo che si tratti di problemi irresolubili, rispetto ai quali – se la legislazione nazionale non cambierà – non avremo risposta. Le norme volute da Belotti sono inattuabili.
E intanto, come negli altri casi, tutti noi paghiamo la propaganda leghista sostenendo i costi di interminabili riunioni di commissione e di consiglio comunale e di risorse umane (interi uffici tecnici) impegnate su regolamenti che non possono essere scritti.
Non sono forse anche questi costi improduttivi della politica?
Sergio Gandi
consigliere comunale PD

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Commenti

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  1. Scritto da Fuzzimib

    Oltre che con i costi inutili portati dalla propaganda leghista, un giorno purtroppo dovremo anche fare i conti con i disastri causati dal finto riformismo padano, che in realtà ci ha portati fino al punto più basso della democrazia italiana. Rivoluzionari (per finta) nelle valli, compagni di merende a Roma di personaggi come Cosentino e Papa.
    Un nemico lo combatti, ma un falso amico che ti mette un braccio sulle spalle, ti dice “ci penso io” e poi ti frega, è il peggio del peggio.

  2. Scritto da chiacchere, sempre e solo chiacchere leghiste

    per @ 2: cara Rebecca, pariamo di federalismo? dove è andato a finire il motto della Lega “Ognuno padrone in casa propria”. A Bergamo i leghisti lo predicano (… bla,bla,bla…) , a Roma lo stroncano !!! E non prendeteci in giro con i ministeri a Monza: due targhette sulla porta, un paio di “finte”segretarie con contratto CO.CO.CO , i gonzi che ci cascano e noi che paghiamo

  3. Scritto da sergio gandi

    cara rebecca, non hai idea delle cose di cui parli.
    a me del gettone non importa nulla, se lo facessi per quello smetterei di fare il consigliere.
    considerato che si prendono 90 euro lordi per seduta (che duri un’ora o sei ore), vale a dire 45 euro netti, fai tu i calcoli.
    in ogni caso, per tua informazione, ne do una quota al pd e con il resto non copro nemmeno le spese di telefono. inoltre, le ore passate a leggere le carte e i documenti, così come a scrivere non sono, ovviamente, pagate.
    pron

  4. Scritto da cittadino

    sulla scelta del civico 33 il comitato residenti di via quarenghi si è espresso favorevolemente sui giornali cittadini… forse che anche il comitato di via quarenghi è leghista? Forse che i comitati vanno bene solo quando si scagliano contro l’amministrazione?

  5. Scritto da roberta

    la demagogia leghista (ma non solo) non conosce limiti. a me farebbe paura sapere di un consigliere comunale che rinuncia al (misero) gettone di presenza, perchè mi verrebbe da chiedermi: come mai dedica ore ed ore gratis al comun? da dove trae il suo tornaconto?
    bene ha fatto il buon gandi a denunciare queste cose, che noi cittadini magari non conosciamo perchè passiamo il tempo a leggere la gazzetta dello sport.
    io non ho votato gandi, ma è uno dei pochi seri e che si sbatte

  6. Scritto da Margareth Lee Mortatcher

    @rebecca L’esempio del trota è tale da sovrastare ogni altro.
    La lega oltre che rappresentare una constatata incapacità di qualunque azione positiva eccelle nella fisiologica disonestà nel montare la testa ai suoi poveri elettori (speriamo che ce ne siano sempre di più capaci di ragionare e sempre meno disposti a votarla)
    Coi problemi che ci sono (per me stiamo peggio della Grecia) si chiacchiera di inutili ministeri al nord.

  7. Scritto da oraziococlite

    Gandi forse è arrabbiato perchè quello doveva diventare la nuova sede del Paci paciana pagata con gli 800000 Euro del famosissimo ,o no ? dono dell’ex meglio sottolinearlo sindaco Bruni.Quello magari brucia a Gandi …

  8. Scritto da oraziococlite

    Li mortacci direbbe Fabrizi , stare peggio della Gecia se ci fossero i sinist…i al governo di sicuro sarebbe già realtà,basta vedere cosa sta succedendo a Milano dopo neanche due mesi che hanno invaso il comune…

  9. Scritto da Franco

    Che male fanno le prostitute maggiorenni e consenzienti ed i loro clienti sulle strade, se non compiono intralcio al traffico e/o atti osceni sotto la vista pubblica?
    Voglio sottolineare che i clienti delle meretrici in Italia sono ben undici milioni dei quali nove milioni affezionati alle stradali che sono le più economiche di tutte. Quindi, in considerazione del fatto che nove milioni di votanti non sono pochi e che a fare la differenza sono proprio gli elettori indecisi, OCCHIO AI VOTI!

  10. Scritto da chiacchere, sempre e solo chiacchere leghiste

    la Lega, solo: ” bla,bla,bla,bla… ecc,ecc”

  11. Scritto da Rebecca

    Bla bla bla, solo chiacchiere comuniste!!!!!!! ecc… ecc.. parli di esempi… ma che esempioni!!!!si, si… costi della politica… gettoni delle commissioni… ah.. scusa hai rinunciato al tuo gettone di presenza alle commissioni per dare il buon esempio??