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“Le filiali di Cariparma a Bergamo sono nel caos”

La denuncia dei sindacati: "Il passaggio delle filiali ???Intesa-San Paolo a Cariparma sta creando problemi ai lavoratori e alla clientela"

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Dal 16 maggio scorso le agenzie di Intesa-San Paolo di Stezzano, Curno e Bergamo sono state cedute a Cariparma. Una scelta dettata dall’antitrust che aveva riscontrato una posizione dominante sul mercato degli sportelli bancari di Intesa-San Paolo, da qui la scelta di cedere al gruppo emiliano (che fa capo al gruppo francese Crédit Agricole) le tre agenzie sul territorio bergamasco. Un passaggio che, secondo Fiba-Cisl, non è stato indolore per dipendenti e clienti della banca. 
“Visitando le filiali – afferma Giampaolo Cavallotti, della Fiba Cils – abbiamo riscontrato diverse criticità: carenze di organico nelle unità produttive, in particolare in questo periodo a seguito del godimento dei periodi di ferie, sottodimensionamento, pesanti carenze nell’assistenza per l’utilizzo delle nuove procedure, assenza di corsi di formazione ad hoc suoi prodotti e sulle procedure Cariparma, sportelli bancomant prima abilitati a diverse funzioni poi non più autorizzati. A seguito di questa situazione la demotivazione si sta diffondendo tra i 18 colleghi che lamentano scarsa attenzione da parte dell’azienda. Infatti, nonostante gli innumerevoli problemi vengano puntualmente segnalati alle strutture interne, le risposte o sono tardive, o non ci sono”.
Secondo Fiba Cisl ci sono situazioni non più sostenibili, né dai lavoratori, né dai clienti, ben disposti in prima istanza a capire e sopportare il disagio provocato da una cessione da loro peraltro non richiesta, che riversano ora la loro aggressività, generata dall’esasperazione, su colleghi che loro malgrado sono stati ceduti e si ritrovano a dover tamponare anche questa situazione di nervosismo dovuta al disservizio.
“Dobbiamo ricordare all’azienda che esiste lo stress da lavoro correlato? Non è un’invenzione sindacale, ma una condizione sancita dalla legge – sottolinea Cavallotti -. E’ necessario sottolineare che le macchine, i computer, i programmi sono al servizio dell’uomo e non viceversa? Onestamente non riusciamo a comprendere le difficoltà oggettive nella regolamentazione degli orari dei part time . Questi sono i problemi di cui vogliamo parlare, per cercare di risolverli o quantomeno renderli meno oppressivi, ma sembra che le nostre richieste siano rivolte alla luna".
Cavallotti conclude: "Come sindacato siamo stati propensi al dialogo e alla ricerca condivisa di soluzioni, ma se queste nostre richieste continueranno ad infrangersi su un muro di gomma, ci vedremo costretti a percorrere strade diverse anche se non condivise dall’azienda. In un grave momento di emergenza come quello che stanno vivendo i colleghi coinvolti nella migrazione, crediamo che il buon senso debba prevalere sui formalismi”.

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