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Con la fusione nasce un grande Banco Popolare

L'incorporazione di quattro banche, escluso il Credito Bergamasco, apre a un nuovo modello di grande banca popolare.

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Ormai è fatta, il Consiglio di Sorveglianza e il Consiglio di Gestione del Banco Popolare hanno approvato venerdì 15 luglio le linee guida del progetto che porterà alla realizzazione di un nuovo modello di grande banca popolare
Nel Banco Popolare saranno fuse per incorporazione la Banca Popolare di Verona, Banco San Geminiano e San Prospero S.p.A., Banca Popolare di Novara S.p.A., Banca Popolare di Lodi S.p.A. (comprese le già incorporande Banca Popolare di Crema S.p.A. e Banca Popolare di Cremona S.p.A.) e Cassa di Risparmio di Lucca Pisa Livorno S.p.A. Novità per il Credito Bergamasco che manterrà lo status di società quotata sottoposta al controllo ed alla direzione e coordinamento del Banco Popolare.
Il Banco Popolare, che manterrà la forma giuridica cooperativa, assumerà il ruolo di banca operativa organizzata sulla base di un modello territoriale che prevede la creazione di divisioni nelle tradizionali aree storiche di presenza e di riferimento per le comunità locali. In particolare, saranno previste divisioni territoriali totalmente integrate all’interno della banca capogruppo e tendenzialmente corrispondenti ai territori dei marchi storici “Banca Popolare di Verona – Banco San Geminiano e San Prospero”, “Banca Popolare di Lodi” – “Cassa di Risparmio di Lucca Pisa Livorno” e “Banca Popolare di Novara”, con quest’ultima estesa a tutto il Centro-Sud. Il Credito Bergamasco, pur essendo parte del nuovo modello di business, resterà separato dal punto di vista societario.
Il progetto conferma la storica vocazione territoriale e di radicamento del Gruppo, prevedendo anche un sensibile rafforzamento di tutti i presidi rispetto all’attuale modello.
La semplificazione dell’attuale assetto operativo del Gruppo consentirà di ottenere importanti e strutturali benefici economici, aggiuntivi a quelli già previsti dal piano industriale 2011-2013/2015 recentemente approvato, in termini di risparmi di costo, maggiore efficacia commerciale, miglior presidio territoriale, semplificazione dei processi interni di governance, decisionali ed operativi e conseguente significativa riduzione dell’execution risk connesso alle iniziative previste dal piano industriale.
Il maggiore impatto sull’utile netto del Gruppo delle sinergie previste a regime è stimato in oltre 90 milioni annui, di cui:
– 50 milioni derivanti da minori oneri operativi ed imposte, prevalentemente per riduzione dell’IVA sui servizi infragruppo e della doppia imposizione fiscale sui dividendi infragruppo.
– 30 milioni associati a minori costi del personale, come effetto della attesa riduzione dell’organico di Gruppo pari a 650 persone entro il 2016 tramite incentivazione all’esodo e “raffreddamento” del turnover.
– 10 milioni derivanti da minori spese amministrative.
Le sinergie sopra indicate consentiranno di migliorare il profilo del Piano Industriale recentemente approvato, che sarà aggiornato prevedendo come nuovo target economico un utile netto pari a 647 milioni al 2013, in aumento di 44 milioni e pari a 997 milioni nel 2015, in aumento di 67 milioni.
In coerenza con il progetto di semplificazione del gruppo, sono state anche approvate le linee guida di un complessivo disegno di revisione del modello di governance del Banco Popolare.
In concreto, ad una convocanda assemblea dei soci sarà sottoposta la proposta di adozione di un sistema di amministrazione e controllo di tipo tradizionale, con istituzione di un Consiglio di amministrazione composto da massimo 24 membri, di cui da un minimo di 3 ad un massimo di 4 (incluso l’Amministratore Delegato) scelti tra dirigenti del Gruppo. Il Presidente, i due Vice Presidenti, l’Amministratore Delegato e due dei Consiglieri di amministrazione scelti tra i dirigenti del Gruppo faranno parte del Comitato Esecutivo, che sarà quindi composto da 6 membri. Il Collegio Sindacale sarà composto da 5 membri effettivi.
In coerenza con l’attuale assetto statutario contemperato con gli opportuni adattamenti, verrà mantenuta la ripartizione territoriale della maggioranza (quattro quinti) dei componenti del Consiglio di amministrazione, che non siano tratti tra i dirigenti del Gruppo, tra i soci residenti nelle aree geografiche di riferimento delle tre divisioni territoriali.
La scelta del Presidente del Banco Popolare verrà riservata all’Assemblea e sottratta al vigente vincolo territoriale, ferma la facoltà dei territori delle tre Banche popolari fondatrici, ove non esprimano il Presidente, di indicare un Vice Presidente ciascuno.
Il Banco Popolare manterrà la sede legale ed amministrativa a Verona, con sedi amministrative a Lodi e Novara e conseguente ragionevole riequilibrio della dislocazione delle funzioni di vertice anche a Novara. Le sedi assembleari, ordinaria e straordinaria, saranno previste a rotazione tra Verona, Lodi e Novara, ferma restando l’attuale disciplina del voto a distanza. Saranno, inoltre, previste periodiche convocazioni del Consiglio di amministrazione anche a Lodi e Novara.
Sul piano organizzativo interno all’organigramma del Banco Popolare è prevista la nomina – a diretto riporto dell’Amministratore Delegato – a Direttore Generale di Maurizio Faroni e Condirettore Generale di Domenico De Angelis.
 

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