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“Addio compagno? Io non ci sto”

Nichi Vendola ha invitato a smettere il termine "compagno" preferendogli quello di "amico". Clementina Gabanelli, coordinatrice cittadina di Bergamo di Sel gli invia una lettera.

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Nei giorni scorsi Nichi Vendola, leader di Sinistra e Libertà, ha scatenato un dibattito piuttosto acceso a sinistra  invitando a smettere il termine "compagno" preferendogli quello di "amico". Clementina Gabanelli, coordinatrice cittadina di Bergamo di Sel, non ci sta e gli invia una lettera aperta.

Caro Nichi,
mi lascio trascinare volentieri in questo pigro pomeriggio estivo dal putiferio scatenato dall’utilizzo o meno del termine compagno/a.
So che ben altri sono i problemi che ci troviamo ad affrontare, la manovra economica varata dal Governo ci trascina in una prospettiva di povertà sociale foriera di profonde disuguaglianze e contro questo fatto drammatico dovremo concentrare le nostre energie (poche, tante?) e mobilitare le nostre forze.
Ma il linguaggio non è neutrale, le parole sono dense di storia oltre che di significato e, come tu hai giustamente ricordato, compagno deriva dal termine latino "cum panem" dividere il pane. Questo termine evoca fratellanza e solidarietà, condivisione di sguardi verso un futuro da costruire, traendo forza da un passato anche glorioso che ha consentito a tanti e tante di riscattarsi o di avere la speranza di un riscatto da situazioni di ingiustizia. La Sinistra non ha lasciato dietro di sé solo macerie o sbaglio?
Quando ero una giovane iscritta del PCI e mi si interpellava con la parola compagna, mi inorgoglivo, volevo meritarmelo quel termine.
Oggi continuo ad usarlo e non mi sento né vecchia, né antica…
E poi compagno è anche il mio amore e il mio amante che condivide con me la pienezza di alcuni momenti dell’ esistenza, è più e diverso da amico.
Con tanta stima e affetto
Clementina Gabanelli
Coordinatrice cittadina di SEL

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Commenti

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  1. Scritto da oorgoglioso ex democristiano

    per @24 SP 35. Può essere.
    Vogliamo parlare delle decine di assoluzioni di Paolo Cirino Pomicino? Di Remo Gaspari (morto oggi)? O vogliamo parlare di TabaccI, ex DC, ex presidente Regione Lombardia, Udc, oggi assessore al bilancio nella giunta milanese del sindaco Pisapia,
    fu assolto nel 1996 per non aver commesso il fatto. Se è assessore, Pisapia ha di fatto riconosciuto che anche gli ex DC non sono tutti compari, ma c’è ancora bisogno di loro.

  2. Scritto da Puntuali

    Come sempre a sinistra hanno argomenti di grande interesse pubblico…

  3. Scritto da SP 35

    @ 20 ex dc:in altre Regioni d’Italia,vi chiamavate anche compari…!

  4. Scritto da democratico padano

    nichi vendola abolisce la parola “compagno”; i comunisti di Rifondazione sono al lumicino, i socialisti non si vedono da anni (cerchiamoli a “chi l’ha visto”)……insomma siamo tutti amici ormai.

  5. Scritto da Simone

    @2
    Già.. a destra sì che ci si occupa di argomenti a elevato spessore pubblico.. è stato ampiamente dimostrato in tutti i governi Berlusconi
    Effettivamente la Legge Cirami, il Lodo Schifani, il Lodo Alfano, il legittimo impedimento, le false comunicazioni sociali ….
    (devo continuare?) e da ultimo il tentato Lodo Mondadori sono tutte cose che interessano la collettività tutta.. altro che leggi ad personam…

  6. Scritto da giorgio57

    Sono storicamente di sinistra ma anch’io sono d’accordo con l’abbandono del termine compagni.
    L’ideologia comunista e socialista non hanno saputo fornire una valida alternativa al sistema capitalistico ed il termine Compagno è strettamente legato a quel modello. Il modello è fallito e fallito è il suo attore principale il compagno. Se la sinistra vuole tornare a governare il mondo deve staccarsi dal passato, anche dal nome compagni.

  7. Scritto da carlo salvioni

    Rispettiamo almeno la grammatica latina : ” cum pane” e non “cum panem”. Poi, concordo con la Gabanelli, compagno è molto meglio di amico.Il socialismo democratico non ha fallito, come il comunismo. Ha dato all’Europa occidentale il più alto benessere economico e culturale della storia dell’umanità e isocialisti dei partiti dell’Internazionale continuano in tutti i paesi a chiamarsi orgogliosamente “compagni”.

  8. Scritto da Militante Rif.Comunista

    Orgoglioso di essere chiamato e di chiamare qualcun altro COMPAGNO
    Dispiaciuto che questo revisionismo storico e culturale abbia intaccato anche i militanti di Sinistra che qualche tempo fa erano al nostro fianco tutti i giorni nelle lotte, nelle proteste, nelle proposte, nella solidarietà, nelle condivisioni, nella vita..

  9. Scritto da claudio carminati

    No, caro Nichi, la parola COMPAGNO non si deve toccare. Almeno per rispetto di coloro che ci hanno creduto ( o magari ancora ci credono)
    Se poi uno non se lo sente “dentro”….pazienza! Si vede che è più moderno essere AMICI (?!?).Forse anche questi simboli servirebbero a dare un pò più di unità e identità comune alla SINISTRA.
    Pensaci compagno Nichi.

  10. Scritto da ahahahahahah

    Eccoli qui tutti i compagni che su questo sito passano il tempo ad attaccare la lega…..poi i comunisti non ci sono più vero?

  11. Scritto da un trevigliese

    Sarebbe questa l’alternativa agli attuali politicanti?
    Mi sa che anche stavolta non mi presento alle urne…
    Come si fa a dar vita a una discussione di questo genere?

  12. Scritto da Alberico

    ricordo a Salvioni, ora dirigente del PD, che i democratici si chiamano fra loro amici, e non compagni.
    Tanto per chiarire.

  13. Scritto da amante della Storia

    Peccato che “compagno” è sinonimo di un comunista fedele all’Unione Sovietica che ha provocato, durante la sua esistenza, più di 60 milioni di persone uccise. Si abbia allora il coraggo di dire, ancora oggi, che “compagno” è sinonimo di comunista, deluso del disfacimento del mondo sovietico che, con patetica nostalgia, si desidera che ritorni ancora oggi.

  14. Scritto da lara

    Dovresti andare in Cina, caro 8

  15. Scritto da Giovani Socialisti Bergamo - FGS Bergamo

    Brava Compagna Clementina!!!

  16. Scritto da bergamotto

    Ragazzi, bel dibattito. Di quelli che fanno stare in mezzo alla gente, che aiutano a condividere le ansie e le difficoltà di chi fa fatica ogni giorno…
    Da una frase travisata di Vendola riportata sul web, luogo principe per accendere l’ improvvisazione emotiva e incoraggiare la superficialità diffusa, un sano dibattito anni ’70…
    “No, il dibattito no, vi prego”…

  17. Scritto da romeo

    caro amante della Storia le comunico che lei è rimandato a settembre in storia, studi e torni preparato!

  18. Scritto da wids

    deriva dalla parola dividere il pane?? complimenti, vedo come il compagno niki, condivide la sua ricchezza con voi…comunismo=utopia

  19. Scritto da miriam

    Belissima osservazione, credo che si possa dire lo stesso del saluto romano…la mano aperta al cielo, la tradizione latina, la gioia della giovinezza lontanta…

  20. Scritto da mario

    A me stanno bene compagni e camerati, del resto siamo solo noi in italia che siamo capaci di scandalizzarci del passato

  21. Scritto da paolo

    Bella comunistona!

  22. Scritto da roberto

    Be poteva pensarci prima di salire sul carro dei liquidatori della sinistra capeggiati da Vendola.
    Se fossi in lei mi mi rioccuperei di più delle scelte in Puglia sull’acqua, condannate dai comitati referendari, e sulla questione delle leggi elettorali, dove Niki si è schierato per il Mattarellum come Veltroni. Su queste questioncine la Gabanelli non ha nulla da dire?

  23. Scritto da orgoglioso ex democristiano

    Dopo 15 anni ho la mia “rivincita”. Sono stato iscritto alla Democrazia Cristiana fino al suo scioglimento. I DC fra di loro si chiamavano AMICI. Ora i compagni non si chiamano più compagni, i camerati non si chiamano più camerati, tutti si chiamano amici…
    Io non mi sono mai vergognato di chiamare i colleghi di partito amici.

  24. Scritto da uno tra SEL e PRC..

    Sono orgoglioso di essere di sinistra ed orgoglioso di essere un COMPAGNO!
    Brava Gabanelli e avanti, compagno Nichi!

  25. Scritto da barba

    Che tristezza…
    Hanno affamato milioni di persone per decenni ed hanno il coraggio di parlare della definizione latina “dividere il pane”. Si uno a me, l’altro a me, ancora a me, sempre a me…