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“Teresa? Una figlia impetuosa che non mi assomiglia” fotogallery

Il politico e scrittore ha presentato il suo quarto romanzo "Teresa", edito da Feltrinelli, al Caff?? Letterario.

"Teresa? E’ come una figlia, impetuosa che non mi assomiglia assolutamente. Eppure mi piace perchè è autonoma ed ha un rispetto per gli altri uomini, per le donne, per i sentimenti e le situazioni che vive". Sono le parole che Claudio Fava, giornalista, politico e scrittore ha usato per descrivere il rapporto che lo lega alla sua ultima fatica letteraria "Teresa" (Feltrinelli) presentata giovedì 14 luglio al Caffè Letterario di Bergamo. L’incontro presentato da Luciano Ongaro, presidente del Caffè Letterario, e da Clementina Gabanelli, coordinatrice di Sel Bergamo, è stato coordinato dalla giornalista Rosella del Castello, direttore di Bergamonews.
Fava non ha voluto parlare di politica, di mafia – nel libro non viene nemmeno citata – anche se nel romanzo, ambientato in Sicilia, la protagonista vive e subisce in prima persona, con la morte del padre, la spietata legge della malavita. "Certo la mia Sicilia è cambiata – ha sottolineato Fava – è cambiata nella singola persona, c’è più protagonismo, una volta questo era riservato agli eroi. Più erano soli, più erano eroi. C’è meno silenzio oggi in Sicilia. Credo però sia così anche nel resto del Paese. Una volta i giovani scendevano in strada per protestare, oggi per difendere la cultura, l’università, gli studenti sono saliti sui tetti". 
Fava elogia e osserva con molto rispetto il mondo giovanile che affronta con sguardo nuovo la precarietà. "Lo sguardo di Teresa verso la vita è un po’ come quello dei ragazzi, dei giovani d’oggi – continua lo scrittore – è uno sguardo diverso rispetto alla mia generazione, perché va oltre la pace che ci hanno abituato le cronache. Di fronte alla disonestà non si stupiscono, ma non mancano di sottolineare la loro indignazione solenne e coraggiosa". 
Fava, da sceneggiatore, non esclude la possibilità che il suo romanzo diventi un film. "Anche se il libro l’ho scritto perché abbia una vita propria, non strizza l’occhio al cinema – puntualizza -. E se dovesse prendere vita una pellicola, spero che il registra riesca a trovare una protagonista che abbia la stessa intensità nello sguardo della ragazzina fotografata da Letizia Battaglia e che è stata scelta per la copertina del libro".

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