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Manovra: lacrime e sangue, ma non per i politici

Su La Stampa Luigi La Spina commenta la manovra finanziaria che ora attende solo l'ultimo via libera.

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Su La Stampa Luigi La Spina commenta la manovra finanziaria che ora attende solo l’ultimo via libera.

Ormai gli italiani hanno capito, con triste chiarezza, il destino che li attende: per la grandissima parte di loro, il futuro porterà una riduzione del loro tenore di vita. Ci saranno più tasse, meno servizi pubblici e, molto probabilmente, un aumento dell’inflazione. D’altra parte, i moniti di Napolitano sulla gravità del momento, i riferimenti di Tremonti al Titanic e, soprattutto, i segnali che arrivano dai mercati finanziari sono troppo espliciti per coltivare ancora qualche illusione.
Al di là delle recriminazioni sui ritardi con i quali si è affrontata la crisi, sulle ingannevoli promesse sparse a piene mani fino a qualche settimana fa, la necessità di una manovra correttiva sui conti dello Stato è largamente condivisa, anche se è del tutto legittima la discussione sul modo con il quale viene attuata da parte del governo. Ma i contrasti sul merito dei provvedimenti, questa volta, non costituiscono il più grave rischio per l’accettazione di queste misure, sia pure amare, da parte degli italiani.
Il passato, anche recente, ci insegna che l’appello ai sacrifici, in vista di un obiettivo importante o per evitare un grave danno collettivo, viene sempre compreso dai nostri concittadini, con un notevole e, spesso, persino sorprendente senso di responsabilità nazionale.
Il pericolo maggiore è un altro. La coincidenza temporale tra il varo i questa manovra e la diffusione di intercettazioni che rivelano un costume pubblico vergognoso e inaccettabile rende sconcertante l’assenza di una qualsiasi iniziativa, di una certa consistenza, per imporre tagli e sacrifici anche alla classe politica, nazionale e locale, che ci governa. Di fronte a una stretta sulla sanità, sulle pensioni, sui risparmi che arriverà a oltre 87 miliardi è prevista solo una ridicola diminuzione di quasi 8 milioni sui rimborsi elettorali per i partiti. Una percentuale facilmente calcolabile anche per i deboli in matematica: meno dell’uno per mille.
È chiaro che con i risparmi sulla politica non si salvano i conti dello Stato, ma quello che amareggia è il generale muro di gomma che respinge ogni tentativo di contenere le spese. Il tanto promesso taglio delle province è stato bocciato, non si annunciano decurtazioni di stipendi o annullamenti degli scandalosi privilegi pensionistici riservati a parlamentari e amministratori pubblici, né riforme per ridurre drasticamente i membri delle Camere, dei consigli regionali, comunali, circoscrizionali e delle amministrazioni pubbliche.
Non si tratta di sollecitare il qualunquismo nazionale contro il prezzo della democrazia o il facile moralismo contro una categoria che, come tutte, comprende persone oneste e non. Ma di manifestare la sorpresa per l’incredibile insensibilità di una classe politica che non si accorge degli umori dell’opinione pubblica e che rischia, proprio per questo, di alimentare qualunquismo e moralismo. Soprattutto in un momento in cui la credibilità di chi chiede ai cittadini sacrifici richiederebbe almeno un gesto simbolico, importante e significativo, di condivisione di quei sacrifici.
Come si può non comprendere l’effetto sull’opinione pubblica di una dichiarazione come quella dell’avvocato della Minetti che, con un candore stupefacente, mette sullo stesso piano il «regalino» di un’auto all’amica di turno con l’elezione a consigliere regionale? Un paragone che annulla completamente la differenza tra le spese di un privato cittadino e quelle pagate da tutti noi. Come non comprendere l’effetto sull’opinione pubblica per la pretesa che la moglie di un deputato debba raggiungere «ovviamente» lo stipendio di 35 mila euro al mese? Forse non sono provate responsabilità penali, cioè un effettivo scambio di favori, ma sembra di assistere a una nuova forma di quella che Di Pietro, quando faceva il magistrato, chiamava «dazione». Quella che potremo battezzare come «futuribile», quella che si fa in vista di un aiuto magari solo possibile o probabile.
Proprio perché in una democrazia liberale l’appello alla moralità pubblica non ha molto senso, ma quello che conta è il rispetto delle regole e delle leggi, si tratta di ridisegnare i confini perduti e, prima di tutto, quelli tra servizio dello Stato e servizio di interessi privati. A parte il conflitto più clamoroso, quello che tocca Berlusconi, il più recente esempio di questa confusione che ormai sta dilagando nella nostra vita pubblica riguarda la reazione degli avvocati che siedono in Parlamento contro l’ipotesi di abolizione del loro ordine. Anche in questo caso, come si fa ad ammettere che professionisti, eletti deputati o senatori, continuino tranquillamente a condurre i loro studi, senza avvertire il contrasto di interessi che si potrebbe determinare con il loro nuovo mestiere?
La democrazia ha un costo ed è giusto che i cittadini paghino il prezzo di un regime che si è dimostrato, almeno finora, il migliore di quelli comparsi da secoli nel nostro mondo. Ma è proprio delle democrazie l’impossibilità di accettare che tra governanti e governati ci sia un muro di distacco e di incomprensione. Purtroppo quel muro, in Italia, si sta alzando pericolosamente.
Luigi La Spina

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Commenti

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  1. Scritto da cip per ciock

    Caro berghem ,visto che sei più vicino alla lega dimmi come ti giustifichi in proposito sulle Provincie e ai benefit di questa casta.Non era proprio questo movimento che ne faceva una bandiera e protestava sui privilegi?Naturalmente ora(avendo qualche cadrega famigliare da occupare)si giustifica ogni spreco.Un es.per tutti i Ministeri a Monza con l’evidente inutilità del progetto.(Forse l’unica utilità è avere altre postazioni per amici e parenti e per noi altri debiti e enti inutili

  2. Scritto da luigi inghirami

    è uno schifo. è ora che dalle parole si passi ai fatti! non è più accettabile uno scempio simile. ma non si vergognano questi signori????

  3. Scritto da MASSIMILIANO A.

    NO NO NO NO COSI NON CI SIAMO PROPIO…COME CAVOLO FATE A TOCCARE ANCORA LE TASCHE DELLE FAMIGLIE?

  4. Scritto da MaLo

    Dovremmo scendere in piazza, tutti, chi di destra che di sinistra.
    Non hanno un minimo di vergogna :-(

  5. Scritto da a yuto

    2 anni di balle del super ministro e dal suo capo.
    conti pubblici in sicurezza!
    sistema pensionistico in equilibrio!
    siamo fuori dalla crisi.
    non metteremo le mani nelle tasche degli italiani.
    cosa dobbiamo ancora vedere e sopportare?
    facciano la manovra e si tolgano dalla nostra vista.

  6. Scritto da stefano rossi

    La manovra non va bene dicono tutti e va bene ma…… Ci fosse qualcuno sceso in piazza di qualche schieramento politico a chiedere di tagliare drasticamente i costi della politica , sprechi e recuperare delle somme inimmaginabili!!!!!!!Evidentemente va bene cosi’ che vergogna dx e sx sono scieramenti schifosi completamente incapaci e fuori dalla vera realta’ quotidiana !!! ANDIAMO PROPRIO BENE VA LA’ e pensare che c’e’ gente con baby pensioni che ha lavorato 10 12 anni con 900 euro!!!

  7. Scritto da berghem

    @5: non mi sembra che i tuoi amici compagni si stiano battendo per tagliarsi stipendi e benefit o le poltrone degli amici in provincia o altro! Ma non vedi che sono tutti uguali??? Alla fine la cosa che gli importa è riempirsi il portafoglio…e guai a chi glielo tocca!!!!!!

  8. Scritto da angelo

    Per tutti quelli che ci stanno senza bandiere politiche ci troviamo Domenica 24 LUGLIO alla piazza del mercato della Malpensata alle ore 09,30 segno di riconoscimento un fazzoletto bianco .
    Ciao e fatemi sapere.

  9. Scritto da bastacasta

    Gli unici che danno il buon esempio rinunciando a 2 milioni di rimborsi elettorali e decurtandosi gli stipendi di consiglieri regionali e comunali sono i ragazzi del Movimento 5 stelle. Naturalmente inutile dirlo che sono gia’ “odiati” da tutta la casta e relativi media (sia dx che sx). Inoltre non hanno consiglieri nelle province in quanto essendo a favore della loro abolizione hanno ritenuto di non presentarsi (a differenza di lega, pdl & pdmenoL!).Sono l’unica speranza futura x il ns. paese

  10. Scritto da Artiko

    X bastacasta : Questi si chiamano fatti ! ONORE al movimento 5 stelle anche se i mezzi di comunicazione continuano a boicottarli.
    X berghem : Ti leggo sempre con piacere, e’ bello vedere la tua evoluzione, da PDLino convinto difensore del nano, davanti all’evidenza hai smesso di incensarlo, ma criticarlo mai ! Meglio tirar fuori il soliti discorsi del tipo “la sinistra avrebbe fatto peggio”. Ma concentrati sul tuo governo che ci sta facendo morire di fame !

  11. Scritto da berghem

    @9: mi spiace per te, ma si vede che leggi “a senso unico”…mai stato del PDL…semmai le mie idee si avvicinano più alla Lega. Io critico tutti e tutto ciò che si discosta da ciò che ritengo giusto. E non ho mai detto che la sinistra avrebbe fatto peggio…ma critico solo la strumentalizzazione che fa la sinistra delle situazioni avverse al governo solo per togliere consensi. Preferirei che criticasse le scelte del governo adducendo delle motivazioni e magari, se non è troppo impegno, cercando

  12. Scritto da angelo

    Per quanto riguarda il mvimento 5 stelle sono uguali agli altri.In una intervista a Oscar Giannino ( radio24 ) il consigliere regionale 5 stelle riguardo al suo stipendio ha affermato che 2500 euro li tiene lui il resto lo versa nelle casse del movimento. A noi cittadini sudditi costa comunque 12.500 euro + il vitalizio ( pensione ) che andrà direttamente nelle casse del consigliere fra qualche anno.Quale è la differenza ?

  13. Scritto da berghem

    di elaborare delle alternative credibili! L’Italia è in una situazione rischiosa…per decenni abbiamo TUTTI vissuto sopra le reali possibilità offerte dal nostro paese. Dopo questa crisi non era pensabile non toccare il portafoglio degli italiani, e bene a fatto Tremonti…certo è indubbio che non è accettabile che non vengano tagliati i benefit delle varie caste e gli sprechi che vanno da nord a sud! Tuttavia quando vengo a sapere che anche il PD ha votato contro l’abolizione delle province

  14. Scritto da berghem

    una domanda mi sorge spontanea: ma questi qui, che mire hanno? Vogliono il bene dell’Italia o vogliono semplicemente andare al governo per fare ne più ne meno i propri interessi?Che aiuto hanno dato finora ALL’ITALIA (non al governo) per superare la crisi? A volte il bene comune deve venire prima degli interessi di partito. Sarà banale il mio ragionamento, ma mi chiedo: partendo dal presupposto che dx e sx sono fatte della stessa pasta visto che sono tutti politicanti…e considerato che

  15. Scritto da berghem

    la stabilità di un governo è importante (non fondamentale, visto il caso del Belgio) per lo sviluppo economico, che garanzia mi da la sinistra di avere un governo stabile e sicuro?In Italia è difficile mettere d’accordo 2 teste, immagino mettere d’accordo PD – SEL – IDV e poi ci deve essere l’appoggio di UDC ecc…forse si rischia di rivivere il prodi-bis??Io nasco di sx…ma sono anni che non vedo più la sx in Italia…e soprattutto anni che non vedo questa pseudosx fare politica costruttiva!